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UN CAPODANNO SPIRITUAL-VEG

Capodanno, si chiude una fase, se ne avvia un’altra. Si mangia, si beve, si festeggia, in famiglia e con gli amici, ma sotto c'è ben altro: scopriamo i modi alternativi per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto a quello nuovo, anche col cibo!

L'ultimo giorno è vicino

Capodanno, eccolo in arrivo. Siamo pronti per propiziare un nuovo anno, scambiandoci un augurio sincero e sentito? La festa di Capodanno risponde alla preoccupazione, fondamentalmente di carattere religioso-sociale e tipica umana, di dividere il tempo in sezioni. Ma è anche il giorno in cui Gesù venne circonciso, per il cristianesimo.

Per ogni popolo, per ogni tradizione, il Capodanno resta uno dei momenti in cui semplicemente il gruppo prende coscienza della sua coesione e assicura, mediante opportune cerimonie o riti, il periodico ripetersi dei ritmi stagionali, civili, sociali entro cui la sua vita si svolge.

Questo cerchiamo qui di capire, l'aspetto rituale, e magari di riappropriarcene: rifare nostro il calore di una preghiera, prendere un bastone e dare colpi per la casa (non spari o botti!) che possano allontanare le negatività, augurare gioia anche agli alberi e agli animali, accendere candele, raccontare storie ai bambini, e non solo.

 

La ritualità del primo giorno

Per festeggiare il Capodanno, l’essere spirituale ha ideato quattro specie di riti, che in certi casi le popolazioni conservano ancora: si tratta di riti apotropaici, ovvero che allonanano il male, riti augurali e di buon auspicio, riti e gesti divinatori e riti che contemplano la presenza delo spirito dei defunti.

Un rito apotropaico o una preghiera apotropaica serve ad allontanare un’influenza negativa o maligna. Per certe popolazioni il Capodanno è proprio questo: allontanare il male che si è vissuto nel vecchio anno e propiziare gioia e felicità per il nuovo. Le azioni che si compiono, come accadeva nell’antica Roma, sono volte a buttare via le cose vecchie. A Roma infatti c'è ancora chi, durante la mezzanotte del 31 dicembre, è ancora solito gettare vecchi oggetti dalla finestra.

Anche il gesto di dare colpi con un bastone per la casa, non è tanto per fare rumore, quanto per cacciare gli spiriti maligni, così come il bruciare fantocci raffiguranti lo spirito del male, come è in uso in Tibet o in Corea.

I riti augurali invece si incentrano sulla preghiera. In Laos, per esempio, la notte di Capodanno si prega nelle pagode per propiziare la fertilità della terra per il nuovo anno, mentre nel Borneo si pregano gli spiriti di esser favorevoli al re e al gruppo, immolando loro maiali dai cui visceri si trae l'auspicio. In Belgio la tradizione vuole che si facciano gli auguri di buon anno anche agli alberi e al bestiame.

I riti divinatori si fanno per conoscere quel che avverrà nei futuri 12 mesi. Molti sono i mezzi divinatori inventanti dall’uomo e tramandati di generazione in generazione. Questi riti, che spesso scomodano i morti, si svolgevano, e in certi casi ancora si svolgono, per chiedere come andrà il prossimo anno lavorativo, se ci saranno matrimoni, se avverranno decessi.

Si ricorda il Samhain, Capodanno celtico, durante il quale i popoli del nord ritenevano che le porte del annwn (il regno degli spiriti) e del sidhe (il regno delle fate) fossero aperte e si dava il via a racconti di storie e leggende antiche, fuochi e divinazioni. Altri tipi di riti divinatori contemplano il lanciare per aria delle cose (pane, spille, fagioli, albume, frumento) e, osservando come cadono a terra, si possono predire certi avvenimenti.

I riti funerari infine sono ancora vivi presso quei popoli per cui i defunti rivestono, a livello religioso, un’importanza particolare. Per questo si accendono fuochi e vi si danza attorno, gettandovi oggetti di cui si pensa che i morti possano avere bisogno, oppure si prepara la tavola con candele accese e incenso e si lascia aperta la porta affinché i morti entrino e si cibano anch’essi.

 

A tavola con spirito

A proposito di tavola, come possiamo mangiare un cotechino che faccia bene anche all'anima dell'anno nuovo? Ecco a seguire un’idea. La versione vegana di cotechino e lenticchie, ecco la ricetta.

Ingredienti:
> 400 g di seitan alla paprika
> 80 g di tofu compatto
> 100 g di patata lessata
> 1 cucchiaio raso di sale (meglio sale affumicato)
> noce moscata
> 1 cucchiaino di cannella in polvere
> 5 chiodi di garofano macinati
> 1 cucchiaio di pepe nero macinato
> 1 spicchio d’aglio
> 2 cucchiaini di agar agar in polvere più 2 cucchiai scarsi di agar agar in fili tritata finemente
> 20 cl di vino rosso
> 20 cl di marsala secco


Preparazione

Procuratevi il seitan, altrimenti se siete in grado preparatelo da voi. Una volta pronto, mettete nel mixer il seitan con la patata, il vino, il marsala, il sale, l’agar agar e le spezie macinate e frullate il tutto più finemente possibile. Poi mettetelo in una terrina, mischiateci il tofu sbriciolato in modo grossolano con una forchetta e amalgamate bene il tutto.

Modellate l’impasto a formare un salsicciotto, arrotolarlo ben stretto con della pellicola per alimenti resistente alle alte temperature, mettetelo in una pentola piena d’acqua con il fondo coperto con un canovaccio, in modo da impedire il contatto della plastica con la pentola, portate ad ebollizione e far cuocere mezz’ora circa.

Una volta cotto, bisogna estrarlo delicatamente dalla pentola e lasciarlo raffreddare prima di toglierlo dalla pellicola. Tagliatelo quindi a fette e ripassatelo qualche minuto in tegame con le lenticchie in umido. Ecco pronto il vostro Capodanno spiritual veg!

 

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