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COS’È LO YOGA CHALLENGE

Siete capaci di rimanere fedeli alla decisione di praticare asana ogni giorno per un mese? Pur allontanandoci dai valori originali della tradizione yogica, ecco un motivo per cimentarci nello yoga challenge: rafforzare la nostra volontà.

Nuove forme di yoga spuntano ogni giorno come funghi in qualche angolo del mondo. Ii bisogno di stimoli sempre nuovi e quello di emergere e distinguere la propria individualità dal gregge sono caratteristiche tipiche del mondo occidentale, proprio quella parte di mondo dove hanno origine la quasi totalità di tutte le nuove forme alternative allo yoga.

Beninteso, non c’è niente di male in questo, non sempre l’ortodossia e l’aderenza alla tradizione per partito preso sono sinonimi di qualità e di verità; si tratta solo di consapevolezza, strumento fondamentale per una corretta valutazione di se stessi e del tipo di attività che si confà maggiormente ai bisogni del nostro corpo, della nostra mente, nel nostro essere emotivo e, se proprio vogliamo scomodarlo, del nostro spirito.

 

La psicologia dello yoga challenge

Una delle ultime novità in fatto di yoga è lo yoga challenge, pratica che vanta una vasta popolarità sui siti web a tema yoga e in molte palestre e scuole di yoga, specie nelle grandi città del mondo occidentale.

Lo yoga challenge è una sfida con se stessi; imporsi forse è la parola sbagliata, si tratta più di scegliere di praticare regolarmente per un periodo stabilito, dai venti ai trenta giorni in genere, una serie di asana di un’ora o un’ora e mezzo, senza eccezioni, qualunque cosa succeda.

Prima di andare nello specifico, notiamo alcuni elementi psicologici di questa pratica che spiegano tutto il successo che sta ottenendo nel mondo moderno occidentale. Il primo è l’importanza della motivazione, la nostra società soffre di una forte tendenza alla demotivazione e, purtroppo alla depressione: cercare una forte motivazione e portare avanti qualcosa fino in fondo rappresenta un valore che pareggia, se non supera, i benefici psicofisici apportati dalla serie di asana.

In secondo luogo la brevità dell’impegno: lo yoga è una pratica che va avanti per tutta la vita e, secondo la tradizione, per molte vite, ma questo è un concetto che stressa la mentalità occidentale che ha bisogno in continuazione di stimoli nuovi, nuovi oggetti da consumare, pertanto darsi un impegno per giusto un mese può aiutare perlomeno a cominciare qualcosa che altrimenti non cominceremmo mai.

 

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Yoga challenge, asana della mente

Ciò detto, vediamo appunto che uno dei benefici neanche tanto collaterali della pratica di yoga challenge è il rafforzamento dell’intenzione.

Nessuno impone niente agli altri, non c’è competizione, eppure con lo yoga challenge siamo tenuti a tener duro con noi stessi, con l’intenzione di fare qualcosa che faccia bene al nostro corpo per un mese, quotidianamente.

Questa possiamo a conti fatti considerarla come una asana della mente, della volontà: mantenere stabile e solida la posizione della volontà per un mese non è cosa semplice. Non solo, anche i più tradizionalisti tra gli yogi confermeranno che tale pratica mentale e volitiva produce tapas, energia-calore, quanto lo fanno le asana fisiche.

 

I benefici dello yoga challenge

Ovviamente non ci si possono aspettare grandi cambiamenti miracolosi, specialmente per il corpo, molte persone quindi, magari a caccia di pratiche capaci di dar loro in un mese quello che essi stessi non sono riusciti a darsi in anni, rimarranno deluse.

E’ importante capire infatti il concetto di fondo: se puoi farlo per un mese puoi farlo per una vita, è solo la tua volontà a decidere. Ciò che sembra difficile all’inizio diventerà una normale pratica quotidiana dopo un mese, come il lavarsi i denti prima di andare a letto.

In questo senso, anche se lo yoga challenge sembra allontanarsi molto dallo spirito che lo yoga classico dovrebbe mantenere, possiamo definirla una pratica senza dubbio positiva.

 

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Foto:  Wavebreak Media Ltd / 123rf.com

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