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TACHICARDIA VENTRICOLARE: SINTOMI, CAUSE E RIMEDI

Con la tachicardia ventricolare non si scherza: palpitazioni, abbassamento di pressione improvvisa, svenimento, sono sintomi che devono allertare chiunque e possono segnalare patologie a carico del cuore.

Cosa succede al nostro cuore quando inizia a battere all’impazzata e ci sembra sia salito in gola? Dobbiamo preoccuparci? Stiamo per morire?

Quando il cuore bussa dobbiamo aprire, non possiamo ignorare il campanello! In altri termini, con il cuore non si scherza e lasciamo perdere autodiagnosi, rimedi fai da te e il “poi passa”.

 

Senza ingenerare allarmismi è assolutamente necessario rivolgersi al medico, senza procrastinare, che valuterà di che tipo di tachicardia si tratta e ci indirizzerà in tempi rapidi allo specialista per una cura tempestiva e risolutiva, soprattutto se si tratta di tachicardia ventricolare!

 

I Sintomi della Tachicardia Ventricolare

La tachicardia ventricolare è un’aritmia cardiaca che si manifesta con un aumento della frequenza, fino a raggiungere picchi di 200 battiti al minuto. La sensazione è il classico cardiopalmo, con palpitazioni, respirazione difficoltosa, fiato corto, ansia, possibili vertigini, abbassamento della pressione, sincope. La durata di questo processo di aritmia può variare in base alla gravità della tachicardia, fino a 30 secondi oppure prolungarsi qualche secondo in più.

Può insorgere improvvisamente senza preavviso e terminare nello stesso modo. In certi casi, soprattutto in chi è affetto da patologie cardiache per le quali è in cura, può presentarsi invece in modalità graduale.

Insomma non sono sintomi di cui non tenere conto, quindi ricorriamo al pronto intervento sanitario senza pensarci troppo.

 

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Le Cause della Tachicardia Ventricolare

Ma cosa succede allora al nostro cuore per impazzire così all’improvviso facendoci spaventare tanto da togliere il fiato? Meccanicamente sappiamo che il nostro cuore funziona attraverso contrazioni e distensioni: è una pompa e come tale si comporta per consentire la gittata sanguigna.

L’impulso nasce regolarmente in sede atriale e il ventricolo si contrae per spingere il sangue in circolo. In caso di tachicardia ventricolare queste contrazioni subiscono delle modificazioni: può accadere che gli impulsi si palesino anche al di fuori dell’atrio, sono infatti definiti “extrasistoli”, e alterano il ritmo delle contrazioni ventricolari, disperdendo la forza di gittata.

La conseguenza è che tessuti, organi e il cuore stesso non ricevono più la giusta quota di sangue ossigenato e l’attività di pompaggio degenera gradualmente.

Quali sono le cause di questi “colpi a vuoto” del ventricolo?

  1. Cardiopatie: patologie disfunzionali del cuore a carico delle coronarie (a volte ci sono stati infarti del miocardio non diagnosticati), a carico del miocardio, il cuore in quanto muscolo può essere sottoposto a infiammazioni e/o a carico delle valvole cardiache, l’insufficienza mitralica
  2. Alterazioni elettrolitiche: la nostra pompa funziona con impulsi elettrici grazie alla presenza di ioni positivi e negativi che determinano la contrazione muscolare. Gli ioni di cui disponiamo sono i più comuni sali minerali quali potassio, magnesio, sodio e calcio che devono muoversi in equilibrio e si comportano da elettroliti. Eventuali squilibri determinano:

> Ipopotassiemia: carenza di potassio che porta disordini cardiaci, crampi muscolari, stanchezza, ipoventilazione

> Ipomagnesiemia: carenza di magnesio, che porta aritmie, tremori, ipertensione, sbalzi d’umore, insonnia

> Ipocalcemia: disequilibrio tra la frazione libera e quella legata di calcio che porta ad aritmie, crampi muscolari, formicolii, restringimento della laringe.

 

I Rimedi per la Tachicardia Ventricolare

Come già anticipato di fronte a sintomi così importanti e a una diagnosi di questo tipo si deve ricorrere all’intervento di cure sanitarie specifiche.

Anche in pazienti sani, che non riportano di patologie cardiache, sono necessarie cure specialistiche.

Addirittura in caso di tachicardia ventricolare persistente vengono attivati presidi che prevedono la somministrazione di farmaci antiaritmici, di betabloccanti per rallentare il ritmo e in alcuni casi di defibrillazione, una scarica elettrica che va a regolare il battito.

 

In naturopatia possiamo agire in campo preventivo, con alcune semplici linee guida legate ad un corretto stile di vita:

> Alimentazione varia ma completa, in un regime bilanciato di carboidrati, proteine animali e vegetali, frutta e verdura.
> Abolizione di fumo, caffè e superalcolici, via libera a un bicchiere di vino rosso ricco di resveratrolo 2/3 volte a settimana, senza eccessi.
> Camminate all’aria aperta a passo sostenuto.
> Periodica integrazione di sali minerali come magnesio e potassio, soprattutto nei cambi di stagione.


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