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BAMBINO NATURALE

Sviluppo motorio del bambino

A cura di Giada Bevilacqua, ricercatrice e danzatrice

 

Si propone una riflessione sugli eventi principali dello sviluppo motorio del bambino dalla nascita ai primi passi secondo la classificazione emersa dalle ricerche della pediatra Emmi Pikler presso l'Istituto di Metodologia dell'Educazione Lòczy.

>  Il movimento nel bambino

>  Posture e spostamenti nel bambino

>  L’andamento dello sviluppo motorio

Sviluppo motorio bambino

 

Il movimento nel bambino

Il movimento rappresenta un settore importantissimo del processo di crescita, è il canale attraverso cui maturano e si strutturano le altre funzioni dell’organismo: lo schema corporeo, le coordinate spazio-temporali e quelle astratte, così come le prime strutture di pensiero. 

Sappiamo che il modo di muoversi o di non muoversi, l’atteggiamento corporeo, l’inibizione e/o l’attivazione nel movimento, spesso osservati come fenomeni isolati, non sono altro che espressione della personalità di un individuo

Al di là della prospettiva neurologica, il cui interesse principale è l’analisi dei riflessi nervosi, e il cui apporto è importantissimo per la diagnosi precoce delle anomalie del sistema nervoso, è fondamentale riconoscere l’importanza del movimento nell’attività spontanea del bambino. 

A buon titolo il movimento può essere annoverato tra i bisogni primari come il cibo, il sonno e le cure. Prima che il bambino abbia accesso al linguaggio verbale, egli ha a disposizione unicamente la sua capacità di movimento per esplorare, conoscere e interagire con l’ambiente esterno (ambiente fisico che affettivo).

Come sottolinea E. Pikler il corso dello sviluppo motorio non si determina come una progressione che va dall’incapacità all’autonomia, ma, in assenza di patologie, il bambino può ad ogni grado del suo sviluppo muoversi in modo autonomo. 

I ritmi di maturazione sono soggettivi al bambino, non ci sono meriti o demeriti rispetto ai tempi di acquisizione, ed è per questo che nelle tabelle sullo sviluppo motorio redatte da E. Pikler non troveremo riferimenti o indicazioni rispetto all’età cronologica. 

 

Posture e spostamenti nel bambino

La linea evolutiva che porta il neonato dalla posizione orizzontale a quella verticale è caratterizzata dall’apparizione di nuove posture (supino/prono, sul fianco, semi-seduto, quattro zampe, seduto, in ginocchio, in piedi), e nuovi spostamenti (ruotare, rotolare, strisciare, gattonare, primi passi con appoggio, camminare).

Date alcune condizioni fisiche e relazionali, e non appena la maturazione lo consente, il bambino riduce progressivamente la sua base d’appoggio, passa dalla posizione orizzontale a quella verticale attraverso l’esercizio di movimenti intermedi e transitori. In quest’ottica l’adulto non ha il ruolo di insegnare i movimenti al bambino o di incitarlo ad assumerne di nuovi, poiché questo è il frutto di un lungo allenamento che si rende possibile grazie alla maturazione fisiologica. 

È dunque inopportuno che un adulto anticipi la conquista di una nuova posizione per esempio prima che il bambino sia in grado di raggiungerla autonomamente.  Non è assumendo una posizione difettosa che il bambino progressivamente la corregge o la perfeziona, ma, durante il periodo che precede la nuova conquista, egli la prepara attraverso l’esecuzione di movimenti preparatori. 

L’intervento dell’adulto che anticipa o sovra stimola il bambino affinché compia nuovi e più evoluti movimenti, rappresenta una massiccia interferenza che rompe la continuità e l’organicità di questo delicato processo. 

Se l’intervento diretto dell’adulto nel movimento del bambino non è utile, è necessaria invece da parte di quest’ultimo un’accurata e minuziosa organizzazione dello spazio ed una selezione di oggetti adeguati al suo livello di sviluppo, che permetta al bambino la permanenza in un’attività autonoma, in assenza di pericoli e di divieti. Il rispetto di questo processo da parte dell’adulto ha delle importanti ricadute sul protrarsi della dipendenza e sulla conquista dell’autonomia.

 

Puoi approfondire tutte le fasi dello sviluppo mototrio del bambino

Fasi dello sviluppo motorio

 

L’andamento dello sviluppo motorio

In che modo il bambino seleziona i nuovi movimenti e abbandona quelli già conosciuti? 

Generalmente, quando il bambino approda ad una nuova conquista, accade che nel periodo successivo alla nuova acquisizione egli usi raramente quest'ultima rispetto ai movimenti già conosciuti. L’inizio di una nuova fase è determinato dallo stabilirsi di un nuovo movimento e/o di una nuova posizione attraverso il consolidamento degli schemi già acquisiti e l’utilizzo dei movimenti intermedi e transitori. 

Man mano che ne fa un uso più assiduo, la frequenza con cui si manifesta la nuova competenza aumenta. Questo processo può avere una durata che va da un mese e mezzo ai tre mesi. 

Quando il bambino acquisisce una nuova possibilità motoria, inizialmente sarà favorita la posizione o la forma di spostamento più antica, poiché ciò che è conosciuto è anche fonte di rassicurazione. Il detto “ un passo in avanti e due indietro” usato dagli addetti ai lavori descrive bene il modo con cui i bambini generalmente affrontano i cambiamenti evolutivi. Un bambino che muove i primi passi autonomamente, tornerà a gattonare o a strisciare nei giorni seguenti la nuova conquista. 

Dunque il rovesciamento totale della tendenza è un processo, ed è osservabile con un tempo variabile da bambino a bambino.

L’ordine di apparizione dei Movimenti di Grande Settore (le posture, i cambiamenti da una postura ad un’altra, gli spostamenti nello spazio) così come li ha catalogati E. Pikler emergono da una ricerca in cui sono stati rispettati i seguenti parametri:

  • I bambini sono stati osservati durante la loro attività spontanea quotidiana e mai in condizioni sperimentali. 
  • I bambini osservati godevano di buone condizioni di assistenza e educazione.
  • Erano vestiti con indumenti appropriati che ne rispettavano la libertà di movimento.
  • Godevano di spazio sufficiente
  • Le condizioni di sicurezza erano garantite.  
  • Avevano la possibilità di esercitare liberamente i movimenti in assenza di divieti.
  • La qualità della relazione con gli adulti referenti era soddisfacente.
  • Gli adulti non interferivano né direttamente né indirettamente nell’esecuzione del movimento.

 

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Immagine | Intelligentnest.com

 

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