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L'USO DELLE ARMI NEL TAI CHI CHUAN

L'arma è nella mano che non la impugna. Qual è il significato e lo scopo della pratica del tai chi chuan svolta con le armi e quali benefici può avere a livello psicofisico maneggiare strumenti di difesa e attacco

Le armi nel tai chi chuan 

Le principali armi nel tai chi chuan sono 5:

  1. Bastone;
  2. Sciabola;
  3. Spada;
  4. Alabarda;
  5. Lancia.

Tra queste armi la concatenazione non è casuale e segue la legge degli elementi e delle energie psichicheIl legno vince la terra, ovvero un uomo armato di bastone può vincere uno disarmato. Il metallo taglia il legno, quindi chi è armato di sciabola può vincere chi è armato di bastone. Il fuoco fonde il metallo ovvero chi ha una lancia può vincere chi è armato di sciabola. L’acqua spegne il fuoco, dunque chi è armato di spada può vincere chi è armato di lancia. La terra vince l’acqua ovvero chi è armato del pugno, della mano nuda, può vincere chi è armato della spada.

In questo ultimo precetto risiede tutto il potere che è affidato alla mano che non impugna alcuna arma, un potere generato prima di tutto da una mente affilata, precisa, puntuale. In sintesi, secondo questo circolo, si torna comunque alla terra, alla mano nuda, ovvero, dopo aver appreso tutte le armi, l'abilità è tale che la mano nuda diventa ciò che è da rispettare.

Lancia e spada sono ai due poli opposti (e quindi molto dialoganti quando c'è equilibrio) che sono rispetivamente il Fuoco e l'Acqua, Chiang e Chien. Quest'ultima è considerata l'arma più nobile, non a caso è al massimo livello della conoscenza del tai chi chuan.

Il bastone richiede coordinazione, potenza, abilità nell'unire più stili.

L'alabarda vede un susseguirsi di movimenti rapidi e lenti in cui il Kua, la zona che corrisponde al bacino, gioca un ruolo fondamentale.

La sciabola taglia con decisione e con un affilato fendente. 

 

Leggi anche Le armi più comuni nelle arti marziali >>

 

Il vero significato della armi bianche

Nel 2007, quando iniziai seriamente a studiare le armi bianche scrissi: "La prima volta che ho preso in mano una spada ho capito che c’era qualcosa di difficile da controllare che non era nella spada, tutt’altro. Da come si mettono le dita che non sono impegnate nell’impugnatura, da ciò ho avuto la conferma che quanto di più temibile non sta fuori, ma nelle parti di noi che nascondiamo, che non vogliamo vedere, che mettiamo sotto il letto, sotto il tappeto, perché prendere coscienza di quelle significa entrare in crisi".

Sono dette armi bianche tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte, forme contundenti o lame di metallo; quelle che lanciano oggetti bellici (come archi, balestre e catapulte), e quelle che fungono da difesa da esse (come scudi e armature). Secondo altre fonti sono dette armi bianche le armi che non provocano rumore. Per altri, si possono definire come gli strumenti atti ad offendere e che sfruttano solo la forza del combattente. Oppure si possono definire come le armi che precedono l'avvento delle armi da fuoco. Il nome "arma bianca" deriverebbe dal bianco riflesso del sole sopra le superfici metalliche che costituiscono parte integrante di questi strumenti.

Le armi che tagliano ti mettono a confronto con l'inutilità del risparmiarsi le crisi e quindi le crescite. 
Qualsiasi cammino inizia con il piede che lascia il passo all’altro, parafrasando un famoso detto taoista. Vale per la vita, la pratica con o senza armi.

L'arma affila l'intenzione, anche e soprattutto nella quotidianità. Ci aiuta a muoverci con precisione ed eleganza. 

La mano che non tiene la spada è direzione e armonia, efficienza e morbidezza. Voler imparare le armi significa prima di tutto fare i conti con la memorizzazione, l'intuito, la leggerezza piena di fermezza.

 

Il tai chi può essere uno strumento per la gestione delle emozioni?

 

Immagine | Wikipedia

 

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