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IO GURU, TU GURI, EGLI GURA. VERI MAESTRI E GUIDE PSEUDOSPIRITUALI

Fai così e guarirai. Agisci in questo modo e starai meglio. Mangia questo e vivrai di più. Quanto ci lasciamo impressionare da falsi guru? Perché li ricerchiamo? Come smascherarli?

I shadu sono gli asceti indù devoti al dio Shiva. Per dire, loro meditano insieme ai propri discepoli e questi ultimi li seguono ovunque per poter assimilare i loro insegnamenti spirituali. Ci sono poi i maestri orientali che giocano per ossimori e parlano per metafore, indicano la Luna e tu sei uno stolto se guardi il dito. 

E ora? Adesso? Dove sono queste figure, che fine hanno fatto i guru spirituali? A chi ci affidiamo? Come calmiamo tutto questo scalpitare per trovare il personale dojo (luogo della pratica della Via), in questi tempi di crisi e buio totale. Dove andiamo a ricercarla la nostra natura originale?  

 

Un viaggio tra i guru 

Torniamo alla definizione: in base al'interpretazione della tarda Advaya tāraka Upaniṣad (14-18), il termine guru origina dalle radici gu ("oscurità") e ru ("svanire"), significando quindi "colui che disperde l'oscurità".

Chi è il maestro spirituale? Uno davanti cui ti trovi e senti l'oceano. Senti la pace dell'oceano, senti il silenzio quieto dell'acqua. La stessa definizione della massima autorità spirituale del Buddhismo tibetano, Tenzin Gyatso, è Dalai Lama, che significa "oceano di saggezza".  

Passiamone in rassegna qualcuno: Sri Sri Ravi Shankar, chiamato il nuovo Gandhi, il guru della gioia che insegna a riscoprire quanto fondamentale sia la respirazione (la sua tecnica, Sudarshan Kriya Yoga, è praticata da ben 20 milioni di persone nel mondo); Sai Baba, famoso predicatore indiano, tanto famoso quanto contestato, che ha ricordato all'uomo la sua natura divina; Maharishi Mahesh, anche conosciuto come "il guru dei Beatles", fondatore della meditazione trascendentale

E poi Amma, grande donna spirituale, anche conosciuta come the hugging saint, colei che raccoglie milioni di fedeli in fila per il suo abbraccio di luce, la sua parola terapeutica (in 40 anni 30 milioni di "filgli" come lei li chiama). Deepak Chopra, medico, profondo conoscitore e divulgatore dei principi dello yoga e della filosofia indiana, curatore di molte stelle mediatiche. Sri T. Krishnamacharya, una figura emblematica della tradizione culturale indiana e padre fondatore dell'insegnamento delle tecniche di yoga agli europei. E, ancora, Sri Aurobindo, Georges Gurdjieff, Osho e molti altri.

Ma in questa sede andremo a capire qualcosa in più sui guru di oggi e su come smascherare le false guide spirituali.

 

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I guru emergenti 

Facendo una piccola astrazione potremmo dividere le guide spirituali di oggi in due categorie: 

  • Gli sci-guru. Sanno tutto della fisica quantistica, mangiamo neuroscienze a colazione, hanno una, se non due, lauree in corsi magistrali dove si divorano algoritmi ed equazioni. Ci descrivono il mondo come non lo abbiamo mai pensato e ci descrivono gli eventi in modo illuminante.
  • I guru dal sapore orientale. Danno esercizi per un percorso di ricerca interiore, dispensano dritte che vanno dalal respirazione alla dieta e toccano le corde dell'essere, quelle più profonde. 

Alcuni di questi sono sinceri. Altri dei farabutti.

Come riconoscere i truffatori? Se promettono cose, attenzione, fate trillare il campanello d'allarme. Se promettono cose al di là della logica, ancora peggio. Le parole del guru devono essere sprazzi di luce che stimolano la vostra intuizione, la risvegliano. 

Valutate poi quanti soldi chiedono. Quel prezzo che state pagando è finalizzato al suo sostentamento e a un progetto o è un tassello di un grosso piano di arricchimento esagerato? Se il caso è il secondo, siete davanti a un maestro che ha scarsa libertà, anche interiore. Qualsiasi sia la visione del mondo che propina è alquanto inquinata da una fame che si autoalimenta. 

Cercate il vostro, cercatelo dentro e se lo trovate fuori, vuol dire che avete magneticamente fatto le domande giuste all'universo. Se improvvisamente gli amici vi dicono che siete diventati monotematici e parlate solo del tizio che dovrebbe liberarvi e invece vi sta schiavizzando la fantasia e monopolizzando l'attenzione, provate a tenere in considerazione le loro parole, senza scansarle perché scomode.

Gli insegnamenti spesso arrivano da fonti che non consideriamo tali. E quindi perdiamo lezioni preziose. Restare aperti, questo può essere un buon metodo. Imparare dagli animali e dalle piante, per prima cosa.

C'è addirittura chi riconosce nel gatto un maestro zen. Noi vi lasciamo con una guida del Sole 24 Ore su come diventare maestri zen in 5 passi... 

 

Conosciamo lo yoga integrale di Sri Aurobindo

 


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