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Puliti dentro e belli fuori... con lo yoga!

Se durante le feste ci si lascia andare a ogni sorta di cibi, il primo obiettivo del nuovo anno è quello di riprendersi dalle abbuffate per iniziare l'anno nuovo: "Puliti dentro e belli fuori".

Puliti dentro e belli fuori... con lo yoga!

Che il periodo natalizio sia un momento di stravizi si sa: non per niente, in gennaio, le palestre molto spesso registrano un’impennata di iscrizioni.

Non tutti però sentono la vocazione per l’esercizio fisico oppure non tutti ne hanno il tempo: cosa fare dunque per tornare in forma e, soprattutto, ripulire se stessi dalle tossine che le cene e i pomeriggi in casa hanno lasciato?

 

"Strizziamo" il nostro fegato

L’organo detossinante del nostro corpo per eccellenza è il fegato: in poche parole, esso ha il compito di rimuovere gli agenti tossici dal sangue sia attraverso un’azione di filtraggio che di trasformazione chimica.

Pertanto un lavoro che può rivelarsi proficuo è quello di andare a stimolare e ad aiutare il compito di questo fondamentale laboratorio bio-chimico del nostro organismo. Nello yoga le posture maggiormente indicate alla depurazione sono quelle di torsione perché vanno a svolgere un’azione di “strizzamento” sugli organi addominali (fegato incluso) che aiuta a migliorarne la funzionalità.

Lo yoga ha un repertorio molto ricco di torsioni, al contrario della maggioranza delle ginnastiche e sport tradizionali dove in genere esse sono contemplate solo per dare maggiore forza ad un attrezzo (tennis, golf).

Ne vedremo tre, una seduta, una in piedi e una sdraiati:

PADMASANA o SIDDHASANA o SUKHASANA o IN TORSIONE: scegliere una delle suddette posizioni sedute, quella che si reputa più confortevole. Inspirando porre la mano destra sul ginocchio sinistro e eseguire una torsione del busto. La mano sinistra si posiziona dietro a sostegno della schiena, lo sguardo è sulla spalla sinistra oppure su un punto dietro di voi. Eseguire finché la posizione è comoda, senza dimenticare il respiro, e poi cambiare lato.

PARIVRTTA UTKATASANA: in piedi, raggiungere la posizione di Uktatasana con le braccia in alto. Inspirando portare le mani al petto in anjali mudra (palmi delle mani uniti). Espirando, ruotare il busto verso destra (senza sollevare la schiena) arrivando ad appoggiare il gomito sinistro all’esterno della coscia destra. Lo sguardo è verso l’alto. Eseguire anche sull’altro lato.

JATARA PARIVARTANASANA: questa torsione si esegue da sdraiati. In posizione supina, sollevare le gambe e portarle perpendicolari a terra senza flettere le ginocchia. Le braccia sono aperte all’altezza delle spalle, distese. Espirando portare le gambe a destra cercando di toccare la punta dei piedi con la mano destra, lo sguardo a sinistra. E’ importante evitare di staccare la spalla da terra: se ciò dovesse verificarsi -o se la posizione risultasse troppo intensa- esegui tela mantenendo le gambe piegate a 90°. Ripetere sull’altro lato.

Alle torsioni è possibile e consigliabile intervallare delle posizioni di piegamento in avanti anch’esse utili a scopo disintossicante. Anche qui ne proponiamo tre a scopo esemplificativo:

UTTANASANA: in piedi sollevare le braccia nell’espirazione e espirando piegarsi in avanti facendo perno sui fianchi fino a far ricadere la mani a terra, palmi verso il pavimento. Nel corso della discesa la schiena dovrebbe rimanere il più dritta possibile e, una volta raggiunta la posizione, ad ogni inspirazione sollevare leggermente il busto e espirando lasciarsi andare al piegamento. Per tornare nella posizione in piedi, appoggiare la mani sui fianchi e sollevare la schiena dritta con un movimento uguale, ma inverso, a quello di andata.

JANU SIRSANANA: seduti, una gamba è distesa, l’altra si piega con il tallone verso l’inguine e la pianta del piede a contatto con la coscia distesa formando così un angolo retto tra quest’ultima e lo stinco della gamba piegata. Il bacino è ben saldo al pavimento. Inspirando sollevare le braccia, allungare la schiena e allineare il busto con la gamba distesa, ruotandolo leggermente. Espirando portare lo sterno in avanti (mantenere il petto ben aperto, in altre parole) e flettere il busto sulla gamba distesa. Le mani possono afferrare il piede, oppure poggiarsi al pavimento. Eseguire anche con l’altra gamba.

UPAVISTHA KONASANA: partendo da una posizione seduta con le gambe distese e la schiena dritta, allargare le gambe ruotando leggermente le cosce verso l’esterno. Inspirando sollevare le braccia e allungare il busto, espirando flettersi in avanti il più possibile senza “accartocciasi” con la schiena. Si poggiano le mani, poi, eventualmente, la fronte, il naso e infine il mento a terra. Per sciogliere la posizione, sollevare la testa, poi le spalle e infine il busto e tornare nella posizione di partenza.

 

Molte strade, un unico obiettivo

Come sempre, non esiste una metodologia che essa sola sia sufficiente a donare benessere, pertanto è utile adottare un approccio olistico intrecciando e sovrapponendo rimedi appartenenti più campi d’azione. Dunque largo anche a tisane, tè e rimedi fitoterapici che possono svolgere un’importante azione detossinante.

 

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