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SHIATSU: COS'È IL METODO NAMIKOSHI

Lo shiatsu è una efficace tecnica di manipolazione per la salute naturale. Ma quanti tipi di shiatsu ci sono? E quali sono le caratteristiche? Scopriamo il metodo Namikoshi.

Shiatsu e stili

Lo shiatsu viene percepito, da chi non ne conosce le origini e le tecniche, e che si approccia per la prima volta a questa tecnica manuale come unico: un massaggio del corpo che si applica secondo i principi della medicina tradizionale cinese.

In realtà esistono diverse scuole di shiatsu, e ciascuna presenta una propria particolarità sostanziale.

Tutti gli stili di shiatsu operano sul corpo fisico per riequilibrare lo scorrimento dell'energia vitale qi, responsabile del benessere e della salute.

Un buon qi è quello che scorre liberamente secondo la direzione e la qualità che ciascun canale energetico gli attribuisce. Quando il qi ristagna, o si fa troppo impetuoso, perdendo il proprio equilibrio, ecco che anche il corpo ne manifesta gli effetti.

Tokujiro Namikoshi fu il primo a raccogliere le informazioni antiche e frammentarie riguardo le varie tecniche manuali di massaggio e manipolazione allora esistenti, organizzandola poi in maniera più razionale e chiara.

 

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Shiatsu metodo Namikoshi

Il maestro Namikoshi organizzò il proprio lavoro intorno alle basi della medicina tradizionale cinese, dando particolare attenzione alla risposta fisica, neurologica, muscolare e ormonale conseguente le pressioni su determinate aree.

Le principali differenze tra lo shiatsu metodo Namikoshi e gli altri tipi di shiatsu sono:

> particolare attenzione agli tsubo: Namikoshi si concentra nel trattamento di specifiche aree e dei singoli punti dei meridiani da lui tracciati sul corpo umano. La localizzazione precisa degli tsubo è molto importante nel trattamento di questo tipo di shiatsu, poiché ciascuno tsubo ha caratteristiche diverse e funzioni diverse;

> dislocazione dei meridiani: gli tsubo vengono organizzati per appartenenza a meridiani, che però coincidono solo in parte con il sistema di meridiani della medicina tradizionale cinese.

Gli tsubo si collocano sui principali rami nervosi, lungo i vasi della circolazione sanguigna e linfatica, sulle maggiori fasce muscolari, e in corrispondenza di ghiandole;

> il trattamento si concentra sulla risoluzione della manifestazione fisica dello squilibrio, tralasciando l'aspetto energetico e psicologico: obiettivo del trattamento è quello di stimolare la forza di autoguarigione del corpo, in modo che l'anatomia e la fisiologia vengano ristabilite nelle loro corrette funzioni.

Le qualità energetiche più sottili, quelle legate agli stati emotivi, non vengono prese direttamente in considerazione;

> uso delle mani: Namikoshi prevedeva l'utilizzo della pressione esercitata soltanto dal pollice e qualche volta dal palmo delle mani. Questo principalmente per poter dare un indirizzo preciso sui punti dell'azione del trattamento.

La pressione doveva essere perpendicolare e progressiva, ferma e penetrante. Altre scuola di shiatsu utilizzano il gomito, i piedi e le ginocchia, e possono eseguire manovre meno statiche della pressione con l'intento di disperdere o tonificare il qi;

> la sequenza del trattamento è codificata precisamente: il trattamento si articola sempre secondo una sequenza di pressioni successive che hanno lo scopo di riequilibrare il sistema. L'insistenza sui punti dolenti, così come su particolari aree o tsubo, viene integrata nella sequenza;

> la diagnosi viene fatta durante il trattamento: il trattamento ha lo scopo di riequilibrare ma anche di ottenere direttamente quelle informazioni utili all'operatore per indirizzare meglio il proprio intervento.

 

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Foto: microgen / 123rf.com

 

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