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ESERCIZI YOGA CON I BLOCCHI

I blocchi sono economici e facilmente reperibili: per costruire "mattone su mattone" la vostra pratica

Nell'articolo sugli attrezzi yoga vi abbiamo proposto una panoramica degli accessori più comunemente usati per lo yoga. Se il tappetino e i cuscini sono molto diffusi e il loro uso facilmente intuibile, qualche parola in più deve essere riservata ai blocchi e alla cinta la cui introduzione nello yoga è piuttosto recente e, in generale, non troppo diffusa.

Inizieremo dai blocchi, detti anche mattoni (in inglese, blocks o bricks). Come già affermato, se ne trovano in commercio di infinite dimensioni, colori e materiali. Alcuni sono cavi e sagomati, altri in materiali naturali come il bambù: questi dettagli causano delle variazioni di prezzo e forse possono leggermente migliorare l’usabilità, ma la sostanza non cambia.

Se non disponete di blocchi e non siete ancora sicuri di volerli acquistare, un surrogato può essere costituito da libri molto alti: è un’opzione che non mi sento di consigliare perché è molto difficile trovare l’altezza e la consistenza giusti, ma, se non li utilizzate quali appoggi per i piegamenti in avanti (ovvero la modalità più comune) e dunque non scaricate lì parte del vostro peso, potete provare a fare un test almeno per vedere la sensazione e l’eventuale confort che possono offrire (se lo offrono) alla vostra pratica.

 

I blocchi per i piegamenti in avanti

Come anticipato, l’uso più frequente dei blocchi è durante i piegamenti in avanti, nell’eventualità in cui la schiena non sia sufficientemente sciolta da permettere di raggiungere il pavimento con le mani. In questo caso, l’allievo dovrà trovare l’aggiustamento opportuno che gli permetta di poter comunque mantenere l’asana, magari poggiando le mani sugli arti inferiori o piegando le gambe oppure lasciando le braccia fluttuare (dipende dalla posizione). I mattoni intervengono per aiutare a colmare questo gap usati sia in orizzontale che verticale: lo yogi potrà dunque appoggiarsi ad essi e avere la sensazione di un sostegno che riproduca quello del pavimento.

Alcuni esempi di asana ai quali ci si riferisce in questo contesto sono: trikonasana (triangolo e le sue varianti quali parivritta, ruotato, e utthita, esteso), ardha chandrasana (posizione della mezzaluna), utthita parsvakonasana (posizione dell'angolo laterale esteso), uttanasana (posizione dell'allungamento intenso).

 

trikonasana

 

I blocchi per il bacino

Un altro utilizzo, meno prolifico del precedente, ma ugualmente interessante, è quello di utilizzare il mattone non come allungamento degli arti, ma della colonna vertebrale. Il discorso è affine: laddove il corpo ancora non è giunto ad appropriarsi di una determinata posizione, il blocco può aiutare il rilassamento attraverso una simulazione del pavimento.

Con un esempio, sarà più chiaro: se in Kapotasana (posizione del piccione) il bacino non riesce a posarsi in modo confortevole, il mattone può essere inserito nello spazio che lo separa da terra in modo tale che l’allievo possa rilassare quella parte del corpo e permettersi di progredire nella posizione.

Alcuni esempi di asana dove si può attuare questa modalità di uso dei blocchi sono: oltre il già citato kapotasana anche vajrasana (posizione del tuono) - qualora i glutei non tocchino il suolo - hanumasana (posizione della scimmia) e, infine, setu bandha sarvangasana (posizione del ponte) nel caso in cui servisse un appoggio per il bacino (in questa eventualità, utilizzando più mattoni oppure disponendoli in verticale).

 

Posizione piccione

 

I blocchi per il torace

Spostandoci dalla zona del bacino, possiamo passare a quella toracica ove collocheremo il mattone nel caso in cui necessitassimo di un appoggio per ampliare l'apertura questa zona della colonna vertebrale in modo tale da permettere un maggiore rilassamento. Può essere posizionato sia in verticale che in orizzantale, dipende dall'allievo. 

Questo discorso è applicabile a posizioni quali: supta vajrasana (posizione del tuono reclinata) e anche matsyasana (posizionde del pesce).

mattoni colonna

Un ulteriore utilizzo dei mattoni può essere quello di posizionare un blocco all’estremità glutei nelle posizioni sedute per renderle più confortevoli e facilitare l’apertura della anche (qualora non si disponesse o non si preferisse il cuscino) e per migliorare paschimottasana (posizionde della pinza) che in questa modalità potrebbe risultare più agevole.

 

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