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QUANTO ALCOL SI PUÒ CONSUMARE SENZA METTERE A RISCHIO LA SALUTE?

Uno studio recente mette in guardia riguardo al consumo di alcol e ai rischi per la salute. I limiti ritenuti finora “sicuri” sarebbero comunque troppo alti.

È stata pubblicata sul Lancet, una delle più autorevoli riviste mediche, la ricerca che mette in guardia sul consumo di alcol e ne sottolinea i rischi per la salute.

Lo studio ha analizzato i dati di circa 600.000 bevitori in 19 Paesi ad alto reddito, tra cui l’Italia.

La conclusione è stata che i limiti fissati per il consumo “sicuro” di alcol sono comunque troppo alti. Gli autori, infatti, hanno evidenziato come un consumo settimanale superiore a 100 grammi incida negativamente sull’aspettativa di vita.

100 grammi di alcol corrispondono a 12,5 unità alcoliche che si traducono in 5 o 6 bicchieri di vino o boccali piccoli di birra; un quantitativo pari a circa la metà dei limiti raccomandati in Italia, Spagna e Portogallo.

I limiti ritenuti sicuri negli Stati Uniti sono addirittura più elevati, mentre sono allineate a questi dati le nuove linee guida inglesi sul consumo di alcol, che consigliano di non superare i 6 bicchieri a settimana.

I soggetti inseriti nello studio non avevano problemi cardiovascolari; è stato valutato il rapporto tra consumo di alcol e mortalità per tutte le cause, malattia cardiovascolare severa e patologie cardiovascolari in generale.


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I risultati dello studio sul rapporto tra consumo di alcol e mortalità

Un consumo di alcol superiore a 100 grammi a settimana, secondo i risultati dello studio, si associa a un rischio più elevato di ictus, malattia coronarica ad accezione dell’infarto miocardico, insufficienza cardiaca, patologia ipertensiva fatale, aneurisma aortico mortale.

Fa eccezione, appunto, l’infarto miocardico in cui si è registrata un’inversione di tendenza in quanto, sempre secondo gli esiti della ricerca, si è registrato un rischio leggermente più basso in coloro che avevano dichiarato un consumo superiore a 100 g a settimana.

Ma il dato più interessante è forse quello che riguarda l’aspettativa di vita in generale: rispetto a coloro che avevano dichiarato di aver consumato da 0 a 100 grammi di alcol a settimana, i soggetti che avevano sostenuto di bere da > 100 a ≤200 g a settimana, da > 200 a ≤ 350 g a settimana, o oltre 350 g a settimana avevano una minore aspettativa di vita a quarant’anni di circa 6 mesi, 1-2 anni o 4-5 anni, rispettivamente.

 

Dunque, alcol sì o no?

L’annosa questione di alcol sì, alcol no è oggetto di discussione da diversi anni ormai. Per molto tempo si è sostenuto che un consumo moderato di alcol si associa a un minore rischio cardiovascolare, soprattutto se parliamo di vino rosso, preferibilmente giovane e, naturalmente, di buona qualità.

Alcuni studi, in seguito, hanno cominciato a mettere in discussione questo concetto, ma soprattutto non si è ancora arrivati a capire le associazioni dose-risposta del consumo di alcol con le varie tipologie di malattia cardiovascolare.

Questo studio è dunque interessante perché fissa un limite preciso, usando un campione piuttosto ampio di bevitori senza precedenti patologie cardiovascolari. I dati ottenuti supportano l’adozione di limiti inferiori di consumo di alcol rispetto a quelli raccomandati nella maggior parte delle linee guida nazionali attuali.

E allora alla domanda: "alcol sì o no?" potremmo rispondere sì, quando è un piacere e si limita a quantità molto contenute; no se si esaagera, soprattutto quando diventa un vizio.

 

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Foto: ldprod / 123RF Archivio Fotografico

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