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MORINGA OLEIFERA: DA MILLENNI LA PIANTA DEL BENESSERE

La Moringa oleifera, una pianta con una storia millenaria ma con un potere altamente contemporaneo. L'antica pianta del benessere che meglio incarna la nuova idea della Medicina Verde.

Per millenni l'uomo ha avuto come alleate le piante e le preziose proprietà per la salute in esse contenute.

Fin dalla nascita dei primi gruppi organizzati, l’uomo sentì l’esigenza di attribuire compiti e ruoli ad alcuni membri preposti alla disciplina, all’istruzione e alla guarigione dei malanni. 

Risale già al Medioevo la figura dello Speziale che grazie a fiori, radici, foglie e cortecce, dava vita a pozioni, impiastri, unguenti medicamentosi, pillole, cataplasmi e tisane.

E’ verso la fine dell’ottocento che si inizia a diffondere la consapevolezza che gli Speziali dovessero avere una completa formazione in chimica, per potersi distinguere dai droghieri. Nascono così le prime scuole di farmacia ma, le materie prime utilizzate, continuano ad essere di natura vegetale.

Da diversi anni si è riscoperta l’utilità di questi rimedi naturali e di tutti i benefici prodotti dalla “Medicina Verde”.

Il ritorno al benessere naturale, fortunatamente, non rappresenta una moda ma una consapevolezza soprattutto in virtù delle numerose scienze che sono tornate ad utilizzare le piante per la cura, esclusiva o combinata con la terapia farmacologica, delle malattie, partendo dall’erboristeria, scienza di antiche origini che studia i rimedi vegetali, fino ad arrivare alla fitoterapia, che studia i principi attivi delle piante e il loro utilizzo terapeutico.

Le terapie naturali possono rappresentare uno strumento più lento verso la guarigione e spesso deludono generando scetticismo. In realtà, gli animali da sempre attingono dal Mondo Vegetale per mantenersi in salute e sono, indiscutibilmente, gli unici esseri viventi dotati di un infallibile istinto.


Tutto questo per dire che, considerati i tempi teoricamente più lenti, anche se non obbligatoriamente tali, ed una componente di soggettività, che stabilisce la reazione personale alla terapia fitoterapica, gli effetti benefici delle piante spesso conducono alla guarigione o rappresentano, comunque, una leva importante in sinergia con la medicina tradizionale.

In tal senso, è bene specificare che i principi attivi isolati dalle piante e chimicamente sintetizzati, molto spesso non hanno la stessa efficacia curativa di tutta la pianta. Ricerche recenti dimostrano quello che gli erboristi sostengono da sempre: nelle piante è presente tutta una serie di sostanze secondarie che, in sinergia con il principio attivo, ne amplificano l'effetto terapeutico, rendendolo equilibrato e di conseguenza efficace.

 

Moringa oleifera, un benessere dalle origini antiche

Un esempio di indiscusso valore è rappresentato dalla Moringa oleifera, pianta che cresce nella fascia equatoriale del pianeta e che vanta oltre 92 nutrienti con proprietà multiple: apporta proteine, vitamine, aminoacidi, omega 3.6.9 e sali minerali; contrasta i disturbi della tiroide, le infiammazioni, le infezioni, il mal di testa, il diabete, la stipsi, l’anemia, l’artrite e la pressione sanguigna alta; oltre ad essere un regolatore ormonale, multivitaminico ed energizzante, con un forte potere immunomodulante.

La sua storia risale agli antichi egizi che utilizzavano la Moringa sia come alimento prezioso di nutrienti, sia come olio di bellezza per le regine del Nilo. Oltre 400 nomi popolari e 300 applicazioni curative hanno attraversato i secoli fino a rendere la Moringa, oggi, la pianta più nutriente della Terra.

 

La Moringa oleifera oggi: acquistarla in maniera consapevole.

