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Sonno dei bambini: rispondiamo ad alcune domande

Il sonno dei bambini è uno dei problemi più sentiti dai genitori di bimbi piccoli. I neonati, infatti, si svegliano spesso di notte: se partiamo dal presupposto che si tratta di un fatto assolutamente naturale, probabilmente affronteremo con maggiore serenità i risvegli notturni dei nostri figli.

Scopriamo le domande più comuni sul sonno dei bambini.

>  Perché i bambini non dormono?

>  Perché i bambini piccoli non dormono la notte?

>  Perché si calmano solo all'arrivo di un genitore?

>  È un male condividere il letto con i bambini?

>  Quante ore devono dormire i bambini?

>  È importante stabilire una routine del sonno?

Sonno nei bambini

 

Perché i bambini non dormono?

Tutti i bambini, sin da piccolissimi, hanno una naturale capacità di dormire, oltre che una naturale necessità di farlo; ma allora perché non dormono? 

In realtà, se osservate bene, non è vero che i bambini non dormono, semplicemente dormono in orari diversi da quelli in cui dormiamo (o vorremmo dormire) noi genitori e hanno un sonno più frammentato. Intorno ai 3-4 anni, quasi tutti i bambini dormono l’intera notte e, molti di loro, avranno smesso di fare il sonnellino pomeridiano. Certo, i casi di reali disturbi del sonno esistono, ma sono una minoranza.

 

Perché i bambini piccoli non dormono la notte?

Semplicemente perché la fisiologia del sonno dei bambini è diversa da quella degli adulti.

Tutti abbiamo bisogno di dormire, indipendentemente dall’età, ma non tutti abbiamo bisogno di dormire seguendo gli stessi ritmi. Ci sono molti bambini che, fino ai tre/quattro anni, si svegliano spesso durante la notte; accade perché le fasi REM (quelle in cui il sonno è più leggero) nei bimbi piccoli sono preponderanti rispetto alle fasi di sonno profondo.

 

Perché spesso i bambini non si calmano finché non arriva un genitore?

I cuccioli di uomo hanno bisogno del contatto con la mamma, o anche con il papà: accade, dunque, che rifiutino di addormentarsi nel proprio lettino o che richiedano la presenza di un genitore per sentirsi più tranquilli e cedere al sonno.

Occorre, dunque, fare una scelta tra un’educazione a basso accudimento, in cui si cerca di favorire un'autonomia precoce dei bambini, e un accudimento maggiore, e più naturale, in cui si favorisce, invece, il contatto tra mamma e bambino piccolo, anche durante la notte, attraverso, per esempio, l'allattamento materno notturno o la condivisione del letto.

 

Rimedi efficaci contro l'insonnia dei bambini

 

Condividere il letto con i propri figli è un bene o un male?

Il co-sleeping, ovvero l’abitudine di condividere il letto con i figli, è una pratica controversa, soprattutto negli Stati Uniti, dove il dibattito è molto acceso. L’American Academy of Pediatrics lo sconsiglia, in particolare nei primi mesi di vita, e suggerisce la condivisione della stessa camera, ma non dello stesso letto.

Esistono, però, culture in cui dormire con i figli è considerato normale. E allora che fare? La scelta presenta vantaggi e svantaggi ed è molto personale. Ci sono coppie gelose della propria intimità e ci sono altre coppie che, al contrario, condividono volentieri il sonno con i bambini.

Ci sono bambini piccoli che dormono tranquillamente nel proprio lettino e altri che fanno fatica ad addormentarsi se non sono accanto a mamma e papà.

Ci sono scuole di pensiero secondo cui la pratica del co-sleeping può influire negativamente sullo sviluppo psico-sociale dei bambini ed altre che sostengono l’esatto contrario. Qual è, allora, la soluzione migliore? Quella che sentite più vicina al vostro modo di essere; al vostro modo di essere genitori.

 

Puoi approfondire i pro e i contro del co-sleeping

Co spleeping, pro e contro

 

Quante ore devono dormire i bambini?

Dipende dall’età e, in realtà, anche dalle esigenze del singolo bambino, perché non siamo tutti uguali.

Esistono, però, alcune tabelle sulle ore di sonno necessarie per fascia d’età, che ci danno un’utile indicazione.

  • Da 1 a 3 anni: 12-14 ore nelle 24 ore, distribuite tra sonno notturno e riposini durante il giorno.
  • Da 3 a 5 anni: 11-13 ore nelle 24 ore. Solitamente a quest’età i bimbi fanno un unico riposino pomeridiano.
  • Da 5 a 12 anni: 10-11 ore a notte
  • Dai 12 anni: circa 9 ore a notte.

 

È importante stabilire una routine del sonno?

Quando si parla di routine del sonno, bisogna essere pratici e considerare che, prima dei sei mesi, l'impresa è molto complicata. I neonati tendono a fare vari sonnellini distribuiti nelle 24 ore, il più delle volte in modo irregolare.

Sul sonno dei bambini ci sono diverse teorie; in generale, comunque, quasi tutti concordano sul fatto che prima dei 6 mesi sia molto difficile, se non praticamente impossibile, stabilire una reale routine del sonno

A partire da quell’età i bambini non hanno più necessità di mangiare durante la notte ed è allora che spesso cominciano a dormire 9-12 ore per notte, anche ininterrottamente. Non tutti, però, lo fanno; alcuni cominciano a dormire in maniera più regolare intorno ai 9 mesi, altri ancora più avanti. In ogni caso, intorno ai 6 mesi si può cominciare a fare qualche tentativo serio per stabilire una routine del sonno.

Intorno ai tre anni, invece, stabilire una routine del sonno diventa fondamentale per il benessere del bambino. Secondo uno studio condotto su circa 10.000 bambini da Yvonne Kelly della University College di Londra, a 3, 5 e 7 anni, l’abitudine di andare a dormire a orari irregolari si associa a disturbi comportamentali.

Tale effetto negativo si somma durante l’infanzia, cioè i bambini che vanno a letto ad orari irregolari a 3, 5 e 7 anni hanno disturbi del comportamento più gravi rispetto a quelli che si limitano ad avere ritmi irregolari solo a 3 anni, o a 3 e 5 anni. Sempre secondo i risultati dello studio, gli effetti negativi del comportamento sono reversibili: la situazione migliora quando il bambino comincia ad avere una routine del sonno regolare.

 

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Immagine | Youbabyandi.com

 

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