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INTERVISTA A YOGI PRANIDHANA

Pubblichiamo la prima parte dell'intervista a Yogi per scoprire e vivere il linguaggio e l'esperienza di un Maestro Yoga dei nostri tempi. Yogi Pranidhana è Presidente della Scuola Sathya Yoga (Italia), Direttore Onorario di Paramanand Institute (India) e Direttore Onorario di International Association of Indian Yoga (India)

Cosa pensava fosse lo Yoga quando ha deciso di iniziare, cosa voleva ottenere e cosa invece ha trovato?

Nulla! Mi era completamente sconosciuto, non sapevo neanche della sua esistenza. Cosa volevo ottenere? Non so, non sapevo nemmeno questo. So solamente che mi sono trovato a praticare su un tappetino un giorno d'inverno all'età di 25 anni. Ora ne ho 43 e qualcosa è cambiato.

Ho scoperto che è la cosa che per tutti questi anni ho cercato. Questo mi dà gioia e serenità di cuore.

Qual è stata la prima sadhana (disciplina spirituale) che le è stata assegnata?

Il Sacro Mantra della Gayatri.

 

Per quanto tempo l’ha portata avanti?

Fino a quando non mi ha mostrato il suo potere, quello contenuto al suo interno. Il mantra, come qualsiasi altra pratica evolutiva, deve essere tenuto stretto come la cosa più preziosa al mondo. Non si può passare da una pratica all’altra o da un Guru all’altro e poi pretendere degli effettivi progressi. Ci vuole del tempo, ma soprattutto serietà e regolarità per vincere le debolezze della mente. Chi riesce a condurre una Sadhana per un tempo sufficiente, avrà grandi benefici nella propria vita. Le Tecniche Yoga, sono millenarie e custodiscono il segreto della Felicità, ma bisogna praticarle e viverle pienamente per gustarne il frutto.

 

Che cosa vuol dire per Lei praticare una Sadhana? Può questa mutare negli anni?

Avere una Sadhana significa avere una seconda moglie...!

A parte gli scherzi, la Sadhana è il bastone per il cieco, l'acqua per l'assetato, la medicina per l'ammalato.

Sadhana significa vivere con regolarità e disciplina. In questa epoca di grande agitazione mentale, la pratica costante ti salva dall'oblio dei tempi cosiddetti moderni, in cui si corre senza una precisa direzione.

La pratica costante, sia essa la ripetizione di un mantra, preghiera, meditazione, canti sacri, servizio disinteressato, yogasana o lettura di testi elevanti, aiuta il corpo e la mente a rivolgersi verso la Sorgente Interiore.

Lì, in quel luogo, trovi la vita che hai sempre cercato. Da lì ti muovi nel mondo e fluisci con esso senza più lottare.

Sadhana vuol dire che tutti i giorni ci si dedica ad una di queste pratiche per un tempo sufficiente al risveglio di una  mente illuminata. L'importante è iniziare in un qualsiasi momento, continuare con fede, devozione, serietà e tenacia.

Nel corso del tempo sarà la pratica stessa a dire se è arrivato il momento di cambiare e passare a qualcosa di diverso da ciò che si sta facendo.

 

E' possibile che nel corso del tempo l’esigenza di praticare diminuisca o al contrario cresca sempre di più?

E' possibile, certo! Tutto dipende dalla devozione e fervore che il praticante possiede. Solitamente i primi anni sono di estrema rivoluzione interiore.

I benefici, le esperienze, le visioni o i suoni interiori sono molto frequenti.

Poi, più si va avanti, più queste esperienze lasciano il posto alla quiete della mente. Tutto si stabilisce nella Sorgente dove non c'è rumore; la mente tace, non ci sono visioni di santi e nemmeno suoni sottili nei chakra.

Lì, c'è Dio. C'è Amore. C'è Verità. A questo deve portare la Sadhana, una seria disciplina spirituale.

 

Quali pratiche quotidiane svolge?

Yoga! Questa è la mia unica pratica da quando mi alzo al mattino a quando vado a letto la sera. Per Yoga, non intendo asana o meditazione, a cui dedico alcune ore al giorno, ma le attività ordinarie come fare colazione, fare la spesa, stare in famiglia ecc...

