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ENERGIA UMANA E MEDICINA ENERGETICA

Si sa quanto è importante la nutrizione per avere la giusta carica energetica: non è solo la giusta dieta che ci fa stare bene ma anche un'altra serie di rimedi naturali che vanno dall'attività fisica alle tisane ecc.

Cos’è la medicina energetica?

In un essere vivente ci sono materia ed energia: se l’energia non ci fosse, la materia non sarebbe vivente; se l’energia fosse alterata, ci sarebbe una malattia. La medicina energetica studia e cura questa energia presente nell’uomo.

Come origina la nostra energia? Dalla respirazione cellulare. Parliamo di un concetto di respirazione molto diverso da quello comunemente inteso: può approfondire e spiegare questo concetto?

La respirazione come comunemente la intendiamo non servirebbe a niente se l’ossigeno non arrivasse dentro alle cellule, là dove romba il motore del nostro organismo. Dentro tutte le nostre cellule, infatti, c’è una specie di motore che si chiama mitocondrio che, come il motore di un’automobile, viene alimentato da carburante (glucosio, grassi di varia natura, amminoacidi, ecc.) e comburente (ossigeno).

Tuttavia, per rifornire di carburante e di ossigeno i nostri mitocondri e realizzare la respirazione cellulare, i soli polmoni certamente non bastano: è necessaria invece la partecipazione di tutti gli organi del nostro corpo (nella loro complessità che spesso ostacola questa visione d’insieme) tranne quelli finalizzati alla riproduzione.

In effetti, tutto l’apparato digerente e le sue ghiandole esocrine ed endocrine, i reni e tutto l’apparato urinario, i muscoli e tutte le strutture proteiche del nostro organismo, i depositi di grasso sottocutanei e viscerali, tutti, partecipano alla produzione di carburante per i nostri mitocondri. In ultima analisi, questo carburante origina dalla trasformazione del cibo che mangiamo.

Allo stesso modo, tutto l’apparato respiratorio (dalla narice del naso al polmone), il midollo osseo, il sangue, i reni, una parte del sistema endocrino e la milza servono a catturare, dall’aria che respiriamo, l’ossigeno per i nostri mitocondri. Il cuore, i vasi sanguigni e linfatici, il sangue e la linfa, trasportano ai mitocondri sia il carburante che prendiamo dal cibo sia l’ossigeno che prendiamo dall’aria, al contempo togliendo ai mitocondri i rifiuti metabolici (come ad esempio l’anidride carbonica).

Nell’elenco, che potremmo anche allungare con l’inserimento di altre strutture (come il sistema nervoso, il sistema immunitario, il sistema scheletrico, ecc), è dunque compreso quasi tutto il nostro organismo. Notiamo anche che l’energia prodotta dai mitocondri grazie all’attività degli organi, serve ad essi proprio per svolgere la loro attività, come nel migliore circolo virtuoso. Questo circolo virtuoso fa della sua complessità il suo fascino, la sua forza e, al contempo, la sua debolezza.

È infatti evidente che qualsiasi patologia di un singolo organo, oltre a realizzare sintomi specifici, finisca anche per essere un problema per la produzione di energia, mutando in vizioso quel virtuoso e perfetto circolo dall’apparenza inalterabile. 

Quanto è importante la  respirazione cellulare? Se l’importanza delle cose si vede quando mancano, questo vale anche per la respirazione cellulare, il cui blocco ci uccide: è così, per esempio, che funziona il cianuro!

In cosa consiste l’energia che nasce dalla respirazione cellulare? Dalla respirazione cellulare vengono alimentate entrambe le forme in cui possiamo distinguere l’energia vitale: l’energia elettromagnetica (con la polarizzazione e depolarizzazione delle membrane cellulari) e l’energia chimica. Entrambe possono essere studiate e definite con i moderni strumenti che abbiamo oggi a disposizione.

Per esempio è possibile studiare e documentare i flussi elettrici degli organi attraverso esami che tutti conosciamo molto bene, come l’elettrocardiogramma, l’elettroencefalogramma, ecc.. Abbiamo oggi anche capito che l’energia chimica ed elettromagnetica sono distinte, apparentemente opposte, ma non separate, poiché una è la mutazione dell’altra: è dimostrato infatti che non ci potrebbe essere energia chimica senza variazioni di potenziale elettrico e viceversa.

