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UNA PENNA A DIFESA DEL VEGETARIANESIMO E DEGLI ANIMALI

Jonathan Safran Foer, giovane autore newyorkese di successo, nel suo ultimo libro approfondisce i temi del vegetarianesimo e i meccanismi oscuri dell'allevamento intensivo degli animali. Ciò che ha scoperto è a dir poco inquietante

Foer, la penna del vegetarianesimo
Jonathan Safran Foer, scrittore nato a Washington nel 1977, newyorkese d'adozione, lo dice chiaramente: “Io scrivo i miei libri per cambiare la gente”. A giudicare dai suoi due romanzi più fortunati, Ogni cosa è illuminata (2002) e Molto forte, incredibilmente vicino (2005), si può dire che il giovane autore questa capacità ce l'abbia e la sappia mettere a frutto come si deve. L'ultimo libro, poi,  Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?, pubblicato sempre per Guanda, innesca decisamente nel lettore il meccanismo del cambiamento interiore che avviene in forza di informazioni sull'industria alimentare che erano, e forse sarebbero rimaste, sconosciute ai più.


Dalle pagine al piatto

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? è un libro, un'inchiesta, una testimonianza. Foer ha parlato della genesi del libro a Roma, dove il 3 marzo 2010, presso l'Auditorium Parco della Musica, ha tenuto una conferenza intitolata “Come si diventa scrittore (vegetariano)”. Il libro, ha spiegato Foer, è il risultato di anni di documentazione, studi, ricerche. Ha scritto, telefonato, è andato nelle aziende alimentari che producono il 99% della carne consumata in America e il 93% di quella che finisce nei piatti degli europei, anche nel cuore della notte, ha fatto domande scomode, non si è arreso di fronte a risposte evasive, irritate. Come le migliori ricerche, anche quella dello scrittore è partita da una domanda semplice: “Quando compro carne, in quali mani finiscono i miei soldi?” E a questa, ne segue un'altra: perché se bevo un succo di mela e mi viene voglia di sapere da dove viene, posso scrivere all'azienda, mentre non posso fare lo stesso per conoscere l'origine del pezzo di carne che finisce nel mio piatto?


Scoperte in favore del vegetarianesimo

Ma cosa ha scoperto Foer? “Cose orribili”, parole dell'autore. Ma se dovessimo carpire la più terribile, dovremmo aprire gli occhi di fronte alla verità di animali già poco sani alla nascita che vengono allevati lo stesso e pure in modo intensivo. “Io non amo gli animali, ma nemmeno li odio” ha specificato l'autore durante la conferenza romana. In altre parole, non si deve necessariamente fare una scelta di radicale vegetarianesimo, ma nemmeno è possibile continuare a ignorare le violazioni indecenti di certe aziende, dal momento che queste violazioni infrangono il concetto di rispetto della vita, hanno ripercussioni sull'ambiente, incrementano il surriscaldamento globale e alterano la biodiversità.

Nel libro troverete pagine “non convenzionali”, testi che si arrampicano sulla pagina, cifre e statistiche che puntano al cuore e alla consapevolezza del lettore e lì dentro restano, rimbombando.

Alla fine, un bravo scrittore questo dovrebbe saper fare: trasformare il lettore. E da questo libro il lettore esce cambiato, più vicino alla realtà, a se stesso e forse anche agli animali.



Immagine | The Cultural Observer

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