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UN'ANATOMIA. TANTE ANATOMIE DEL CORPO FISICO E NON

L'addominale che vogliamo duro e piatto lo potremmo immaginare come la cortina di ferro che protegge uno dei dantien? E potremmo immaginare di disegnare tutti gli organi interni su quegli stessi piedi che se ne stanno sicuri dentro le scarpette dalla tecnologia avanzata che ci evitano i microtraumi alla colonna mentre corriamo al parco per tenerci in forma?

Prima l'anatomia, poi, in caso, la fisiologia articolare, poi la patologia. Prima le metafore del corpo poi l'anatomia sottile fino alla morte e alla dissoluzione del corpo fisico. Prima i meridiani. O la mappa delle nadi?

Visioni lontane che si escludono a vicenda o prospettive integrabili? Siamo davvero sicuri che non sia il caso di andare verso in approccio integrato?

In realtà, gli addominali fatti con consapevolezza non sono tanto diversi da uno dei 5 riti tibetani. Come è vero che se la visione naturopatica del corpo pensa all'intestino come al secondo cervello, il nostro corpo in medicina cinese nell'area del tronco e della testa accoglie i 3 dan tien; il tronco e la testa sono le aree i cui troviamo i chakra, che, guarda caso, somigliano tanto, per collocazione e distribuzione di energia vitale, alle ghiandole endocrine.

 

Anatomia dell'anatomia

La parola "anatomia" deriva dal greco ανατομή, anatomè = "dissezione"; formato da ανά, anà = "attraverso", e τέμνω, tèmno = "tagliare". Oltre alla storia dell'anatomia occidentale, che disseziona e riparte in apparati e organi, che nasce con Galeno, prende le primissime mosse di osservazione scientifica vera e propria con Mondino de Liuzzi intorno alla fine del '200, passa per Leonardo e arriva alla medicina anatomo-clinica, ce ne sono altre.

Altre visioni del corpo, in culture vitalistiche e non: la visione tibetana, la visione ayurvedica, la visione taoista, la medicina cinese. Basta fare un salto nell'antropologia medica per meravigliarsi, scoprire, capire meglio e addentrarsi in orizzonti di senso apparentemente lontani. In realtà, attraverso il movimento, si sono aperti grandi varchi anche nella nostra prospettiva: un salto avanti notevole lo dobbiamo a insegnanti di contact e movimento consapevole come l’americana Bonnie Bainbridge Cohen che, a partire dagli anni Cinquanta, ha cominciato a elaborare una serie di ricerche che avevano come scopo proprio quello di riportare l’anatomia nella vita.

Ricerche che oggi cadono sotto la grande categoria dell'Embodied Anatomy. Molto si deve anche a pionieri come Joseph H. Pilates o Moshe Feldenkrais. Anche in italia l'approccio al corpo è cambiato molto con l'anatomia esperienziale e il cosiddetto pensiero corporeo o la pedagogia unita alla psicomotricità funzionale.

 

Anatomia patologica o la malattia come risoluzione

Certo, l'anatomia patologica pura mal si sposa con un'ottica spirituale che vede la malattia come un simbolo, una manifestazione energetica, o meglio, una delle innumerevoli manifestazioni energetiche.

Un accadimento che muove altre energie, il simbolo di una situazione interiore, l'evento che è una domanda, una domanda che il corpo manifesta solo dopo un processo interno.

In molte discipline olistiche ci si ammala quando il corpo risolve qualcosa, o perlomeno è già una fase avanzata di questo processo di risoluzione che può avere diversi esiti.

Quando mi capitava di storcere il naso di fronte a un infortunio o di avere paura di un impedimento fisico o di giudicarne uno altrui, tante volte da un maestro valido mi son sentita ripetere: la malattia non esiste. Con annesse discussioni, domande testarde, interrogativi grandi.

Intanto vi suggerisco diversi riferimenti che sono buone fonti di conoscenza anatomica nelle sue varie forme:

Per l'anatomia occidentale Human Anatomy Model , su Inner Body.com, è pieno di modelli interattivi precisi, distinti per apparati e sistemi. Per un'anatomia comparata: Anatomia del corpo, anatomia dell'anima. O, nel caso in cui vi vada di esplorare i 12 principali meridiani uno ad uno (in inglese). La spiegazione dei Nadi tratta dal secondo capitolo del Trattato di Kundalini di Swami Sivananda.

 

Altre anatomie: Da Vinci, Vesalio, Fragonard, von Hagens, Jacobs

Leonardo da Vinci era innamorato di una macchina perfetta, che è proprio il corpo. Basate sugli studi galenici e quindi precedenti alle verifiche sperimentali strettamente scientifiche, le tavole anatomiche che il genio ci ha restituito sono dei capolavori che sono anche la basi dell'illustrazione anatomica vera e propria.

Non possiamo poi dimenticare di dire che c'è un anatomia prima e dopo Vesalio. E come non menzionare "gli scorticati" di Honoré Fragonard.

E che dire di Body Worlds? L'olandese Gunther Von Hagens ha realizzato questa imponente mostra che, partita nel 1977 da Tokyo, sta facendo il giro del mondo: i preparati sono stati conservati con al tecnica della plastinazione, un processo di conservazione ideato da von Hagens nel 1977, quando lavorava come anatomista presso l’Università di Heidelberg.

Von Hagens stesso ha spiegato: "La mostra è un mezzo per divulgare al grande pubblico la complessità del corpo umano, educando sui temi della salute e il successo è dimostrato dal fatto che, alla fine della visita delle mie esposizioni, il 68% dei visitatori intervistati ha ammesso di aver deciso di prestare maggiore attenzione alla propria salute, il 10% smette di fumare e il 30% diventa donatore di organi."

Anatomia è anche un film del 2007; il regista Steven Jacobs ha reso onore a Saffo e alla sua compagna più intima del tiaso, Attis. E chi di voi non lo avesse già fatto, stringa pure le mani (da lettore, si intende) a Kay Scarpetta, personaggio principale dei romanzi di Patricia Cornwell.

Infine, vi lascio sulle inconfondibili note di Siamo fatti così cantata da Cristina D'Avena...

Immagine | GinaCn (Grey's Anatomy)

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