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LA VISIONE PSICOSOMATICA DELLA GASTRITE

La gastrite è un disturbo molto diffuso e spesso si manifesta nei cambi di stagione o in momenti di stress. Non sempre però ha origini solo fisiche, ma può essere la somatizzazione di alcune condizioni emotive trattenute.

La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco, che entra in diretto contatto con ciò di cui ci alimentiamo.
Il bruciore è generalmente il sintomo avvertito. Un fuoco interno che spesso ci debilita talmente tanto da non riuscire nemmeno a bere un bicchiere d’acqua.

Il fuoco che abbiamo dentro è proprio il simbolo che ci può illuminare sul significato della gastrite e sul perché si presenta.


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Lo Stomaco, il grande alchimista

Nel nostro stomaco fisiologicamente avviene un processo molto importante di digestione degli alimenti, di scissione e selezione dei nutrienti che vengono poi assorbiti e indirizzati ad altri sistemi.
Lo stomaco effettua quindi un’operazione alchemica di separazione, del pesante dal leggero, del piccolo dal grosso, del necessario dallo scarto.

Pensiamo a un pasto completo composto da antipasto, primo secondo, contorno, frutta, dolce, bevande….aiuto! Il nostro stomaco deve attivare tutte le sue energie per smistare, sintetizzare, selezionare, digerire alimenti di genere diverso, con principi, nutrienti enzimi che possiedono tempi e combinazioni differenti. E’ un lavoro che richiede molto sforzo, che richiama sangue, ecco perché dopo pasti così ricchi ci sentiamo stanchi e avvertiamo una leggera diminuzione della temperatura corporea.

Analogicamente ciò che introiettiamo ad un livello più sottile, come preoccupazioni, emozioni, ansie, rabbie, disappunti, stress, trova come suo organo bersaglio proprio lo stomaco e se non abbiamo integrato, accettato, digerito quindi ciò che abbiamo vissuto o subito, possono manifestarsi disturbi a questo livello di natura psicosomatica.

Quindi i disagi a carico dello stomaco, il grande alchimista del nostro organismo, stanno ad indicare in generale una condizione di repressione di un’emozione, qualcosa di non espresso, non detto, non lasciato fluire liberamente. Questa condizione di “non digestione” dell’emozione porta a un conflitto psicofisico: la nostra mente rispecchia sul corpo il dissidio e accende un sintomo nel organo di riferimento.

 

 

La gastrite: un fuoco fatuo

Bruciore di stomaco, reflusso gastrico, difficoltà a digerire possono essere generate da una tendenza a rimuginare pensieri, a non esprimere esplicitamente ciò che si prova. Anche le difficoltà di adattamento, di accettazione, come un boccone amaro che non va né su né giù sono fonti di irritazione. E la gastrite è un fuoco che arde nel nostro stomaco, lo chiude, impedisce di alimentarsi, di digerire.

La produzione eccessiva di acido è un modo per cercare di bruciare, eliminare il problema, ma in realtà è un accrescere in una sorta di circolo vizioso il senso di repressione e disagio.

Come possiamo allora uscire da questo percorso chiuso? Cerchiamo una valvola di sfogo, un modo per smorzare l’incendio che abbiamo dentro, un’attività che interrompa il flusso del rimuginare, che indirizzi il pensiero altrove.
L’attività fisica può essere un canale di modulazione: correre, camminare, dedicare del tempo ad esercizi all’aria aperta rinnova l’ossigenazione dei tessuti, apre la mente, distoglie il pensiero, e da libero sfogo a emozioni represse, trattenute. Spesso infatti in caso di gastrite da ansia alcuni rimedi tampone risultano inefficaci e si devono trovare chiavi di lettura diverse per affrontare il disagio, che possono lavorare in maniera integrata e sinergica.

Ricordiamoci sempre che l’uomo è un insieme armonioso di corpo, mente ed emotività e questi elementi sono concatenati a livello chimico, fisico e spirituale.

Laddove nasce un trauma si crea una disarmonia che influenza gli altri livelli e si manifesta nel tempo. Abbiamo molti strumenti a nostra disposizione per poter attivare il nostro benessere, dobbiamo solo imparare ad ascoltare il nostro essere nella sua complessità.

 

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