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William Bates

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William Bates, medico oculista, rinunciò alla carriera ospedaliera per sperimentare nuove tecniche da lui scoperte che permettevano alla miopia, presbitismo e ad altre disfunzioni della vista, di guarire o regredire. Il suo metodo, noto come metodo Bates o sistema Bates, è tuttora non riconosciuto dalla scienza ufficiale, anche per l'assenza di prove statistiche della sua validità.

William Horatio Bates (Newark 23/12/1860 – New York 10/07/1931)

William Bates, laureato in medicina e chirurgia alla Cornell University e specializzatosi al College of Physicians and Surgeons, nel 1886 avvia la sua pratica professionale a New York: assistente clinico all’Ospedale per l’occhio e l’orecchio di Manhattan; medico assistente all’Ospedale di Bellevue, al New York Eye Infirmary, al Northern Dispensary e al Northeastern Dispensary; istruttore in oftalmologia alla Scuola di specializzazione post laurea di New York.

Nel 1896 William Bates si dimette dagli appuntamenti ospedalieri e per diversi anni si occupa di lavoro sperimentale. Dopo aver praticato per diversi anni in Grand Forks, North Dakota, nel 1907 torna a New York e prosegue il suo lavoro come medico assistente all’Ospedale di Harlem.

Bates fu membro della Società medica dello Stato di New York, e affiliato alla Chiesa riformata olandese. Amava molto gli sport, specialmente il tennis, di cui vinse molti titoli, e la corsa. Si dice fosse anche appassionato di letteratura e astronomia.
Ebbe tre mogli: Edith Kitchell, da cui ebbe un figlio, Halsey Bates; Margaret Crawford, che morì lasciando due bambini, William Crawford e Milo Bates; Emily Ackerman Lierman, prima sua assistente.

Il contributo di William Bates all'oculistica

William Bates nel 1919 stampa a sue spese Vista perfetta senza occhiali, libro nel quale espose le sue teorie, in gran parte contrarie alla pratica oftalmologica stabilita. L'intera opera viene dapprima rigettata, poi completamente ignorata dalla letteratura medica oftalmologica. In più, William Bates fu radiato dall'Ordine dei medici.

In questo libro, l'unico scritto da William Bates stesso, viene descritto il suo metodo olistico che lavora sulla corretta funzione visiva, per arrivare, nei casi in cui sia possibile, a vedere bene senza occhiali, o in ogni caso a stare meglio con i propri occhi.

Principi base del metodo Bates

  • Variabilità dei vizi di refrazione: secondo l'oculistica classica l'occhio è come una macchina perfetta che lavora con regolarità e precisione senza risentire dello stato nervoso e fisico della persona, delle caratteristiche dell'oggetto osservato, del tipo di illuminazione e della gradevolezza dell'ambiente. Bates ritiene al contrario che nessuno stato refrattivo possa essere considerato veramente permanente.
  • Nuova teoria sull'accomodazione: gli errori di refrazione e la presbiopia non sarebbero dovuti a un cambiamento organico della forma del globo oculare o della costituzione del cristallino, ma piuttosto a un disequilibrio funzionale, quindi curabile, nell'azione dei muscoli che circondano l'occhio.
  • Concetto di mental strain ("sforzo di vedere"): secondo Bates la vista è soggetta a continuo peggioramento non tanto per un incremento dell'attività visiva da vicino, quanto per il continuo stato di tensione mentale a cui la persona civilizzata è sottoposta. La maggior parte dei sistemi educativi, infatti, trasmettono l'idea che far bene qualcosa richieda sforzo: il bambino impara così a sforzarsi sia nell'apprendere che nel vedere. In realtà, per gli occhi è naturale vedere come per la mente è naturale apprendere, e i pensieri carichi di ansia, prodotti da una mente nervosa, alterano la naturale funzionalità visiva: trasmettono precisi impulsi motori all'occhio che modificano la forma del bulbo e la sensibilità della retina.
  • Rilassamento: per ritrovare quel modo d'essere in cui la funzione visiva si svolge naturalmente, senza sforzo né affaticamento, è necessario un processo di consapevolezza dei pensieri disturbanti e dei meccanismi fisici alterati.

La vista secondo William Bates

Nella cura della vista imperfetta, l'immaginazione può ottenere risultati che nessuna medicina né operazione è stata mai in grado di raggiungere. È dimostrato che quando l'occhio miope osserva una superficie vuota dove non c'è nulla da vedere e non compie alcuno sforzo per guardare, l'immaginazione è buona come quando gli occhi sono chiusi e, nel momento in cui l'immaginazione è buona, anzi perfetta, la miopia d'un tratto svanisce. Quando l'immaginazione è imperfetta, l'occhio normale, guardando in distanza, produce sempre miopia.

Risorse utili su William Bates

 

Chi è e cosa fa l'insegnante del metodo Bates

 

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