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TINTURE MADRI

Tintura madre di carciofo, uso e proprietà

La tintura madre di carciofo ha le stesse proprietà della pianta ed è per questo un importante disintossicante dall'azione diuretica, depurativa, digestiva, antiossidante e snellente. Scopriamola meglio.

>  1. Proprietà della tintura madre di carciofo

>  2. Descrizione della pianta

>  3. Come si prepara la tintura madre di carciofo

>  4. Utilizzo

Carciofi

 

Proprietà della tintura madre di carciofo

I principi attivi principali della pianta, che ritroviamo anche nella tintura madre di carciofo, sono i polifenoli, la cinarina, la cinaropicrina; vi troviamo anche minerali preziosi come ferro, potassio, calcio, magnesio e composti flavonoidici. Inoltre vi sono vitamine, come vitamina C, B1 e PP.

La tintura madre di carciofo racchiude in sè le proprietà della pianta, per cui è essa stessa depurativa, diuretica, disintossicante, ipoglicemizzante, digestiva, antireumatica, antianemica, tonica, antiossidante, snellente (elimina la ritenzione idrica).

In particolare, vari studi hanno dimostrato che la cinarina contenuta nel carciofo, resa inattiva dalla cottura, provoca un aumento del flusso biliare e della diuresi, svolgendo altresì un ruolo impotante nell'abbassare il livello del colesterolo.

 

Descrizione della pianta

La pianta del carciofo scientificamente nota come Cynara scolymus è una erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracea derivata dal cardo selvatico, coltivata in Italia e soprattutto nei paesi mediterranei, che può raggiungere anche il metro di altezza.

Le brattee o frutti che fanno da base al fiore, che sono le parti notoriamente più consumate, possono essere con spine, senza spine e di piccolo formato; spesso erroneamente vengono chiamate foglie.

Campani, romani, sardi, di chioggia, presidio slow food le "castraure", i carciofi violetti dell'isola veneziana di Sant'Erasmo: di carciofi ne esistono davvero di tante varietà.

Il carciofo veniva già utilizzato e consumato dai romani e nell'antico Egitto. Già nel XVI secolo era apprezzato per le virtù terapeutiche, diuretiche in particolare. Il medico francese Leclerc considerava il carciofo, assieme a tarassaco e fumaria, uno dei "tre moschettieri" della fitoterapia.

 

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Come si prepara la tintura madre di carciofo

La “droga”  ovvero la parte utiilizzata corrisponde alle foglie cauline, raccolte in aprile – giugno. Si utilizzano le foglie del fusto fresche.

La tintura madre di carciofo si prepara con rapporto in peso droga: solvente di 1:10 e gradazione alcolica di 55% vol.

 

Utilizzo

Le tinture madri non presentano controindicazioni se non quelle della pianta stessa, diluite in poca acqua possono essere somministrate a tutti, l'alcol in esse contenuto viene così diluito. Della tintura madre di carciofo si prescrivono circa 30 grocce tre volte al giorno, previo consulto di uno specialista.

Controindicato per chi soffre di calcolosi biliare o presenta particolari allergie. Da usarsi previo consulto medico in gavidanza e allattamento.

 

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