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GLI EFFETTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO NEL QUOTIDIANO

Fragole che rispuntano sui balconi romani in autunno inoltrato, colture che si impoveriscono, scenario di un'Italia puntellata di "laghi fantasma": ecco una breve panoramica sugli effetti del cambiamento climatico nel vivere quotidiano

Piante e laghi: il cambiamento climatico in Italia è anche qui

La scorsa estate si è avuto il 41% di precipitazioni in meno e una temperatura media superiore di 2,48 gradi.
Davvero sembra giunta l'ora di prepararsi a un mondo con meno risorse naturali.

Abbiamo passato i mesi scorsi sentendo alla radio notizie di fragole che crescono sui balconi romani nel mese di novembre; oppure di colture che stanno tragicamente stanno perdendo la loro forza, come nel caso dei ceci, una pianta che normalmente resiste a terreni poveri e con poca acqua.

O ancora i frutti del caco che, in fase di maturazione e crescita sulla pianta, vengono letteralmente "bruciati" dal sole troppo forte di alcune giornate autunnali. 

Ciò che tuttavia colpisce davvero riguardo il cambiamento climatico, al di là di certi prodotti che subiscono innalzamenti di prezzo vertiginosi, oppure che vedono calata la loro presenza sul mercato - come il caso del miele -, è l'assenza di acqua e, parallelamente, l'uso di una parola che non si sentiva da tempo, "razionamento".

Incendi sempre più devastanti, laghi che non ci sono più o che vedono il livello d'acqua abbassarsi in modo preoccupante, smog e polveri sottili che faticano ad andarsene dalle città: tutto concorre a disegnare uno scenario che sta caratterizzando sempre più il nostro vivere quotidiano. 

 

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Prodotti tipici d'Italia a rischio

Come riporta lo stesso sito di Coldiretti, i danni causati in Italia dalla siccità ai settori dell'agricoltura e dell'allevamento si stimano intorno ai 2 miliardi di euro.

Le colture più duramente colpite riguarderebbero i cereali - con il riso che ormai si coltiva sempre più "a secco" e il grano raccolto in migliaia di quintali in meno - ma anche gli ortaggi, come il pomodoro - duramente colpito dalla devastante cimice asiatica -, e i legumi, ceci e lenticchie appunto.

Anche il settore lattiero-caseario non ne ha giovato, proprio perchè scarseggia anche il foraggio per l'alimentazione del bestiame e anche i prati e i pascoli sono sempre più secchi. E i magnifici campi di girasole del grossetano iniziano a non essere più una parte così gioiosa del panorama toscano, tanto che, come riferisce Il Tirreno, si sono dimezzate le semine.

Non stanno meglio gli ulivi, che in qualche caso non hanno nemmeno avuto la fioritura.

 

Verso i laghi fantasma

Se per i mercatini di Natale volete fare un salto al Lago di Carezza è sempre bello, ma non illudetevi: la suggestiva superficie d'acqua, ghiacciata e innevata d'inverno, che a specchio rifletteva le cime innevate del Latemar, ora è praticamente una piccola pozza, che ogni estate soffre sempre più, tanto da essere ormai definita, dagli escursionisti che l'avevano tanto a cuore, il "lago fantasma" di Carezza

Del romano Lago di Bracciano e dei razionamenti di acqua giocati a tavolino sull'orlo di quello che era stato paventato come un vero e proprio disastro ambientale (Il Fatto Quotidiano), sembra ora tutto risolto e passato in secondo piano. Chi ne fa le spese alla fine è sempre la natura, con i livelli del lago di Bracciano, messo a dura prova dalle captazioni

Il novembre scorso anche Rai News scriveva del preoccupante stato dei laghi, tutti vicini al minimo storico: il 26% del Garda, il 16% del Maggiore, il 6% di quello di Como, il 4% per l'Iseo mentre il livello del Po -3,13 metri, riprendendo ciò che circa tre mesi prima annunciava l'agenzia AdnKronos, ovvero del rischio siccità per ben 10 laghi italiani.

Oltre i quattro citati e al Lago di Bracciano, si fa infatti riferimento ad altri bacini, quali il Lago Trasimeno, Lago Labano, Lago di Vico. Ecco da Legambiente il report con i dati e il triste bilancio finale di Goletta dei Laghi 2017.

Sono sempre più e sempre più devastanti gli effetti climatici che purtroppo anche l'Italia sta vivendo nel quotidiano. Un domani diverso è possibile solo se ci si impegna tutti e lo su vuole davvero. Ecco altrimenti lo scenario apocalittico preannunciato da WWF, come riporta Repubblica.it.

 

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