Oggi, è possibile trovarle la Moringa oleifera in vari formati (polvere-capsule-liquidi) ma gli aspetti più importante da tenere in considerazione quando si decide di acquistarla sono la provenienza della materia prima e le tecniche di lavorazione.

Provenienza della pianta

Come già accennato, la Moringa cresce bene e rigogliosa in tutta la fascia equatoriale del pianeta ma, come tutte le specie vegetali, assorbe dal terreno tutto quello di cui necessita per crescere e prosperare.

Va posta, quindi, particolare attenzione all’acquisto di prodotti realizzati con materia prima 100% organica coltivata in terreni sani, in totale assenza di utilizzo di pesticidi chimici e concimi sintetici. Inoltre, vanno tenute in considerazione tutte le condizioni ambientali causate dall’intervento dell’uomo.

Per esempio, acquistare una Moringa prodotta nella penisola indiana significa correre il rischio di ingerire una pianta che potenzialmente potrebbe essere entrata in contatto con gli agenti inquinanti locali. Non dobbiamo dimenticare che il Cange, fiume del subcontinente indiano che attraversa le pianure del nord dell'India e il Bangladesh, inizia a ricevere le prime acque inquinate (Schistosoma mansoni e coliformi fecali) poco dopo la sorgente e berne le acque od immergersi in esse comporta un altissimo rischio di infezione.

Facile immaginare cosa possa provocare una materia prima che assorbe tali fattori inquinanti. Inoltre, il vicino Giappone, a causa degli attacchi nucleari subito durante la seconda Guerra Mondiale, incide sulle produzioni delle Filippine ma anche della stessa India.

A distanza di circa settant’anni dalla fine del conflitto bellico, continuano a riscontrasi mutazioni genetiche sui nascituri proprio a causa delle radiazioni nucleari.  Contrariamente, le produzioni realizzate in Africa, non subiscono i danni dell’inquinamento ma soffrono la siccità.

La Moringa è una pianta molto intelligente che si adatta alla situazione climatica e che riesce a resistere anche a temperature molto alte e scarsi dosaggi d’acqua. La carenza di acqua, però, la induce a sprigionare un quantitativo di principi attivi inferiori in quanto, in un equilibrio che necessariamente deve ripristinarsi, è costretta ad utilizzare buona parte del nutrimento per mantenersi in vita.

Questo lascia intendere che la Moringa oleifera di alta qualità, ricca di principi attivi e priva di sostanze tossiche è quella dei Caraibi in quanto cresce con i giusti dosaggi di sole e acqua, in coltivazioni naturali e, soprattutto, in totale assenza di inquinamento.

 

Materia prima in purezza ed estratto

Un altro elemento di selezione fondamentale è la tecnica di lavorazione che viene adottata nella realizzazione dei prodotti attualmente disponibili sul mercato.

Tra le proprietà di spicco della Moringa, si pone particolare accento sull’apporto proteico che la pianta ci offre (9,4gr per 100gr di foglie), caratteristica pressoché unica nel mondo vegetale. Sottoporre la pianta a processi estrattivi invasivi, significa perdere completamente le proteine, gli aminoacidi e tutte le proprietà termosensibili.

Nel caso della Moringa, è bene prediligere l’utilizzo della materia prima in purezza che, pur se essiccata, mantiene inalterate tutte le proprietà della pianta. Ovviamente, non tutte le tecniche estrattive generano questo tipo di conseguenze, infatti, se si vuole rispettare il fitocomplesso della pianta e produrre un prodotto di qualità, si può ricorrere alla nebulizzazione o al crioessiccamento che permettono un’estrazione a bassa temperatura e quindi la conservazione di tutti gli elementi particolarmente termolabili o facilmente degradabili.

Per quanto riguarda la realizzazione di prodotti liquidi a base di Moringa, la soluzione da prediligere è l’estratto idroalcolico che permette di estrarre la quasi totalità del fitocomplesso dalla droga vegetale di partenza.

Parafrasando Jean Brunhes: mangiare, significa incorporare un territorio.

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