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COS’È L’ACROYOGA

Sempre più popolare, tanto nelle palestre quanto nei parchi: l'acroyoga è un misto di interessanti discipline, ognuna con specifici benefici.

Prendete l’hatha yoga, il massaggio thailandese e la ginnastica acrobatica. Ecco, fondeteli assieme in modo armoniono ed ecco a voi l’acroyoga.

Il nome è l’unione di due termini di diversa derivazione, il primo greco e il secondo sanscrito, a rappresentare due mondi e due modi di vedere la vita, quello occidentale e quello orientale. Per la cronaca, mentre yoga significa “unione”, acro in greco sta per tanto per “apice” quanto per “estremita’ delle membra”. Infatti sono le mani e i piedi gli strumenti principalmente utilizzati in acroyoga.

 

Chi ha inventato l'acroyoga?

Molti reclamano la paternità di questa disciplina sempre più popolare, specialmente negli ultimi anni, ma sembra che essa sia in qualche modo sbocciata spontaneamente attraverso diverse scuole.

Sebbene alcuni maestri di hatha yoga e di danza classica ne abbiano sviluppata una loro versione, così come hanno fatto molti rappresentati dell’aerial yoga, sappiamo che posizioni simili a quelle del moderno acroyoga erano già utilizzate da alcuni maestri di hatha yoga indiani nei primi decenni del secolo scorso.

 

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I ruoli nella pratica dell'acroyoga

L’acroyoga si pratica principalmente in coppie, talvolta in tre, ma mai da soli, e questa è una delle chiavi di questa disciplina, quella che più di ogni altra lo caratterizza e gli fa prendere distanza dagli yoga classici.

Non solo per via delle dinamiche pratiche ma per il carattere stesso delle stesse: invece che ritirarsi completamente in se stessi, nell’acroyoga occorre relazionarsi ed avere a che fare con un partner, il che crea un’atmosfera totalmente diversa durante il rilassamento.

La coppia di praticanti di acroyoga si basa su due ruoli ben distinti: il primo è la “base”, ovvero la persona che funge da piedistallo e che poggia a terra, per la quasi totalità dei casi in posizione supina che gli permette di usare liberamente braccia e gambe per sollevare il partner grazie alla stabilità della posizione.

Il secondo è il “flyer”, colui che si libra in aria, ovvero quello sospeso in alto grazie al supporto della base. E’ il ruolo che disegna posizioni e sequenze di posizioni col proprio corpo, sfruttando movimenti che giocano con la gravità e grazie a un uso corretto dei muscoli del “core” ovvero degli addominali e dei glutei.

Mentre la base ha bisogno di resistenza e stabilità, il flyer ha bisogno di equilibrio e forza. Entrambi devono lavorare tramite la fiducia.

Il terzo ruolo, esterno alla coppia è lo “spotter” ovvero couli che osserva da fuori, spesso l’istruttore, per aiutare il flyer nel caso di perdita di equilibrio.

Infatti, a differenza di tutte le altri discipline yogiche, essendo basata anche sulla ginnastica artistica e svolgendosi a mezz’aria, l’acroyoga comporta un rischio di infortuni, spesso di lieve entità, molto più alto di ogni altra simile disciplina. Da qui la necessità di uno spotter esterno.

 

I benefici dell'acroyoga

L’acroyoga offre la possibilità di prodursi in posizioni statiche o in sequenze talvolta particolarmente estetiche e artistiche. Quello che si sviluppa è flessibilità, equilibrio, propriocezione, resistenza, e allungamento muscolare, spesso sottovalutato, spesso da chi pratica solo sport basati sulla contrazione dei muscoli.

Poche discipline riescono come l’acroyoga a stirare i muscoli delle gambe, quelli della schiena e quelli dell’addome, in una sequenza di posizioni che permettono in pochi istanti di passare dal complete rilassamento all’uso del proprio “core” a piena potenza.

L’acroyoga ha infatti tutto un aspetto terapeutico, legato a una forma di allungamenti e pressioni che derivano dal massaggio tailandese, anche se il massaggiato (il flyer) è posto al di sopra del massaggiatore (la base) in questo caso.

 

Come si inizia la pratica dell'acroyoga

Ma prima ancora in iniziare a lavorare in coppia, esiste tutta una serie di esercizi preliminari attraverso i quali è indispensabile passare attraverso nell’apprendimento dell’acroyoga.

Spesso l’istruttore ci guida attraverso un riscaldamento di gruppo e, nel caso dei principianti, semplici esercizi per rafforzare il “core” e per gestire l’equilibrio, come la mezza verticale, la verticale al muro, la verticale sugli avambracci e infine la verticale vera e propria.

Il segreto del successo dell’acroyoga sta in questi elementi: lavoro di gruppo, aspetti ludici, potenziamento del corpo, lavoro di coppia sulla fiducia, rilassamento e aspetto terapeutico.

 

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Foto: Dinis Tolipov / 123rf.com

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