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I RISCHI DELLO YOGA, QUALCHE RIFLESSIONE

Nel 2012 venne mossa un'accusa sugli eventuali rischi dello yoga che stupì e indignò molti della comunità yogica. Senza lasciarci trascinare del vortice della polemica, entriamo nel merito per capire la questione dei pericoli in cui il praticante yoga può incorrere e per migliorare la nostra pratica.

Qualche anno fa ebbe grandissima eco un articolo del giornalista Federico Rampini ove egli sottolineava come lo yoga potesse rappresentare un vero e proprio pericolo se praticato in modo superficiale o con maestri impreparati.

La sua affermazione era supportata da dati e numeri di attendibile fonte nonché da quel buon senso che raramente abbandona questo scrittore.

Eppure si scatenò un vero e proprio putiferio da parte di tutta la comunità yogica che si sentì punta nel vivo e messa in discussione in modo profondo.

Per onestà intellettuale è mio dovere rendere noto, come in parte è probabilmente già emerso, la mia stima per il suddetto intellettuale, acuto osservatore dei nostri tempi, valente giornalista oltre che abile scrittore.

Profondo conoscitore dell’oriente, soprattutto dell’estremo oriente, fa parte di quella che lui stesso chiama “tribù degli yogi” essendo praticante convinto e di lunga data. Siamo dunque lontanissimi da ogni forma di preconcetto nei confronti della disciplina così come dalla necessità di sensazionalismo: riprendiamo le sue parole e approfondiamole per capire se possono dire qualcosa di utile anche a noi!

 

I rischi dello yoga: una questione dalle molte sfaccettature

Innanzitutto inizierei a considerare il pezzo con maggiore disponibilità rispetto a molti lettori: Rampini ha riportato un fatto reale e documentato dunque dovrebbero cadere immediatamente le accuse piovutegli addosso di voler denigrare lo yoga tout court o di essere un ignorante in materia (cosa che, se si segue il personaggio, si sa che non è per nulla).

Analizziamo il fatto senza condannare chi questo fatto lo ha reso noto: lo yoga in America ha causato un tot di infortuni tanto da richiedere il trasporto in ambulanza dalla classe di yoga direttamente al pronto soccorso. Dunque l’interrogativo: lo yoga, sempre considerata disciplina dalle molteplici virtù, fa male o può far male? Quali rischi comporta e da cosa si generano?

Molto brevemente, a mio parere, per dare una risposta minimamente esauriente sono due i cardini della riflessione da prendere in considerazione, l’uno di natura “tecnica” l’altro di natura “culturale”.

Innanzitutto parlare di numeri in questo contesto è molto difficile e quantificare quasi impossibile dal momento che gli stessi autori delle ricerche si smentiscono e contraddicono l’uno con l’altro.

Oltre a ciò si parla genericamente di yoga ma, come spesso vi abbiamo mostrato, esistono tantissime varietà di yoga molto lontane le une dalle altre e con rischi connessi assai differenti (vedi l’acroyoga per esempio).

Ulteriore elemento che partecipa al quadro è quello costituito dal praticante: età, forma fisica, salute, piccole o grandi patologie sono variabili che condizionano enormemente la “sicurezza” e di esse lo yogi deve avere consapevolezza nel momento in cui viene proposta un asana.

A tutto questo discorso che investe precise coordinate, ne va aggiunto e affiancato un altro, se vogliamo, più sottile. Purtroppo un ospite poco gradito delle classi di yoga è la competizione, non solo tra allievi, ma anche con se stessi. Questo porta il praticante, molto spesso, a non accettare i limiti che il corpo in quel momento gli pone e a volerli forzatamente superare andando incontro a potenziali infortuni.

Il corpo manda dei segnali di malessere ai quali si rimane indifferenti finché non costringono a fermarsi, ma allora, nella maggioranza dei casi, è tardi.

Ora, si può dare la “colpa” allo yoga di un eventuale incidente o bisognerebbe chiamare in causa la disattenzione e superficialità dello yogi?

 

Quali sono stereotipi e mistificazioni della pratica yoga?

 

Qualche consiglio per evitare i rischi affinché la pratica sia in completa sicurezza

Ormai consapevoli che lo yoga, come ogni attività della vita, comporta dei rischi da tenere in conto, come possiamo ridurli al minimo nella nostra pratica?

Ecco qualche consiglio:

  1. Ascolto: nessuno, proprio nessuno, meglio di voi stessi può sapere se una determinata posizione fa per voi o meno. L’insegnante, per quanto esperto e preparato, non sente dentro il vostro corpo dunque può suggerire e consigliare, ma non sostituirsi alla vostra consapevolezza.
  2. Prudenza: è molto complicato parlare di posizioni “facili” e posizioni “difficili” perché ognuno è diverso e ciò che è facile per A può essere difficilissimo per B. Dunque non sottovalutiamo un asana perché “sembra” facile e assumiamolo sempre con consapevolezza e ascoltando le indicazioni del maestro, soprattutto per quanto riguarda le posizioni capovolte.
  3. Attenzione ai confronti: come anticipavo nel paragrafo precedente, spesso lo spettro della competizione aleggia nelle classi di yoga inducendo l’allievo a voler superare i propri limiti per sentirsi "bravo" tanto un altro. Ora, una giusta motivazione al miglioramento va bene, ma lo scopo dello yoga - non ci stancheremo mai di ripeterlo - non è il contorsionismo, non è la ginnastica acrobatica e non è padroneggiare e possedere l’asana: è lavorare su se stessi, essere consapevoli del qui e ora, assopire il chiacchiericcio mentale: tutte cose non visibili, ma assai più importanti di riuscire a fare sirsasana.

Nella media delle attività, lo yoga è una pratica più che sicura dove i benefici sono molte volte superiori ai rischi che comporta.

Questo non significa che vada presa alla leggera o con sufficienza, ma bastano le poche dritte che vi abbiamo dato per ridurre quasi a zero ogni pericolo.

 

Dibattiti e contributi per rendere lo yoga una disciplina con zero (o quasi) rischi

L’articolo di Federico Rampini ha portato in Italia un tema che negli Usa è in auge già da molto tempo. Le osservazioni fatte sono appena qualche riflessione in merito a una controversia vastissima e appassionante tra maestri, medici, addetti ai lavori, giornalisti.

Citarvi la mole immensa di materiale a proposito sarebbe dispersivo, così ci limitiamo ad un solo documento: Understanding and preventing yoga injuries.

Avrete una visione d’insieme che nulla vieta di approfondire tuffandovi anche voi in questo dibattito.

 

Quando è sconsigliata la pratica yoga?

 

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