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EFFETTO DIMAGRANTE DELL'IDROCOLONTERAPIA

I recenti risultati scientifici spiegano le ragioni dell'effetto dimagrante della idrocolonterapia oltre al rapido decremento del gonfiore addominale nonché straordinario effetto anti-age cutaneo, soprattutto con una adeguata correzione alimentare

Una ricerca statunitense getta nuova luce sul ruolo che i batteri nel tratto digestivo possono svolgere nella obesità.  Gli studi, che sono stati presentati alla recente assemblea generale della Società Americana di Microbiologia, mostrano un  quadro che può essere più complesso di quanto inizialmente pensato. Gli esperimenti in corso suggeriscono che una interazione tra fattori genetici e la composizione dei batteri che vivono nell’intestino umano può predisporre alcuni individui verso l’obesità.

Questi risultati potenzialmente approfondiscono la conoscenza dei meccanismi attraverso i quali la genetica può predisporre alcune persone all’obesità. Essi potrebbero anche contribuire a spianare la strada verso un futuro in cui lo screening genetico, in combinazione disposta con trattamenti su misura, potrebbe aiutare le persone a rischio per l’obesità di mantenere un peso sano. Una ricercatrice dell’Istituto di Scienze del Genoma presso l’Università di Maryland School of Medicine, Margaret Zupancic ha analizzato la flora batterica intestinale degli individui magri e obesi appartenenti al vecchio ordine Amish di Lancaster County, Pennsylvania, una popolazione relativamente omogenea, con somiglianze sia per la genetica che per lo stile di vita. Inizialmente non hanno trovato alcuna correlazione tra la composizione dei batteri intestinali e l’obesità, ma quando presi in considerazione nel patrimonio genetico dei partecipanti, alcuni modelli hanno cominciato ad emergere. Un modello era una correlazione statisticamente significativa tra una variante del gene FTO (un gene associato all’obesità) del paziente e la presenza di alcuni gruppi di batteri nel tratto digestivo.

Un altro studio del Fred Hutchinson Cancer Research Center ha analizzato i microbi intestinali delle donne tra i 40 e i 45 anni di età. I ricercatori hanno trovato una correlazione positiva tra la popolazione di uno specifico tipo di batteri, Bacteroidetes, e la percentuale di grasso corporeo nelle partecipanti. I ricercatori hanno anche scoperto che nelle persone con determinate varianti genetiche nei geni del recettore del gusto, un basso livello di diversità batterica nell’intestino era correlato con un maggiore probabilità di obesità, mentre un alto livello di diversità era correlato con un rischio inferiore. A Singapore invece il ricercatore americano Jeffrey I. Gordon, Direttore del Centre for Genome Sciences and Systems Biology della Washington University School of Medicine ha ricevuto l’ International Prize for Nutrition per le sue eccezionali scoperte sul rapporto di mutuo beneficio che esiste tra il corpo umano e le decine di trilioni di batteri che vivono nel nostro intestino, conosciuti oggi come microbiota intestinale. L'obiettivo dei ricercatori e' quello di conoscere meglio come, a partire dalla nascita, si crei e si migliori il rapporto di mutuo beneficio tra i nostri microbi intestinali e noi stessi.

Obiettivo di questi studi è promuovere una crescita sana nei bambini, oltre a identificare delle strategie basate sul microbioma per diagnosticare, trattare e prevenire le malattie legate ad uno stato nutrizionale povero nelle varie fasi della vita. Spiega Gordon: "Il nostro microbioma intestinale ci fornisce prima di tutto un numero di geni che supera ampiamente il numero di geni presenti nelle nostre cellule umane. Questo nostro repertorio di geni microbici intestinali ci fornisce poi le funzioni fisiologiche che le nostre cellule intestinali non avrebbero saputo eseguire: ad esempio, la capacita' di metabolizzare alcuni carboidrati che il nostro intestino non è in grado di digerire". "

Il contributo di Gordon all'avanzamento della conoscenza sta soprattutto nell'aver intuito (e in parte dimostrato) come la composizione del microbiota intestinale (ovvero il tipo di batteri che abbiamo nell'intestino) possa avere un ruolo "nell'estrarre" piu' o meno calorie dal cibo che mangiamo. In altre parole, a parita' di calorie introdotte si avrebbe un immagazzinamento di calorie diverso a seconda dei batteri che compongono il microbiota stesso. Si tratta di un ruolo inaspettato e centrale nel tentativi di combattere "l'epidemia" di obesita' che affligge i paesi occidentali e non solo.

Questi i risultati scientifici potrebbero spiegare come mai è noto da tempo che la idrocolonterapia è una tecnica facile e naturale che porta spesso alla perdita veloce di peso corporeo, rapido decremento del gonfiore addominale nonché straordinario effetto anti-age cutaneo, soprattutto se accompagnata da una adeguata correzione della alimentazione.

Dottor Patrizio Hermes Barbon

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