Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

PARTO IN ACQUA: QUALI VANTAGGI?

Il parto in acqua è ormai una pratica consolidata in Europa. Esistono diversi ospedali attrezzati anche in Italia, per lo più al centro-nord. Vediamo quali sono i vantaggi del parto in acqua e quali, invece, le controindicazioni

Quali sono i vantaggi del parto in acqua

L’immersione della partoriente in acqua calda favorisce la produzione di endorfine, sostanze naturali con effetto miorilassante e analgesico. Ciò vuol dire che l’acqua calda aiuta a rilassare i muscoli e consente una riduzione del dolore.

Tra la donna e l’acqua esite inoltre un rapporto bioenergetico. La partoriente, in acqua, entra in maggior contatto con se stessa e tende a farsi distrarre meno dagli stimoli esterni. Ciò contibuisce ancora di più alla produzione delle endorfine, ma anche a quella dell’ossitocina, l'ormone che regola le fasi del travaglio.

I vantaggi per chi affronta il parto in acqua sono:

  • Tempi di travaglio più corti;
  • Riduzione del dolore;
  • Maggior rilassamento del perineo e maggiore irrorazione sanguigna dei genitali, con conseguente riduzione delle episiotomie.

L’episiotomia è quel taglietto tra la vagina e l’ano che viene praticato a ridosso della fase espulsiva per evitare la lacerazioni dei tessuti.

 

Parto in acqua: indicazioni e controindicazioni

Il parto in acqua presenta dunque numerosi vantaggi. Se si decide di praticarlo, è fondamentale, però, affidarsi a personale esperto e a una struttura adeguata, per evitare rischi igienici e per il bambino.

Negli ospedali, il parto in acqua avviene in vasche con caratteristiche precise, che consentono cioè il ricambio continuo di acqua, per mantenerla perfettamente pulita da urina, feci, sangue e liquido amniotico che vengono emessi durante il parto; la temperatura viene mantenuta costantemente a 37 gradi. Inoltre, l’ostetrica che si occupa di questo tipo di parto è adeguatamente addestrata e sa come deve comportarsi per evitare che il bambino inali acqua.

 

Puoi approfondire tutte le tecniche di parto naturale dolce, come il parto in acqua

 

Il protocollo relativo al parto in acqua prevede che la partoriente resti nella vasca preferibilmente solo durante le fasi del travaglio attivo, cioè dopo che è cominciata la dilatazione e quando le contrazioni sono regolari ed efficaci. Questo perché, nella prima parte del travaglio, quando le contrazioni non sono ancora regolari, l’acqua calda, proprio grazie alle sue proprietà calmanti e rilassanti, tanto utili nella seconda parte del travaglio, può avere un effetto ritardante, che non gioverebbe alla mamma e al bambino.

Il parto in acqua è controindicato:

  • In tutti i casi di importanti patologie fetali o materne;
  • Nelle donne con gestosi o ipertensione arteriosa;
  • In caso di iposviluppo o di sofferenza fetale.

 

Le gioie, i vantaggi e i timori del parto naturale

 

Immagine | Margherita 

Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: