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L'AUTOGUARIGIONE DALLO SHIATSU (II): LA PATOLOGIA DELLE EMOZIONI

Nello shiatsu l'operatore tramite i meridiani energetici rimette in contatto la persona con le sue energie profonde, liberandole. Come ci influenzano le nostre energie se non ben canalizzate? Le emozioni, lo shiatsu e le 5 principali sostanze di cui siamo composti secondo la tradizione cinese SECONDA PARTE

II° parte - Per la I° parte di questo articolo si veda L'autoguarigione prodotta dai trattamenti shiatsu (Psiche, 5 sostanze e loro movimenti)

 

La patologia delle emozioni

Quando il Cuore è in preda all'apprensione e all'ansia, a pensieri e preoccupazioni, si produce un attacco agli Spiriti.
Una volta che gli Spiriti sono colpiti, sotto l'effetto della paura e del timore si perde il possesso di se stessi.

Quando la Milza è in preda all'oppressione ed alla pena senza potersene liberare, si produce un attacco al proposito.
Una volta che il proposito è colpito, si è turbati sino al più completo disordine e la mente non può più elevarsi.

Quando il Fegato è in preda alla tristezza e all'afflizione, ci si agita al centro, si produce un attacco agli Hun.*1
Una volta che gli Hun sono attaccati, si perde la ragione e si dimentica facilmente;
si è senza vitaltà, l'apparato yin si ritrae i muscoli si contraggono e le costole da un lato o dall'altro non riescono a sollevarsi.

Quando il Polmone è in preda a un'allegria e ad una gioia senza limiti, si produce un attacco ai Po.*2
Una volta che i Po sono colpiti, si perde la ragione e si ignorano gli altri,
la pella si raggrinzisce.

Quando i Reni sono in preda alla collera si produce un attacco al volere.
Una volta che il volere è colpito non vi è memoria, i lombi e la spina dorsale non possono chinarsi ne in avanti ne indietro, ne piegarsi ne raddrizzarsi.
Sotto l'effetto della paura e del timore si produce un attacco alle Essenze,
una volta che esse sono attaccate, le ossa sono indolenzite, vi è impotenza e cedimento.

*1 Hun: Spirito del Fegato, strettamente legato allo Shen del Cuore, hanno a che fare con la creatività, l'ideazione la fantasia e capacità di espressione.
In alcuni casi può divenire chiaroveggenza.
Gli Hun essendo di natura Yang hanno tendenza a salire verso l'alto,
questa loro natura deve essere però controbilanciata da un saldo
radicamento nello Yin, altrimenti potrebbero tendere a ricongiungersi,
prima del loro tempo, al Cielo, da cui sono stati emanati.
Questo legame che li radica è l'organo Fegato, e quando gli Hun volano lontano per raggiungere gli aspetti più profondi del nostro essere, è al Fegato che poi fanno ritorno.

*2 Po: Spirito del Polmone, strettamente legato al Jing dei Reni,
sono espressione della forza di vita inconscia, sono la pulsazione della vita stessa.
Il Po rappresenta il contenitore di tutti i dati, le informazioni i codici
che consentono
all'essere appena nato di vivere.
L'istinto a respirare, a camminare ad apprendere e a crescere sono tutte
funzioni del Po.
Esso è quindi:
la memoria genetica dei processi della specie: istinto;
la memoria corporea delle esperienze acquisite nel corso della vita individuale;
la memoria delle vite passate.

Vi è la convinzione che i sintomi di uno squilibrio interno preciso,
presente in modo invisibile nel soggetto, si manifesterà poi all'esterno.

L'attacco ad uno Zang (organo) arriva al suo intimo, al suo Spirito
sulla qualità sottile della vita che lo rende Cuore, Fegato, Polmone, Milza o Reni.
L'attacco originario è quindi alle Essenze, agli Spiriti, agli Hun, ai Po, al proposito al volere.
Una prima manifestazione comparirà con anomalie psichiche o mentali, in seguito compariranno i sintomi fisici, nati dagli Zang, risultato, nella materialità del corpo dei disordini nella distribuzione corretta della corrente vitale.
Si cerca quindi di individuare l'origine del male e ci si preoccupa del suo propagarsi.
Quando un movimento si sregola, sopra tutto all'origine, cioè nello spirito di uno Zang, a poco a poco la vita è sottoposta ad una perturbazione i cui segni sono visibili, descrivibili e si arguiscono le irregolarità più profondamente nascoste.
Il fatto che il malessere o la malattia sia collegato con altri elementi fa si che effetti perversi si trasmettano anche agli Spiriti di altri Zang.

 

Il cuore in preda all'ansia e ai pensieri

L'attacco tocca la più profonda tesaurizzazione del cuore: i suoi Spiriti che gli permettono di essere il maestro delle circolazioni e delle diffusioni.
Il Fuoco che arde nel cuore non è più che debole brace, incapace di animare.
Il movimento del Fuoco che tira verso l'alto è indebolito, quindi la forza della vita è rilasciata e le essenze non sono solidamente e correttamente trattenute, in questa situazione Cuore e Reni non comunicano più. Quando il Cuore è divenuto debole, timoroso e impacciato, paura e timore vi si installano e portano attacco alla forza dei Reni, così essi non esercitano più la loro funzione di contenimento, non vi è più fermezza nel raccogliere e nel custodire.

Vi sono poi anche sintomi di dimagrimento, poichè il Cuore è vuoto la Milza è debole
essendo figlia del Cuore.
La forza di espansione del Fuoco che sostiene il movimento di distribuzione del nutrimento nello spessore della carne, il movimento Terra, proprio della Milza, in caso di debolezza, essa non ha più la forza di distribuire, trasformare e assimilare le essenze nutritizie liberate dalla digestione.
La Milza è attaccata da ciò che dovrebbe dominare, i Reni che sono il movimento Acqua.
La Milza grazie alla sua capacità di trasformare e integrare l'umidità del corpo, modera ed equilibra i liquidi sotto l'obbedienza dei Reni ma in questo caso l'Acqua si rivolge contro di lei, la lede e indebolisce ancora di più. Dall'altro canto la forza dei Reni diminuisce anch'essa.
Presa tra la perversione del movimento Fuoco e Acqua, il movimento Terra ( Milza ) come potrebbe resistere?

Naturalmente la distruzione della forma corporea visibile nel dimagrimento è consecutiva alla perdita di vitalità.

Torniamo al concetto della perdita di sé.
Ognuno ha un centro, un Cuore ispirato, ognuno esiste come persona, come un io.
Qui siamo in una situazione di perdita e di straripamento, le Essenze sono in fuga; gli Spiriti vacillano sotto lo shock delle emozioni, dell'apprensione e dei pensieri, c'è uno spossessamento della persona: si perde il possesso di se stessi.

 

La milza in preda all'oppressione e alla pena 

Si può facilmente capire come la Milza, che ha il compito di distribuire armoniosamente l'energia (Qi) dal centro distributore, possa essere facilmente colpita da un'emozione e bloccare il flusso del Qi stesso. L'oppressione può difficilmente essere attribuita ad uno Zang in particolare.

Essa è spesso in relazione con il Polmone, quando esso si cura di raccogliere, di far pressione sui liquidi per abbassarli, di rappresentare l'autunno, l'emozione dell'oppressione quando si esaspera rende patologica questo tipo di energia e di fase
( Metallo ).

Ma questa emozione è anche la reazione che parte dal Cuore perchè esso è privo della libertà della comunicazione e reagisce con disagio, ciò vuol dire che il cuore si opprime quando non può dispiegare interamente il suo Fuoco.

Si trova anche legata al Fegato, essa non gli permette di proiettare in avanti il movimento della vita.
Diviene disturbata l'energia dei sentimenti, non vi è più armonia psicologica e fisiologica.

Gli effetti di questo squilibrio ci appaiono in ciò che comunemente chiamiamo "sfera psicologica"..... come potrebbe il proposito mettere radici e formarsi?
Come potrebbe il Qi della Milza mettere ovunque ordine e armonia?
Se il proposito che è lo Spirito della Milza è assente o leso come gli scambi tra i differenti aspetti della vita potrebbero avvenire armoniosamente?
Non può esserci che turbamento e disordine, quando il proposito vacilla, la persona è disorientata, turbata ed in completo stato confusionale.
Niente di più destabilizzante che il disordine che si introduce nell'attività di un uomo deconcentrato.
Non si sa più che cosa fare, si è incapaci di movimenti corretti, il disagio si ripercuote sulla mente, che non più nutrita dagli apporti della Milza, non si muove più velocemente e potentemente.

Mancando la forza del proposito, non manca solo la forza fisica ma la coscienza da cui dipende un chiaro proposito, e la capacità di generare una volontà. 

 

Il fegato in preda alla tristezza e all'afflizione

Quando vi è tristezza l'energia scompare, il sistema di connessione del Cuore si chiude, il Polmone si dilata, il Triplice Riscaldatore non assicura più le libere comunicazioni, l'energia nutritiva (Iong Qi) e difensiva (Wei Qi) non si diffondono, e il calore rimane al centro.

Bloccata al riscaldatore superiore, cioè nella parte superiore del tronco sotto al diaframma
il Qi genera calore e congestione.
La distribuzione del Qi a partire dal centro del petto e del Polmone non è più garantita. Ma la tristezza tocca anche il Cuore, Cuore e Polmone formano il TR Sup. così non garantiscono più la comunicazione del Qi con altri organi.

La tristezza in questo contesto porta attacco al Fegato, perché il Qi eroso interiormente priva il Fegato del dinamismo necessario al suo buon funzionamento.  La tristezza si oppone allo slancio gioioso verso la pienezza che è propria del Fegato, è un rifiuto; contraddice il desiderio di andare avanti. La tristezza che rifiuta la vita, trascina con sé l'afflizione che si manifesta in gemiti e grida di dolore.
L'essere umano invece di distendere in ogni direzione la propria energia, la rivolge con impeto verso se stesso e aggredisce il suo interno, da qui la follia che va fino al furore, alla rabbia associata allo smarrimento.
Quando un Fegato è malato la persona non solo è folle ma distrugge la propria personalità: Vi è un sano modo di essere folli e dimentichi, cioè eccentrici e vi è una reale follia mortale che è l'involuzione.La Vescicola Biliare, l'aspetto più Yang e più maschile del Fegato, è implicata perchè non garantisce più la rettitudine e la correttezza dei comportamenti.

Quando vi è tristezza afflizione e pena, il Cuore si agita, allora i cinque organi ( Zang ) ed i sei visceri ( Fu ) sono sconvolti, lacrime e secrezioni nasali fuoriescono, e questa dispersione è un impoverimento delle Essenze. Si vede qui un rapporto molto stretto tra i sentimenti di tristezza, afflizzione e lo scorrere delle lacrime, questo fenomeno è legato al cervello, perchè esso è ricco di Essenze, particolarmente sotto forma di liquidi, in comunicazione con gli orifizi superiori della faccia ( occhio, naso, orecchio). 

Il cervello è percorso dal meridiano legato al Fegato e all'occhio, l'orifizio proprio del Fegato, è anche un punto di arrivo del meridiano legato al Cuore. Troppe perdite indeboliscono l'equilibrio generale del corpo e la sua ricchezza Yin, di Essenze e, si resta senza Essenza e vitalità.
La vita profonda del cervello mediatore della coscienza e conoscenza sono dunque lese
da queste emozioni.

Il Fegato è implicato a più titoli: tesaurizza il sangue, cioè regola la quantità di sangue da custodire come riserva o da liberare nel corpo, per uno sforzo muscolare, per i mestrui, etc.
Da l'impulso per la circolazione o l'emissione, fino alla fuoriuscita del corpo; a questo titolo partecipa alla regolazione degli orifizi inferiori. Privato di Essenze di Yin, per controbilanciare il suo dinamismo maschile, il Fegato si infiamma e genera un calore che produce queste circolazioni scorrette di sangue nel basso ventre. Il sistema muscolare è centrato sull'apparato genitale o apparato Yin.
Avendo il dominio sull'apparato muscolare, gli da il dinamismo ed il vigore che fa la forza del movimento, nello stesso tempo in cui libera la quantità di sangue richiesto dal muscolo per lo sforzo.
Se le Essenze sono prosciugate a livello del Fegato, non vi è abbastanza sangue per irrigare i muscoli; si presenteranno così contratture e tumefazioni.
La zona centrale, nel basso ventre, nella regione del perineo, è percorsa dal meridiano del Fegato che sottende la muscolatura degli organi genitali. Proseguendo con la descrizione del meridiano l'immobilizzazione delle ossa che si trovano sotto le ascelle è una conseguenza della retrazione dell'apparato Yin e della contrattura muscolare.
Essendo la zona dove si trova il Fegato l'attacco è al suo punto estremo di involuzione.
Si può aggiungere che le ossa sono chiamate in causa in questa stessa ottica perchè più profonde dei muscoli, essendo legate ai Reni " madre " del Fegato, fanno affidamento alle Essenze dei Reni per mantenere forza e mobilità.

 

Il polmone in preda all'allegria e alla gioia

Qual'è il problema dell'allegria e della gioia?
L'essere eccessive, senza limite, quando l'uomo desidera averne sempre di più.
Se nulla vi si oppone si ha uno sviluppo incontrollabile in tutte le direzioni. E' un'eccitazione che fa saltare, fondere i punti d'appoggio della vita, degli Spiriti; le basi sono trascinate via dal movimento smodato verso l'esterno. I comportamenti naturali e istintivi della vita sono pervertiti, si intende che, l'individuo scappa da se stesso, e la crisi diventa; crisi d'identità. 

 

Quando il Po è stato colpito trasmette il colpo ricevuto al proposito.
E' senza dubbio la vicinanza del Cuore e del Polmone che spiega, non solamente la demenza, ma l'attacco al proposito.
Il Cuore si agita per l'allegria e per la gioia, sue proprie emozioni, risente dell'eccitazione del Qi nel Polmone, non fissa il proposito, non riconosce più ciò che per lui è buono e conforme.
Se il Cuore non si calma, non si applica, non vi è proposito reale, ma delle successioni di propositi inconsistenti, che falliscono presto.
Ciò che è senza proposito non può rimanere nell'individuo, perchè il proposito è la base della continuità.
Non vi è più l'adesione delle anime corporee alle anime spirituali.

Nel caso del Fegato in preda alla tristezza e all'afflizione, la forza dello Yang deriva dal blocco e dal bruciare delle Essenze e lo Yang rivolge la sua potenza contro la vitalità interna.
Nel caso del Polmone in preda alla gioia, la forza dello Yang trascina tutto verso l'esterno, bruciando la propria vita da ogni lato.
Quando il proposito è incapace di servire da matrice al volere ed al pensiero, di riconoscere e considerare esseri e cose, si verifica un comportamento scorretto che considera le relazioni una presa in giro e che squilibra il rapporto con " l'esterno "
il proposito ignora " l'altro ", ed è la fine delle relazioni che costituiscono l'uomo.  

 

I reni in preda alla collera che gonfia

La collera violenta porta tutto verso l'alto, in una controcorrente che vuota il basso.
Il Qi e il sangue si affollano in alto, viene esercitata una pressione, trasversalmente, verso gli organi situati sul passaggio di questa controcorrente: può trattarsi di visceri situati nel riscaldatore medio ( milza stomaco ) nel riscaldatore superiore ( cuore e polmone ).
La memoria è un movimento che da un vertice fiorente e ben regolato, precipita nelle profondità e si collega con il basso.
La qualità del Cuore che sta in alto evita le deformazioni, il legame con la Milza che si trova al centro, fa emergere gli elementi da rendere attuali le interconessioni.
La relazione che va fino ai Reni assicura la continuità della vita e la perpetuazione ben costruita di una memoria.
Tant'è vero che una civiltà o una una persona si sviluppa per la fedeltà alla propria memoria e per la tensione a farla vivere.
Radicata nel volere, arricchita dal proposito, illuminata dagli Spiriti del Cuore, la memoria corre sull'asse centrale della coscienza, dell'orientamento della vita, del possesso di se.
A causa della collera che gonfia, i Reni sono trascinati senza che si possano fermare o senza che si fermino da soli.
L'attacco all'istanza specifica dei Reni, il volere, produce la discontinuità della personalità.
Ristabilire i Reni significa restaurare la coscienza di sè, necessariamente e immediatamente.
Per essere uomo, bisogna mantenere nella memoria l'uomo che si è stati.
Bisogna sopratutto conservare le qualità dell'uomo che si esprime tramite ciò che dice.
La parola viene dal Cuore, l'espressione completa di se sta nella parola di un uomo che ispira affidabilità e sicurezza.
Come ci si potrebbe fidare di chi ha già perso da solo il rapporto creatore della personalità che unisce l'uomo alla sua espressione?
Tutto questo è compito della volontà che sta nei Reni.
Guai all'esagerazione, forza apparente, reale debolezza rivolta verso di sè,
guai alla collera, rivolta il più delle volte verso gli altri.
La collera che gonfia è la trappola; aumenta da sola, nello stesso modo e per la stessa ragione per cui l'allegria si autocompiace e si esalta e per cui la gioia vorrebbe diventare ogni giorno più grande.

La differenza dei termini è interessante:

- Il Polmone ha a che vedere con la diffusione nell'immensità; per questa ragione, ciò che lo turba ha tendenza a riempire il cosmo come un gas che si espande. L'esaltazione propria del polmone è dunque detta " senza limiti ".

- I Reni hanno a che fare con lo scorrere della sorgente nascosta della vita che scorre e vuole scorrere indefinitamente, senza esaurirsi in modo sconsiderato.
Gli effetti di indebolimento dei Reni si riversano sulle ossa e, più in particolare sul luogo eminente di comando che si trova nella regione lombare e, oltre, su tutta la colonna vertebrale.
Se i Reni si vuotano, le loro Essenze non possono più nutrire e ricostruire le ossa, nessun movimento è più possibile, più nessuna agilità.
Questo si lega bene con quello che si è detto della collera, si reputa che essa irrigidisca e non dia agilità, che faccia immobilizzare sulle proprie posizioni.
Il volere fa muovere l'Essenze senza rigidità, ma con agilità in tutti gli atteggiamenti per sostenere il pensiero senza irrigidimenti.
Il volere è la forza profonda, la strutturazione mentale che si esprime in modo più fisico attraverso le ossa.
La collera svuotando il basso, porta attacco sia al volere che alle ossa, impoverendo le Essenze.

Collera: ed ecco il Qi che sale in contro corrente e, quando si intensifica vi è obbligatoriamente disordine; da qui il turbamento e fuorviamento non controllabile.  La collera è fondamentalmente un volere del Fegato, ma essa porta attacco anche ai Reni, perché Fegato e Reni sono madre e figlio e il loro Qi è in reciproca comunicazione. 

 

La paura e il timore attaccano le essenze

Le cinque proposizioni mostrano l'attacco agli Spiriti, al Qi alle Essenze, tramite la presa di possesso, da parte di un'emozione, di uno dei cinque Zang.

Come conclusione dell'insieme, abbiamo la presentazione dell'attacco diretto alle Essenze in se stesse, Paura e terrore spaventano gli Spiriti che si disperdono...Cuore e Reni ricevono l'attacco. In caso di paura, il Qi discende e sprofonda, è per questo che vi è un attacco alle Essenze.
I Reni reggono le ossa, quindi in caso di attacco alle Essenze, le ossa sono indolenzite.

Le Essenze del Fuoco fanno gli spiriti;
Le Essenze dell'Acqua fanno il volere.
Ciò di cui si è parlato;
Hun, Po, volere, proposito,
tutto questo si radica nelle Essenze e negli Spiriti del Cuore e
dei Reni per essere prodotto.
E' per questo che apprensione e ansia, pensieri e preoccupazioni
portano attacco agli Spiriti.
Ma la paura ed il timore tali da non potersene liberare
portano attacco alle Essenze.

Non si potrebbe dire più chiaramente che Cuore e Reni sono attaccati, che paura e timore fanno vacillare le basi dell'essere fino a far perdere la solidità della vita, delle Essenze prime, la dove sono tesaurizzate e attive fin dall'origine, da cui un essere entra nella vita e decide il suo destino, il suo compito: Mingmen, è l'altra funzione dei Reni. Continuamente nella vita di un essere, i cinque Zang vivono sotto l'autorità sel Cuore e dei Reni, se l'attacco va sino alle Essenze originali viene attaccata la profondità della vitalità.

Se l'attacco è portato contro le Essenze originali " l'Acqua originale " accade che  "il Fuoco originale " viene indebolito, perchè l'origine è sempre un legame armonioso di Yin e di Yang, di Acqua e Fuoco.
Se il Fuoco del Mingmen è indebolito non pùò espandersi dappertutto.
La più alta manifestazione della vita individuale, dipende dall'incontro dell'Acqua e del Fuoco, l'incontro dell'alto e del basso, modello della relazione perfetta, essenziale e ispirata.

 

La degenerazione a lungo termine del flusso del Qi

In tutti i casi che abbiamo visto, sotto il colpo di un'emozione violenta, si può arrivare alla morte in modo brusco.
Nel caso delle Essenze, si tratta di una lenta alterazione in se stessi, di una deviazione delle sostanze vitali, si ha la tendenza a divenire, spaventati, inquieti, eccitati, assillanti, poco affabili. 

Poco alla volta la programmazione ben regolata di tutte le distribuzioni che fanno la vita sia fisica che psichica, si squilibra, si disorganizza,
qualcosa va troppo in fretta, troppo in alto o troppo in basso, o troppo lentamente,e gli scambi di energia sottile ne soffrono.
Si finirà per morirne, anche se in apparenza si muore di questa o di quella malattia, generata alla lunga dalla deviazione del Qi.

 

A cura di Daniela Chiarotti

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