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AYURVEDA E OCCIDENTE SI INCONTRANO

Il dottor Basalisco ha intrapreso un viaggio che dalla medicina occidentale lo ha portato a scoprire le medicine alternative, tra cui quella ayurvedica: in questa intervista ci regala qualche spunto di riflessione in merito a questo percorso e al rapporto tra diverse tradizioni mediche

Spesso su questo sito abbiamo parlato di medicina e tradizione ayurvedica e il web è pieno di consigli che prendono spunto da questa antica scienza medica.

Oggi abbiamo la straordinaria opportunità di poterci riferire ad un professionista del settore, Fabio Basalisco, medico specialista in neurologia nonché medico ayurvedico: con estrema gentilezza, si è reso disponibile a rispondere alle nostre domande fornendoci il suo punto di vista sulla medicina indiana e sul rapporto che essa può intrecciare con la medicina tradizionale.

 

In quanto medico occidentale, può offrirci uno sguardo privilegiato sulla medicina ayurvedica, forte della sua competenza su entrambi i fronti. Per quale motivo ha deciso di affiancare alla sua preparazione tradizionale la medicina indiana? Quali ritiene siano le sue potenzialità?

Mi sono specializzato in neurologia nel 1994, ma già dall’anno precedente, deluso e poco entusiasta della medicina occidentale, mi sono avvicinato alle cosiddette medicine complementari, iniziando il mio percorso di ricerca e di consapevolezza con la cromoterapia, passando attraverso la floriterapia, l’omotossicologia e varie altre discipline.

Ho incrociato l’Ayurveda verso la fine del 1994 a seguito di un corso di massaggio ayurvedico. Attraverso il tocco, cosa quanto mai inusuale per un medico, ho iniziato a sentire, percepire, espandere la coscienza.

Da allora ho approfondito con sempre maggior interesse la medicina ayurvedica, i suoi principi, la filosofia, la psicologia, la diagnosi, la terapia, mettendo da parte sia la medicina occidentale, sia tutte le altre discipline complementari.

Perché la scelta della medicina ayurvedica? In primo luogo perché ognuno di noi entra in risonanza con delle energie rispetto ad altre e poi perché la medicina ayurvedica dà importanza al soggetto nella sua totalità, e non già ai sintomi.

La medicina ayurvedica è una scienza ultramillenaria (non è una moda) il cui scopo principale è quello di promuovere e mantenere lo stato di salute attraverso una serie di abitudini, comportamenti, azioni; per salute non si intende l’assenza di malattia o una condizione di benessere, ma anche uno stato di soddisfazione e felicità.

Inoltre, ciò che più mi ha conquistato è che, dopo tanti anni di studio, ho incominciato veramente a sentirmi un medico e che potevo occuparmi di me stesso e degli altri attraverso lo stile di vita, l’alimentazione, la filosofia, la psicologia, il massaggio, la disintossicazione, la diagnosi, l’ascolto del polso, la terapia, la meditazione, lo yoga, la fitoterapia.


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Tra i suoi colleghi non c'è un unanime consenso riguardo la medicina ayurvedica: è considerata una tradizione medica superata, con categorie concettuali arcaiche e, in sostanza, non scientifica. Qual è il suo punto di vista in merito?

Sicuramente la medicina ayurvedica ha visto il suo acme in India che per antonomasia è un paese conservatore a volte rigido a schemi per noi occidentali non consueti.

In realtà la medicina ayurvedica non è solo appannaggio dell’India, ma è una scienza dell’universo in quanto correlata con le leggi di natura sempre presenti ed eterne.

L’ayurveda presenta una scientificità molto profonda che andrebbe scoperta ed analizzata con metodiche diverse da quelle utilizzate dalla medicina occidentale.

 

Lei ritiene sia possibile un "matrimonio", per così dire, tra terapie convenzionali e terapie ayurvediche? Se sì, in che modalità? Oppure le considera due strade destinate a non potersi incontrare (per motivi metodologici, di approccio, di contenuti, etc)? 

La medicina è una sola così come la religione; può assumere diverse forme così come noi esseri umani abbiamo diverse forme.

È importante la condivisione di ciò che ognuno ha da offrire sulla base della propria consapevolezza. In ogni caso l’Ayurveda non è incompatibile con nessuna altra disciplina.

 

La medicina alternativa sta guadagnando sempre più spazio nella quotidianità di molti. Come giudica questo  sempre maggiore orientamento verso la medicina alternativa?

Il motivo principale perché la medicina olistica guadagna terreno è che la gente è stanca di non essere spesso ascoltata, presa in considerazione anche per il suo vissuto e per ciò che ha da dire e perché, per quanto difficile sia riconoscerlo, vorrebbe essere aiutata ad avere risposte su chi è e su qual è lo scopo della vita.

 

La malattia secondo l'ayurveda: l'importanza del mondo interiore

 

 

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