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SEI CAPACE DI CAMBIARE STRADA?

Perché a volte ci sentiamo "incastrati"? Che si tratti della nostra vita privata o dell'ambito lavorativo le origini di questa situazione sono le medesime: conoscerle e prenderne consapevolezza è il primo necessario passo per cambiare

Ieri pomeriggio, durante una sessione di Life Coaching, un mio cliente mi ha manifestato il suo malessere, spiegandomi come ora si senta “incastrato in una relazione insoddisfacente” che ha preso una direzione diversa da quella immaginata e come si senta fortemente combattuto sul da farsi, in quanto “ormai le cose sono andate così”.

A chi non è mai capitato almeno una volta nella vita di trovarsi in una situazione analoga?

A chi non è mai capitato di aver iniziato una rapporto personale o professionale che poi si è rivelato deludente?

A chi non è mai capitato di aver intrapreso una collaborazione/una attività/una politica di marketing che si sono dimostrate, poi, al di sotto delle aspettative?

Queste situazioni sono, in effetti, piuttosto frequenti e le principali ragioni che le determinano sono le seguenti:

I.          Anzitutto, restare all’interno della nostra ZONA DI COMFORT ci da l’illusoria sensazione di avere le cose sotto controllo. Quindi anche a dispetto di un’alternativa più allettante o favorevole ma sconosciuta, tendiamo a preferire le nostre consuetudini attuali perché più rassicuranti.
Avete presente il detto “chi va per la strada nuova sa quel che lascia, ma non sa quel che trova…”? Ecco, si tratta probabilmente del peggior consiglio che si possa dare a chi ha bisogno o voglia di cambiare, innovare, ottenere risultati diversi.

II.         Le ABITUDINI che abbiamo consolidato determinano quasi il 100% delle nostre azioni. Dall’inizio alla fine della giornata, le tue abitudini decidono, in gran parte, i tuoi discorsi, le tue azioni, le tue reazioni e le tue risposte. Questo automatismo nasce dal bisogno del nostro cervello di rendere più maneggevole la complessità del mondo odierno, rendendo più veloce il processo decisionale.
Pensate a quando fate la spesa: prendete ogni volta in considerazione l’intera gamma di opzioni o comprate generalmente lo stesso detersivo, lo stesso yogurt, o quanto meno la stessa marca?

III.        Il PRINCIPIO DI COERENZA di Cialdini evidenzia come la maggior parte delle persone nutra il desiderio di essere e apparire coerente con le proprie parole, le proprie convinzioni, il proprio comportamento e le proprie azioni.
Questa tendenza alla coerenza è nutrita da tre mani: in primis una buona coerenza è ben vista dalla società. Secondo, una tendenza generale alla coerenza fornisce un approccio benefico alla vita di tutti i giorni. Terzo, come visto sopra, un orientamento coerente permette di avere una valida scorciatoia alla complessità della vita moderna. Se ci si comporta in modo coerente con la decisione iniziale, viene meno il bisogno di passare in rassegna tutte le informazioni pertinenti in analoghe situazioni future: dobbiamo solo ricordarci la situazione iniziale e comportarci coerentemente con essa.

Quindi le decisioni di prendere impegni, anche se “sbagliate”, tendono a ripetersi perché si costruiscono da sole le proprie motivazioni. Tendiamo, cioè, ad aggiungere nuove motivazioni e giustificazioni per sostenere l’opinione dell’impegno preso. E, così facendo alcuni impegni rimangono in piedi anche dopo che le condizioni iniziali sono cambiate.

Ora, in virtù di queste riflessioni, vi suggerisco, applicando il PENSIERO A BASE ZERO, di rispondere alla seguente domanda:

Esiste qualcosa nella tua vita che,
sapendo quello che sai ora,
eviteresti di fare ancora oggi,
se avessi l’opportunità di farlo di nuovo?

Considera le tue relazioni private e professionali: ce n’è qualcuna tra queste che rappresenta un impegno di tempo, energia, emozioni o soldi che, sapendo quello che sai oggi eviteresti di assumerti ancora?

E, in ambito lavorativo: ci sono iniziative, strategie, politiche che, sapendo quello che sai oggi, eviteresti di intraprendere? Ci sono prodotti o servizi che eviteresti di iniziare a vendere oggi? Ci sono metodi o processi aziendali che eviteresti di iniziare a usare oggi? Settori di mercato in cui oggi eviteresti di posizionarti?

Adesso ti chiedo:

Quali azioni ti impegni a compiere immediatamente,
in seguito a ciò di cui ti sei reso conto
rispondendo a queste domande?

 
Buon lavoro, a presto
Eleonora

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