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YOGA INTEGRALE E DEPRESSIONE

Lo yoga integrale ha una visione della depressione molto diretta: la ritiene una malattia dei nostri tempi, legata all'assenza di una vera educazione su come si dovrebbero affrontare gli inevitabili ostacoli della vita.

Il punto di vista dello yoga integrale sulla depressione è assai diverso da quello dell’approccio medico, da quello psichiatrico e da quello degli yoga classici.

La depressione è ai nostri giorni uno dei mali più diffusi, una vera minaccia che si presenta anche in fasce d'età molto giovani. Incredibile è la quantità di farmaci antidepressivi prodotti e consumati ogni giorno in tutto il mondo.

Se da un lato tutto ciò non è per niente rincuorante, dall’altro lato ci spinge a riflettere sul perché una società apparentemente prospera, confortevole e civile possa provocare un così alto grado di depressione.

La risposta dello yoga integrale è chiara, diretta, inequivocabile e per niente zuccherata: “la depressione è sempre il segno di un egoismo acuto”, ci dice la Madre.

 

Depressione ed egoismo

Una società fortemente egoista che ruota esclusivamente attorno all’asse della gratificazione dei propri desideri, senza educare le persone al valore della sconfitta, della pazienza, della condivisione e del sacrificio, non può che esacerbare l’escalation di depressione distintivo della nostra era.

Per quanto tutti i meccanismi neurochimici implicati nella depressione siano un fatto reale, guardare esclusivamente ai riflussi ormonali del nostro organismo e credere di risolvere tutto tramite i farmaci significa guardare al dito e non alla luna.

Depressione significa un calo di energia interiore, letteralmente un abbassamento della sua pressione o (nei casi più acuti) un’interruzione della stessa. Ne deriva un mal di vivere, un ripiegarsi delle energie vitali in loro stesse.

Siamo talmente concentrate e limitati a noi stessi che ci dimentichiamo di far parte di una grande rete universale dove tutto è connesso, e che tutte le energie che chiamiamo “nostre” sono in realtà energie universali solo di passaggio in noi.

Quando un individuo si concentra troppo esclusivamente su se stesso, accade che si disconnetta dal resto dell’universo e quindi dal flusso delle energie, che si riducono o interrompono provocando apatia, ineriza e depressione. Da questo punto di vista la depressione sarebbe solo un sintomo e il vero problema, la vera malattia, è l’egoismo.

 

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Educarsi contro la depressione

Infelicità, insincerità e depressione vanno di pari passo.

Il modo migliore per guarire dalla depressione è una scrupolosa autoanalisi, una doccia di sincerità, un’autosservazione appropriata. Vedremo allora che siamo composti da mille appetiti grossolani, che non abbiamo un carattere abbastanza forte da sostenere contrarietà o insoddisfazioni, e a queste rispondiamo con due comportamenti istintivi: la ribellione e la depressione, due facce della stessa medaglia.

Lo yoga integrale ci impone di non accettare la depressione, di non aprirle le porte, di identificarla quanto prima e rigettarla.

Ci dice che il malcontento e la depressione sono reazioni alle quali siamo stati educati (o maleducati) in qualche modo e che possiamo rifiutarle imponendo a noi stessi un'educazione superiore, che ci insegni ad apprezzare quanto arriva nella vita e a lavorare per i nostri obiettivi senza lamentarci per gli inevitabili smacchi, insuccessi e ritardi.

Depressione quindi è segno di debolezza ed egoismo, una malattia che si protrae nella psiche del paziente finché lui stesso non accetta, di sua volontà, di guarire. Il che non è semplice e scontato, in quanto ciò significa analizzarsi in totale sincerità e ammettere tutti i progressi necessari sui quali cominciare a lavorare.

La depressione può allora venir mutata in un flusso costante di forza ininterrotta, perseverante in qualsiasi condizione, gioiosa e senza attaccamenti.

Il contatto con la natura, che ha in sé innate queste caratteristiche, è senza dubbio di aiuto. Il mare continua il suo lavoro in qualsiasi condizione, il fiume dona vita senza chiedere niente in cambio, l’albero affronta ogni stagione esprimendo la sua bellezza, le rocce non chiedono niente per esistere e affrontare i millenni sotto il ripetersi del giorno e della notte, i cinguetti non si interrompono mai.

Questo ci aiuta ad affrontare gli ostacoli col sorriso, a capire che non siamo indispensabili nell’universo e che la vita non è una corsa all’oro. Il buonumore è qualcosa che si allena e a cui ci si può educare.

Ci dice Sri Aurobindo: “Oh figlio dell’antico yoga, realizza il tuo Sé in ogni cosa; non temere niente, non odiare niente; non aver paura di niente; non aborrire niente. Fai ciò che devi fare con forza e coraggio, così potrai essere ciò che veramente sei, Dio nella vittoria, Dio nella sconfitta”.

 

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Credit foto: Yulia Grogoryeva 

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