Per la nostra salute sono entrambe importanti queste forme di energia? Certo. D’altra parte, come abbiamo detto, una forma di energia alimenta l’altra e viceversa. Questa stretta relazione era già stata intuita molto anticamente, ancor prima che fosse compresa scientificamente. Essa è per esempio evidente nell’ideogramma cinese che rappresenta l’energia vitale: nella parte inferiore dell’ideogramma è stilizzato un campo di riso, ovvero l’energia chimica; a fianco è stilizzato il vapore che sale, ovvero l’energia elettromagnetica.

Dunque, l’energia vitale, così importante per il nostro organismo, non la scopriamo solo oggi! Già le antiche scuole mediche occidentali e cinesi avevano capito l’importanza dell’energia vitale sia nel potenziamento della salute, sia nella prevenzione delle malattie, sia nella loro cura. L’energia vitale veniva chiamata “CHI” nella medicina tradizionale cinese  e “VIS MEDICATRIX NATURAE” dai capostipiti della medicina occidentale,  Ippocrate e  Galeno.

In tutto il mondo, dunque, la medicina era orientata a potenziare la salute e a curare le malattie sostenendo l’energia vitale del nostro organismo: altre possibilità non ve n’erano. Oggi, al contrario, le possibilità terapeutiche e diagnostiche ci sembrano enormi. Allora, riprendendo la sua domanda, posso dirle che oggi non scopriamo affatto l’importanza dell’energia vitale, tendiamo anzi a dimenticarla!

Infatti, nella ricerca del miglioramento e della guarigione, più potenti diventano gli strumenti terapeutici e più i malati e gli stessi medici tendono ad affidarsi totalmente ad essi,  concentrandosi così solo sulla malattia e dimenticando spesso di sostenere il malato nello  sforzo di affrontare il duplice peso della malattia e della sua terapia. 

 

Medicina cinese e occidentale

In che modo la medicina cinese ha studiato l’energia umana? Circa 5000 anni or sono, in Cina erano state fatte osservazioni molto originali nell’occasione di eventi bellici e di caccia. Era stato infatti notato il potere benefico che avevano stimolazioni di diversa natura (calore, pressione, puntura, taglio, ecc) qualora realizzate su ben precisi punti.                            

 

Canale energetico Du Mai e suoi punti

Queste osservazioni furono poi lo spunto di studi più specifici che furono raccolti e sintetizzati nel 2697 a.C. da Huang Di, detto anche Imperatore Giallo perché fu il leggendario condottiero di una grande tribù cinese che viveva presso il Fiume Giallo. È proprio a Huang Di che si deve il primo libro di medicina interna, il “Huang Di Nei Ching”.

La medicina cinese ebbe però il suo enorme sviluppo grazie alle ricerche mediche sviluppate durante  il periodo degli stati combattenti, ovvero dal 500 a.C. al 217 a.C., in cui vi fu una continua e violentissima guerra tra tutti gli stati della Cina. La fine degli stati combattenti, coincise con la vittoria finale di un unico stato (Qin) su tutti gli altri e la conseguente formazione del primo impero cinese.

Nel frattempo, per circa 300 anni, i medici di ogni stato avevano avuto la necessità di curare al meglio i feriti sul campo di battaglia e a questo fine essi avevano  condotto sui prigionieri sperimentazioni mediche in vivo, passate alla storia come le famose “torture cinesi”! È per questo che la medicina cinese è particolarmente famosa per la cura e il controllo del dolore di più svariata natura? 

In effetti, è solo negli studi “in vivo” che  è possibile studiare il controllo del dolore. Con gli studi “in vivo” si spiega però soprattutto, più in generale, anche il grande sviluppo cinese della conoscenza dell’energia vitale, come la sua regolazione e il suo percorso nell’insieme del nostro organismo. Da una comune visione del corpo umano, perché la medicina cinese e occidentale hanno poi avuto uno sviluppo diverso?

La medicina cinese proseguirà,  anche dopo la fondazione dell’impero, a sviluppare il concetto di energia vitale (CHI) che aveva approfondito durante il periodo degli stati combattenti.  Anche in occidente non mancarono i conflitti armati molto aspri ma l’avvento del cristianesimo cambiò l’atteggiamento verso i prigionieri e, anche quando torture vi furono, esse non furono condotte dai medici a scopo scientifico ma dai guerrieri a scopo militare.

La “pietas” cristiana verso i vivi e verso i morti, comportò inoltre l’impossibilità dei medici occidentali di compiere studi anche solo sui cadaveri.  Ci vollero allora ben due secoli dalla fine del medio evo (1700 d.C.) e tutta la tenacia di Giovan Battista Morgagni da Forlì, perché in occidente si cominciasse ad utilizzare i cadaveri, sistematicamente ed ufficialmente, per studiare la struttura ed il funzionamento del corpo umano.