In passato ero convinto che bastasse praticare 4-5 ore al giorno, tra asana, pranayama e meditazione, per fare dello Yoga lo Yoga.

Fortunatamente, ora, mi sono accorto che le altre venti ore del giorno rimanenti vanno vissute con la stessa intensità. Se non c’è amore in ciò che fai, non c’è nessuna possibilità di diventare un Buddha.

Segue qualche pratica specifica per la salute e cura del corpo?

Come sa, pratico Yoga da molti anni e questo, con l'aiuto della Grazia di Dio, permette a questo corpo di vivere, per ora, senza problemi. In passato seguivo anche una dieta particolare, ma ora tutto viene da sé...

 

Aveva avuto segni di richiamo verso Dio o la pratica dello Yoga in giovane età?

Quando è stato il momento, è arrivato l'invito. Tutto accade sempre al momento giusto per te. Il caso o la coincidenza non esistono. Solo la Grazia esiste!

Le è mai successo, durante il suo percorso yogico, di avere dei momenti di smarrimento e di mettere in dubbio la strada che stava percorrendo?

Certamente! E più di una volta. Gli inganni e le fantasie della mente sono infiniti. C'è sempre il momento in cui ti senti un Dio, nel senso che ti credi ormai vicino alla meta, ti senti Realizzato. Ma il più delle volte la tua vita ordinaria, fatta di miseria psicologica, invidia o gelosia verso chi sta più in alto di te ti obbligano a ricrederti.

Come nella vita quotidiana, anche in campo spirituale bisogna guardarsi dalle trappole della propria stessa mente. La pigrizia, l’illusione, il senso di superiorità o le errate percezioni ti possono cogliere in ogni momento.

Non è facile mantenersi in equilibro durante la fase di preparazione e purificazione. In quella fase attraversi le ombre oscure del tuo essere. La Vita, l’universo, Dio, ti pone in continuazione davanti ad uno specchio e allora sei obbligato a guardare in faccia la verità di ciò che sei. Quasi sempre, è ben diversa da ciò che pensi di essere. E’ doloroso, ma necessario per trasformare l’ignoranza in verità e purezza. Mi è successo diverse volte di attraversare questa palude, ma come vede, sono qui davanti a lei con umiltà, dignità e gioia.

La forza non mi è mai mancata per attraversare gli ostacoli. Questa forza è parte integrante di ogni essere umano, nessuno escluso. Dio illumina ogni creatura dell'universo con il suo Amore, coraggio e forza di volontà. Non ho potuto far altro che andare avanti anche quando avrei voluto ritirarmi in una grotta dell'Himalaya per meditare, riflettere e isolarmi dalle illusioni del mondo. Questo però non era scritto nella  mia vita attuale e, con la Grazia di Dio, ora sono qui con lei a parlare di Yoga..

 

Chi o cosa l'ha spinta a non abbandonare la via della ricerca, dello Yoga, nei momenti di difficoltà?

Non potevo abbandonare ciò che ha trasformato la mia coscienza e il mio cuore, non potevo abbandonare il mio Maestro Sri Sathya Sai Baba, l'unica fonte di Suprema Verità e Amore che io abbia mai conosciuto. Se lo avessi fatto sarei rimasto vittima dell'illusione del mondo.

 

Tra gli Insegnanti  Yoga che ha conosciuto, ha trovato il suo Maestro? Se sì, può dirci qualcosa a riguardo?

Tra i vari Insegnanti oggi in circolazione è molto difficile trovare un Maestro. Un Insegnante, insegna una materia che ha studiato alla perfezione ma raramente ha una reale esperienza di ciò che insegna. Il Maestro invece, dona se stesso, è esso stesso l’Insegnamento e l’esempio! La sua parola può trasformare la tua vita. Il Maestro arriva solo e quando lo studente è pronto. Non prima. Quando stai morendo di sete, ecco che all'orizzonte compare l'oceano. 

Non è semplice seguire il Guru! Ma ho creduto ciecamente a ciò che mi diceva. Ho continuato fino a quando non ho realizzato la Verità contenuta nelle sue parole.

Oggi, invece, i praticanti non sono alla ricerca di un Maestro. I più ricercano approvazione, considerazione, favori, emozioni, esperienze o qualcosa in cambio di...

