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LE TAZZE DA TÈ

'Come questa tazza,' disse Nan-in 'tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?' Nella tradizione del tè e nella ritualità giapponese e di altri paesi la tazza è un oggetto di fondamentale importanza, scopriamo perchè.

Le tazze da tè: ma quante ce ne sono?

Grandi, medie, piccole, bianche o tutte colorate, in ceramica, porcellana, gres o altro materiale: esistono infinite forme e infiniti modelli di tazze da tè! Si sa, ogni paese predilige le proprie.

In occidente, in genere, le tazze da tè sono di misura medio-piccola, possono contenere da 200 a 350 ml di tè, sono fatte in ceramica o porcellana e hanno un solo manico e sotto un piattino. l’Inghilterra ama le classiche tazze da tè della Regina, con i fiorellini e di porcellana, delicate e decorate, oppure le simpatiche e più giovanili mug che contano milioni di collezionisti nel mondo.

In alcuni paesi, come l’India o il Marocco, il tè si serve nel vetro , si pensi ai bicchierini colorati per il tè alla menta oppure all’indistruttibile bicchiere di vetro spesso indiano, dove si serve chai bollente. A volte, soprattutto in India del Sud e in Tamil Nadu, il chai viene messo in appositi bicchierini di metallo e acciaio, non si usano eleganti tazze da tè in porcellana!

 

In oriente si da grande importanza alla preparazione del tè, come vuole la tradizione, per questo si scelgono tazze funzionali e specifiche, a seconda del tè che si prepara. Il gaywan è appunto una tipica e particolare tazza usata in Cina. Gaywan significa “tazza coperta” e sta ad indicare una tazza, alla cui base vi è un piattino, e sopra un coperchio. Per utilizzarla, si mettono le foglie del tè nella tazza e si versa l’acqua: dopo 2-3 minuti, nel caso di tè verde, si comincia a sorseggiare l’infuso sollevando leggermente il coperchio e tenendolo inclinato in modo che trattenga le foglie.

I maestri giapponesi del tè erano invece soliti ordinare agli artigiani gli oggetti per il Cha No Yu (la cerimonia tradizionale del tè) invitandoli a rispettare e seguire il principio estetico che faceva perno sulla sobrietà. Il poeta giapponese Lu Wu vedeva nella preparazione del tè lo stesso ordine e armonia che regnavano in tutte le cose: per lui la tazza doveva essere azzurra, in quanto conferiva al liquido un colore ambrato, mentre il bianco lo faceva apparire sgradevolmente rosato.

In Argentina il tè mate si prepara in un'apposita tazza, molto particolare, in vetro, metallo o ceramica, dotata di una "bombilla", la tipica cannuccia.

In Italia infine, l’origine della tazza da tè risale addirittura all’epoca delle Crociate, il XII secolo, quando gli uomini scoprirono questi contenitori particolari, “tàssa” appunto, in uso presso i popoli arabi. La più comune è la classica tazza bianca con un’ansa per l’impugnatura e il piattino con la stessa decorazione.

Immagine | Wikipedia

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