Ma quanta energia vitale, quanto flusso elettromagnetico, quanta attività metabolica e digestiva si può trovare nei cadaveri? Ecco allora che alla medicina occidentale sfuggì la conoscenza dell’energia vitale nella sua componente elettromagnetica, concentrandosi invece su quella chimica.

 

Strumenti terapeutici

Quali sono gli strumenti della medicina occidentale per sostenere l’energia umana? I medici occidentali di un tempo, curavano i malati principalmente sostenendone l’energia chimica con la prescrizione di infusi di ben precise erbe, con le applicazioni locali di particolari fanghi, erbe ed ortaggi, con applicazioni revulsivanti, con i salassi, con il riposo e con un’adeguata nutrizione.

Ancora oggi, per esempio, potremmo sentire i grandi vecchi raccontare che “una volta, per mangiar bene bisognava star male”!  In effetti, soprattutto la nutrizione ed il cibo usato quasi come farmaco, erano il vero pezzo forte della medicina occidentale che sarebbe validissimo ancor oggi, epoca di gran disponibilità di cibo e, paradossalmente, anche epoca di frequenti e sottominanti carenze nutrizionali che innescano spesso una confusa ed esagerata ricerca di cibo o il ricorso agli integratori, sbagliando purtroppo spesso la mira e scegliendo male sia la loro quantità che la loro qualità e soprattutto non tenendo conto dell’effetto domino che l’arrivo di un integratore determina nel metabolismo.

Quali sono gli strumenti della medicina cinese per sostenere l’energia umana?  Ci sono strumenti dedicati al malato ed altri dedicati al sano. Agopuntura, moxibustione e massaggio vengono utilizzati nel malato ed agiscono fisicamente lungo le vie di flusso energetico. Gli alimenti e le erbe, in formule diverse, come anche gli esercizi fisici e respiratori, vengono usati sia per il sano che per il malato.

La medicina cinese e la medicina occidentale sono da considerare complementari o alternative? Complementari! La medicina cinese ha infatti studiato il corpo umano “in vivo”, comprendendo il fluire della nostra energia elettromagnetica. È su questo fluire che agiscono gli strumenti terapeutici della medicina tradizionale cinese.

La medicina occidentale si è invece concentrata sul sostegno della nostra energia chimica e si è specializzata fin dal 1700 d.C. nell’identificazione di lesioni anatomiche d’organo cui collegare una sintomatologia ed una cura costituita da un intervento farmacologico e/o chirurgico. Per un peccato d’origine, la medicina cinese e la medicina occidentale hanno  allora carenze di conoscenze anatomiche, fisiopatologiche e terapeutiche che sono compensate reciprocamente.

L’organismo umano è però uno solo e più completa sarà la sua conoscenza e più completa potrà essere la nostra salute e la cura delle nostre patologie. 

In quali malattie può essere utile un intervento sull’energia vitale? Quando ben interpretate, la medicina cinese come anche la medicina occidentale, oltre a potenziare il sano, curano il malato, non la malattia. Questa è anche la mia visione, nella quale il corpo è un’unità armonica e non un insieme di pezzi distinti.

Sarebbe dunque un grave errore quello di stilare un elenco di patologie ed etichettarle come curabili con una serie di interventi terapeutici. Per avere un’indicazione terapeutica, la cosa più seria che si possa fare è semplicemente quella di affidarsi serenamente al parere di un medico che sappia integrare la medicina cinese e quella occidentale ed abbia approfondito la materia di cui abbiamo parlato, sapendone sfruttare il potenziale.

Può fare almeno qualche esempio di chi avrebbe giovamento nel curare la propria energia? Tutti i sani! In particolare quelli che di energia sono grandi consumatori: gli sportivi, gli studenti, le gravide, ecc.

E i malati? Ne beneficerebbero tutti, perché, come dicevamo, essi devono combattere su un doppio fronte, sostenendo sia il peso della malattia che della terapia, spesso tanto efficace quanto logorante. Se proprio vuole che generalizzi, posso dire che nelle patologie metaboliche, digestive e reumatiche si può pensare di  avere un buon potenziale d’intervento.

Ciò può valere anche per le patologie respiratorie nelle quali il difetto di respirazione polmonare può in parte essere compensato ottimizzando la respirazione cellulare. L’importante, in tutti i casi, è però valutare le specificità del singolo paziente per capire, in scienza e coscienza, se veramente val la pena di intervenire e se, soprattutto, si può soddisfare l’aspettativa di chi ci chiede aiuto.

Dott. Gian Luca Ghisolfi

 

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