Pochi anelano alla Verità della Vita. Pochi si spingono in profondità. Ecco il perché oggi abbiamo migliaia di Insegnanti Yoga, ma pochi, pochissimi Maestri che insegnano a vivere una vita eticamente appagante, semplice e basata su fermi principi.

Il mondo e la maggior parte delle persone, non sa cosa vuole. Cerca nella direzione sbagliata e soprattutto non vuole fastidi. Il Guru, invece, è il primo a darti fastidio. Perché? Semplice! Lui ti vuole bene. Guarda più in là del solo aspetto materiale dell'esistenza. Ti invita a conoscere la tua Essenza Divina.

Per fare questo deve oltrepassare i mille ostacoli che la mente mondana interpone tra Lui, te e la Verità.

Come fa ad avere sempre "la testa nella foresta" e le "mani nel mondo"? Solo i grandi Maestri Realizzati possono raggiungere questo stadio?

Come lei vede, anche le persone comuni come lei e me possono cercare di avere una vita simile. Che cosa significa Realizzazione, se lo è mai chiesto? 

Vedere che tutto attorno a te è transitorio, perfino il tuo stesso corpo, questa è Realizzazione. Vedere che la sola Realtà possibile è quella di Dio, questa è Realizzazione. Non prendersi troppo sul serio, fare il meglio che si possa fare senza aspettarsi riconoscimenti, questa è Realizzazione.

Se comprende questo, allora anche lei potrà vivere con la testa nella foresta e le mani nella società, ovvero rimanere con la mente silenziosa e distaccata, vairagya, mentre compie i propri doveri quotidiani, dharma, con semplice senso del dovere e senza mai avvertirne il peso.  Offrire la propria vita a Dio, al Guru e alla società, significa  Realizzazione o se preferisce, Illuminazione.

Provi, vedrà quanto è divertente vivere in questo modo...

C'è un libro che ha per lei un'importanza particolare? C'è un libro che si sentirebbe di suggerire a tutti i praticanti?

Consiglio certamente di leggere la vita dei Maestri Realizzati. La vita dei Santi eleva la mente allo Spirito. Più che un libro di posizioni Yoga, sempre molto utile, suggerirei di bere alla fonte. Cercate di conoscere chi ha vissuto ciò che ha predicato. Tutto questo è Yoga.

Se proprio mi chiede un libro in particolare, direi che "L'Eterna Ricerca dell'Uomo" di Paramahansa Yogananda è un classico che non dovrebbe mancare in nessuna libreria. 

Lo Yoga può essere secondo lei un aiuto per le persone che affrontano stati di depressioni, traumi, o un generale senso di vuoto o insoddisfazione? Come? Ha un esempio da raccontarci?

Nell'epoca in cui stiamo vivendo, questi malesseri sono molto comuni. L'aria, l'acqua, la terra ed il cibo sono molto inquinati. Questo aggredisce il corpo fisico. Poi ci sono i conflitti, le lotte , i rancori, le guerre con i nostri simili, ecc. Questo aggredisce la nostra mente e la nostra Anima. Ci sentiamo impauriti da un mondo insicuro. L'incertezza è dilagante. Come può stare bene l'uomo di oggi in queste condizioni che lui stesso ha creato?

Deve ritrovarsi, ritrovare il senso reale della vita. Lo Yoga è un facile ma importante strumento di riappacificazione con quel vuoto, come lei lo ha chiamato, che l’uomo sente dentro di sé.

L'uomo di oggi è solo. Solo, nonostante sia attorniato dal benessere, dalla tecnologia e da tutte quelle cose che lo possono appagare.

Yoga, significa "Essenza". Tornare all'essenza delle cose, della vita, dei rapporti con gli altri. L'uomo ha questa enorme possibilità. Egli può trasformare se stesso, e quindi il suo mondo.

Questa è l'epoca del cambiamento, del risveglio delle coscienze. Yoga significa amare la vita, gli altri, se stessi. Ho visto molte persone riaffiorare verso la luce lasciandosi per sempre alle spalle la vita buia, spenta e malinconica. Le Tecniche dello Yoga sono in grado di portare un cambiamento radicale nella vita di ogni essere umano.

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