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SENSIBILITÀ AI CARBOIDRATI, LO STUDIO

Un tema che sta animando anche gli studi scientifici. Andiamo a conoscere cosa è la sensibilità ai carboidrati e lo studio e i dati analizzati.

Un recente studio scientifico ha riportato correlazioni importanti tra la sensibilità al gusto del carboidrati con l’associazione alla presa dell’amido e alla misura della circonferenza della vita negli adulti.

Un'affiliazione di numerosi autori ha eseguito questo studio insieme a gruppi di ricercatori della Deakin University e dell'istituto di attività fisica e nutrizione in Australia. La revisione dello studio è avvenuta a settembre 2017 ed è stata appunto confermata come studio sulla sensibilità ai carboidrati.

L’obbiettivo era quello di indagare le associazioni che possono esserci tra la sensibilità dei carboidrati complessi con l’assunzione di alimenti negli adulti e la loro antropometria cioè la circonferenza della vita.  

Gli studiosi hanno voluto indagare proprio su questa correlazione perché altri recenti studi hanno fatto pensare che la variazione della sensibilità dei carboidrati complessi possa influenzare la scelta per il consumo di cibo. Inoltre sembrava anche che la percezione dei carboidrati complessi e quella per i carboidrati semplici siano indipendenti una dall'altra.

 

Lo studio in dettaglio

In questo studio sono stati somministrati oralmente dei carboidrati complessi come le maltodestrine e l’oligofruttosio e successivamente sono state rilevate le soglie di sensibilità per questi carboidrati. I soggetti coinvolti erano 34 persone di cui 18 donne e 16 uomini adulti.

Di queste persone sono stati rilevati i dati specifici di peso, altezza e circonferenza della vita che viene indicata con la sigla WC. Inoltre ogni soggetto ha tenuto un diario alimentare dove annotare cosa mangiava durante la giornata e un questionario che serviva per individuare la frequenza del cibo mangiato.

I numeri rilevati e le misurazioni della sensibilità ai carboidrati complessi sono risultate significativamente correlate al consumo di energia della circonferenza della vita (WC) con l’alimentazione e l’assunzione di amido. I soggetti che erano più sensibili ai carboidrati avevano maggiore sia la circonferenza della vita che l’indice per l’assunzione di amido.

In conclusione si è potuto dimostrare l’ipotesi iniziale secondo cui la sensibilità ai carboidrati complessi influenza sia la circonferenza della vita che la scelta per consumo di alimenti negli adulti.


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Ma cosa è la sensibilità ai carboidrati?

Quando mangiamo pane, patate e cerali raffinati stiamo assumendo carboidrati complessi che contengono quindi amidi. Mentre quando mangiamo una torta, dei biscotti o altri dolci che essenzialmente contengono zucchero stiamo assumendo carboidrati in questo caso più semplici rispetto alla forma dell'amido.

Entrambi questi zuccheri ed amidi vengono trasformati dal nostro corpo per essere utilizzati come energia e quando sono in eccesso vengono depositati come sostanze di riserva nelle parti più grasse del nostro corpo.

Per fare questo processo ogni volta che ingeriamo carboidrati il nostro corpo deve produrre insulina e cominciamo quindi a parlare di sensibilità ai carboidrati quando i livelli di glicemia sono esagerati dopo i pasti e quando il corpo comincia ad andare sotto stress per la continua richiesta di insulina.

Quando l’insulina non è più molto efficacie a causa di picchi troppo elevati e troppo frequenti cominciamo ad avere problemi nel corpo che possono arrivare persino a forme di diabete.

Generalmente comunque un corpo dopo l’ingestione di una grande quantità di carboidrati un’appropriata quantità di insulina che però proprio per questa sensibilità può diventare una richiesta di insulina troppo alta e frequente. L’insulina è necessaria al corpo perché svolge la funzione di permettere l’ingresso dello zucchero che è circolante all’interno delle cellule.

Questo processo viene chiamato metabolismo cellulare e se avviene troppo spesso e troppo rapidamente porta a due conseguenze: una la riduzione repentina di zucchero nel sangue con possibilità di sintomi quali irritabilità, mal di testa, stanchezza e confusione e secondo viene spinto il corpo ad immagazzinare sostanze invece di continuare nei processi di combustione e utilizzo dei grassi.

Mantenere quindi corretti livelli di glicemia e di conseguenza una richiesta di insulina adeguata sono sicuramente i punti fondamentali per ridurre la sensibilità ai carboidrati.

 

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