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GEN - GLOBAL ECOVILLAGE NETWORK

Approfondiamo, assieme ad un esperto del settore, il tema degli ecovillaggi e della rete globale degli ecovillaggi. Riccardo è un giovane ragazzo da poco eletto nel Consiglio Direttivo della rete europea del GEN.

Per tutti gli appassionati di ecovillaggi, ecologia, permacultura, green practices e downshifting, proponiamo un’intervista sul GEN (Global Ecovillage Network) con Riccardo De Amici, per gli amici solo Ricky, giovane ragazzo interessato da sempre allo sviluppo sostenibile e alla crescita personale. 

Dopo essersi laureato in Sviluppo Rurale attraverso l’agricoltura a Norwich (U.K.), è entrato nella rete degli ecovillaggi tramite la frequentazione di diverse iniziative e corsi durante il suo periodo ad Auroville, in India. 

Trasferitosi alla Comunità di Etica Vivente in Umbria, Riccardo è stato successivamente eletto, lo scorso luglio, nel Consiglio Direttivo della Rete Europea del GEN. Tra gli altri progetti aiuta la rete dei giovani a crescere e collabora ad un progetto di diffusione della tecnologia di bio-metanizzazione ad uso domestico.

Ecco qualche domanda per capire qualcosa di più sulla filosofia, il funzionamento e l’orientamento delle reti di ecovillaggi in giro per il mondo.

 

Cosa spinge sempre più persone ad abbracciare l’idea dell’ecovillaggio e come questa realtà si sta concretizzando e organizzando in giro per il mondo?

La forza degli ecovillaggi sta nel rappresentare l’opportunità di guardarsi dentro e creare uno stile di vita nuovo, tramite la relazione con se stessi, gli altri e la natura.

Esiste una scala di dimensioni o livelli che rappresenta l’unità nella diversità, valore che si rivela nella sua funzione salendo di livello, come accade negli ecosistemi.

Quindi oltre al semplice ecovillaggio, un vero e proprio microsistema di persone che decidono di vivere in comune, c’è una rete di microecosistemi allineata nell’intento ma variabile nella forma.

Sopra il semplice ecovillaggio c’è una rete nazionale (in Italia abbiamo il RIVE, Rete Italiana Villaggi Ecologici) e sopra ancora ne troviamo una continentale ed una globale.

Global Ecovillage Network, GEN, è diviso in 7 macroaree:

1. Sudamerica,
2. Nordamerica,
3. Europa,
4. Asia,
5. Africa,
6. Australia,
7. Mezzaluna Fertile.

All'interno di queste aree i gruppi nazionali sono indipendenti e hanno diritto a presenziare, votare ed eleggere nell’assemblea della loro macroarea.

Queste varie reti sono registrate come no profit e la loro funzione primaria è di stimolare e mantenere uno spirito collettivo più che quello di creare rappresentanza politica.

Le reti organizzano raduni annuali che sono un’occasione sia per permettere agli ecovillaggisti di incontrarsi sia per ottenere un accordo su quale messaggio unificato voler portare nel mondo.

Tale messaggio viene presentato dal GEN con convegni, per esempio alle conferenze sul clima (COP), all’ONU, eccetera, essendo un’organizzazione accreditata per accedere alla zona governativa delle conferenze sul clima; facendo inoltre memorandum of understanding con governi interessati a sviluppare aree rurali nel loro Paese con strumenti participativi creati dal GEN.

 

Leggi anche Come salvare il pianeta: esempi virtuosi in Italia >>

 

Perché i singoli individui coinvolti nella vita pratica di un ecovillaggio si rivolgono a reti nazionali, internazionali e globali?

La storia ci insegna che per apportare cambiamenti sociali sostanziali e sostenibili del tempo è indispensabile collegare due parti della società che generalmente non entrano in contatto tra di loro e usano linguaggi differenti creando un gap e una differenza identitaria molto forte.

Il famoso divario tra alto e basso che necessita di un ponte che permetta uno scambio tra persone nel cuore del sistema e persone alla periferia di esso, che ne stanno testando i limiti.

Il GEN occupa questo spazio di ponte e svolge 2 funzioni:

> una all’interno verso i propri soci,
> una all’esterno verso gli interlocutori governativi e privati.

Questo permette anche un allineamento filosofico tramite il network internazionale della pemacultura, dell’agricoltura di Transizione, e della decrescita felice o downshifting.

Il potere trasformativo di ognuna di queste reti viene alimentato creando un'azione sinergica che dà potere alla società civile.

 

Come potresti definire lo scopo di questo rapporto tra il singolo ecovillaggio, il GEN e gli organi di governo internazionali?

Lo scopo: mettere in evidenza le esperienze di persone che hanno preso a cuore lo stato di salute del pianeta e dei suoi abitanti trovando soluzioni pratiche su ogni scala.

Posso essere brevemente categorizzate nella ruota della sostenibilità:

> sostenibilità sociale (imparare ad avere a che fare con se stessi e gli altri),
> sostenibilità economica (da capire ed praticare per stabilire un’autosufficenza),
> sostenibiltà ecologica (rapporto con l’ambiente e responsabilità generazionale),
> sostenibilità worldview o culturale (focalizzata sulla visione che sia ha del mondo e che deve basarsi su una forma mentis sostenibile).

Da questa esperienza integrativa è nata Gaia Education che propone programmi esperienziali su questi temi, permettendo di vivere sulla propria pelle sistemi alternativi  e virtuosi.

 

C’è qualche appuntamento alle porte per chi fosse interessato a saperne di più o a partecipare?

Ogni luglio si tiene una conferenza europea dove oltre a persone di alto rilievo, come quest’anno Albert Bates e Vandana Shiva, ci sono centinaia di attivisti che si incontrano formandosi e informandosi a vicenda, facendo nascere progetti nuovi.

Quest’anno sarà in Estonia per celebrare il centenario dell’indipendenza del Paese. È un’occasione per conoscere persone molto coinvolte e trovare all’intero di questo nuovo paradigma la propria dimensione.

Contatti:

GEN Internazionale www.ecovillage.org

GEN Europeo  www.gen-europe.org

RIVE www.ecovillaggi.it

Gaia Education www.gaiaeducation.org

riccardo@gen-europe.org

 

Leggi anche La resilienza in ecologia: quando l'homo è toxicus >>

 

Foto: rawpixel / 123RF Archivio Fotografico

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