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Svezzamento, come fare

Con il termine svezzamento o divezzamento si intende il processo attraverso cui il bambino passa da un’alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta varia. Secondo le linee guida in materia di nutrizione infantile, il momento ideale per cominciare è intorno ai 6 mesi d’età. È comunque sempre consigliabile fare una valutazione insieme al pediatra. 

Attualmente esistono due orientamenti ben distinti in materia di svezzamento: svezzamento classico con schema e autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta. Scopriamoli meglio.

>  Svezzamento classico con schema

>  Autosvezzamento

>  Consigli per uno svezzamento naturale

>  Consigli pratici per lo svezzamento

Svezzamento


Svezzamento classico con schema

Lo svezzamento classico con schema prevede l’introduzione graduale degli alimenti partendo da quelli più digeribili e meno allergizzanti per arrivare, al compimento dell’anno dell’età, a un’alimentazione varia e il più possibile completa.

Gli schemi di svezzamento riportano indicazioni sulla preparazione degli alimenti, su come introdurli e sulle quantità delle porzioni da offrire ai bambini. La completezza dello schema spesso dipende anche dal pediatra che segue il bambino.

Secondo i sostenitori dello svezzamento classico, gli schemi hanno un razionale scientifico e, di conseguenza, le pappe hanno una loro ragione di esistere. Inoltre, non tutti i genitori hanno conoscenze nutrizionali tali da poter garantire una dieta corretta ai propri bambini piccoli senza seguire indicazioni precise. Lo schema, quindi, può aiutare a limitare il rischio che si commettano errori grossolani nell’alimentazione dei bambini.

 

Autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta

Per autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta si intende una modalità di svezzamento più libera, in cui non ci sono schemi a cui attenersi. Il principio fondamentale è quello di seguire la naturale curiosità del bambino verso il cibo, che mangia sin da subito ciò che vede sulla tavola dei genitori, senza passare per le pappe.

Si parla di “alimentazione complementare” perché l’alimento principale resta il latte (preferibilmente latte materno), mentre gli altri cibi fanno, appunto, da complemento. Il cibo, per favorire la masticazione, viene offerto a striscette o sminuzzato. Il passaggio a una dieta varia avviene dunque seguendo i ritmi e le preferenze del bambino.

Secondo i sostenitori dell’autosvezzamento, questa modalità di passaggio dall’alimentazione esclusivamente a base di latte a una dieta varia, che non impone piatti da svuotare, è più naturale e rispettosa del bambino, a cui si riconosce la capacità di autoregolarsi.

 

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Consigli per uno svezzamento più naturale

L’autosvezzamento è una forma di svezzamento più naturale rispetto allo svezzamento classico con schema, ma non è detto che questa seconda modalità debba essere necessariamente seguita offrendo ai bambini omogeneizzati pronti e pappe poco saporite.

Se partiamo dal presupposto che una pappa è un piatto come gli altri, con l’unica differenza di essere a misura di bambino, anche seguendo uno schema di svezzamento classico si può tentare una via più naturale. Come?

  • Cominciando gradualmente, senza pretendere che il bambino svuoti il piatto al primo tentativo.
  • Con le pappe naturali, preparate con cura, con ingredienti di ottima qualità e, magari, seguendo la stagionalità degli alimenti.
  • Cercando di interpretare i gusti del bambino. Lo scopo dello svezzamento non è far mangiare il bambino a più non posso, ma educarlo al cibo.

 

Consigli pratici per lo svezzamento

  • Tenere il bambino a tavola con i genitori, sin da quando acquisisce la capacità di stare seduto. In questo modo sarà incuriosito dal cibo e avrà probabilmente una maggiore facilità ad avvicinarsi agli alimenti diversi dal latte, quando sarà il momento. Inoltre, si abituerà a stare seduto a tavola, rendendo il momento dei pasti più semplice e piacevole per tutta la famiglia.
  • Se il bambino è allattato al seno, continuare con l’allattamento materno a richiesta. Le linee guida in materia di nutrizione infantile consigliano di proseguire con il latte della mamma fino a due anni e anche oltre, se entrambe le parti interessate lo desiderano. Anche nei bambini nutriti con latte formulato, il latte può continuare a essere presente ai pasti.
  • Variare spesso gli alimenti, per abituare il bambino ai diversi sapori.
  • Rispettare i ritmi del bambino e, per quanto possibile, anche i gusti.
  • Renderlo partecipe il più possibile, per esempio dandogli un cucchiaio in mano sin da subito, senza temere che il cibo vada ovunque. Svezzare senza sporcare è impossibile.
  • Non distrarlo mentre mangia facendo l’aeroplanino o tutti quei giochi che si usano per far mangiare il bambino quasi senza che se ne renda conto. Probabilmente, in quel momento, mangerà di più, ma non lo avremo educato a mangiare. Non prendiamolo in giro, il nostro scopo non è ingozzarlo di cibo ma garantirgli una corretta educazione alimentare.
  • Sia che si decida di optare per lo svezzamento classico con schema, sia che si preferisca l’autosvezzamento, è molto importante consultare il proprio pediatra di fiducia.

 

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Immagine | Todaysparent.com

 

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