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TRASFORMARE ANSIA E NERVOSISMO CON IL TAI CHI

Il tai chi non risolve, non è una disciplina miracolosa. E’ solo l’intenzione che crea le condizioni per la trasformazione. Se l’intenzione è diretta secondo coscienza, il tai chi diventa uno strumento eccezionale per affrontare disturbi legati ad ansia e nervosismo.

L’ansia, le sfere, il tai chi

Sono ansiosa/o e nervoso/a mi metto a fare gli esercizi con le visualizzazioni e la sfera. Rischio di prendere una sfera in vetro resistentissimo e darla in testa alle prime persone con cui mi voglio sfogare di brutto.

Chi la pensa così non ha tutti i torti. Alcuni fanatici dello yoga e del tai chi potrebbero avere da ridire, in quanto la condizione essenziale del fanatismo è la cecità.

Un maestro o una maestra di tai chi chuan che non veda l’allievo e ripeta uno schema meccanico di trasmissione senza vitalità e anima serve a poco. Se chi insegna tai chi invece ha in pancia e sulle spalle una pratica che sposa l’esperienza della vita, le cose cambiano.

Essendo umani - e, aggiungeremo, umani sottoposti a notevoli dosi di stress creato dalla struttura e autoimposto da noi stessi - siamo preda di “ospiti” quali ansia e nervosismo. Ma, in quanto padroni di casa, possiamo scegliere quando accompagnare questi convitati fuori dalla porta. 

Il tai chi come lo yoga agisce sulla stimolazione dei centri nervosi, su tutto il sistema neuro-vegetativo ristabilendo un perfetto equilibrio psico-fisico. Non dovrebbe funzionare come un tappo, ovvero come disciplina che si ha la pretesa diventi miracolosa ed efficace sul breve periodo.

Se l’abitudine a non rispettarsi è radicata, la pratica richiede tempo. Ma essendo organica e viva, la pratica è qualcosa che varia già di mese in mese. Il tai chi è il movimento della mente, la gestione armonica e rilasciata della stessa.

Chi soffre di uno stato d’ansia continuo e apparentemente immotivato, di tensione psichica e irritabilità o di insonnia, può beneficiare del tai chi non tanto a partire dalla memorizzazione della sequenza, ma iniziando dal Qi gong, potentissimo strumento parte integrante della meditazione in movimento.

Il primo insegnamento del tai chi però è proprio quello che ogni cosa volge al suo opposto. Quando l’ansia vi assale, ricordatene la natura passeggera. La vostra essenza può avere la meglio su qualcosa che non riguarda la natura che vi abita.

 

Scopri anche gli asana utili contro l'ansia

 

Tre esercizi del tai chi utili in caso di ansia e nervosismo

Li abbiamo chiamati esercizi ma non sono di fatto degli esercizi, sono parte integrante del sistema del movimento interno ed esterno che risponde alla legge dell’Efficienza. Questo è il tai chi.

 

Osservare

Per praticare come si deve potreste astenervi dall’esprimere giudizi e dal pronunciare “io” per un po’ almeno. Iniziate a osservare come reagite nelle varie situazioni e in presenza di altre persone, quando diventate irritabili e vi sentite a disagio.

Iniziate a prender nota dei momenti in cui l’ansia vi aggredisce e non riuscite a gestirla. Dei buoni indicatori sono il battito cardiaco e la lunghezza del respiro.

Potete anche tenere un “Piccolo diario di bordo” per il tragitto sul mare dei giorni da solcare senza farsi rapire da pirati scomodi come il nervosismo.

 

Meditare

“Se la meditazione viene praticata con cura e perseveranza ogni giorno, i risultati del ciclo di purificazione del ch’i non tarderanno a manifestarsi” si legge nel prezioso testo di Da Liu Tai chi chuan e meditazione.

Nei trattati classici di meditazione taoista questa trasformazione viene descritta usando analogie alchemiche. Le pratiche alchemiche, molto sviluppate nell’antica Cina, implicavano procedimenti complessi basati sulla combinazione di più elementi e la purificazione della miscela attraverso l’uso del fuoco e del calore.

Allo stesso modo, la meditazione agisce sui dodici centri psichici e la respirazione regola il calore con cui il corpo lavora internamente.


Respirare

Facile come bere un bicchiere d’acqua. E invece no. Per iniziare, volgetevi verso il sole, cercate il sole. Lo yoga taoista (ma ho ritrovato questo insegnamento anche nel testo di Gabriella Cella intitolato Yoga e salute) insegna che ci sono giorni in cui una narice ha più potenza dell’altra (mercoledì, giovedì, venerdì e domenica la narice sinistra, Ida; lunedì, martedì, sabato e in giorni in cui la Luna è nascosta, la narice destra, Pingala).

Iniziate prendendo consapevolezza del sistema sottile e perfettissimo che portate con voi, questo corpo perfettamente funzionante che risente di influenze alte. Iniziate a familiarizzare con ciò che vi tiene in vita e quando le scariche di ansia sembrano ingestibili, guardate un albero, pensate che da lui dipende molto del vostro benessere. Se ve la sentite, abbracciatelo.

Una volta che lo avete tra le braccia, raddrizzate la schiena, lombari rilassate, ammorbidite le ginocchia, mentre la testa cerca le nuvole come appesa a un filo. Questa posizione sarà quella che adotterete durante la pratica.

 

Scopri come regolare il respiro

 

 

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