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RITENZIONE IDRICA: COSA FARE?

Stretching, idratazione ed esercizi per esprimere la propria volontà e i propri desideri sono metodi infallibili per curare la cellulite e ritrovare il benessere dei tessuti

Il nome "cellulite" esprime a pieno uno stato infiammatorio che interessa i tessuti.

Lo stato infiammatorio si deve a un processo di ritenzione che si protrae nel tempo provocando gonfiore e spesso estendendosi a uno stato di dolore accompagnato da un certo disagio psichico.

Vediamo insieme cosa fare in caso di ritenzione idrica, e come agire.

 

La ritenzione idrica: da cosa deriva 

Alla base della ritenzione idrica potrebbe esserci un rallentamento metabolico che può avere la sua causa su un piano fisiologico, ormonale, emotivo.

Anche il vivere una fase di ristagno, con emozioni bloccate e incapacità di esprimerle, agisce in favore di una ritenzione controproducente.

Subentra poi il valore principale: l'amore per il movimento: una vita sedentaria nuoce agli organi interni, alle articolazione e all'umore; non aiuta a liberare le proprie emozioni e costringe a un ristagno che non ha nulla a che fare con il progresso e l'evoluzione dei propri risultati motori.

La ritenzione idrica è direttamente collegata all'infiammazione dei tessuti e alla difficoltà a eliminare le tossine. Certamente le tossine derivano da come si mangia ma anche dai pensieri che si producono e dalle persone di cui ci si circonda. Il movimento è essenziale per tenere attivo il motore metabolico. Di fatto la ritenzione non è altro che una soluzione che il corpo trova per far fronte a un disordine metabolico, per "pulire" il sistema.

Esiste una ritenzione idrica alimentare direttamente legata alla dieta, una ritenzione idrica circolatoria connessa a inefficienza del sistema venoso e linfatico, una ritenzione idrica iatrogena (abuso di antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva e contraccettivi e una ritenzione idrica secondaria legata a un’insufficienza renale o cardiaca, patologie alla vescica o del fegato, ipertensione arteriosa.

 

La ritenzione idrica: cosa fare, come curarla 

Prima di tutto occorre decongestionare gli organi di depurazione adottando una dieta che vada a detosinare fortemente il corpo. Occorre anche dare il giusto apporto idrico. 

Si devono anche valutare eventuali reazioni allergiche che possono scatenare istamina e conseguente gonfiore.

Il movimento, come abbiamo detto è la chiave, a patto che non vada ad affaticare troppo il corpo. Con un personal trainer o un programma mirato che si segue con regolarità si evita il rischio di restare uguali a se stessi e si inizia a credere nelle proprie potenzialità.

Gli automassaggi sono straordinari, non solo per l'effetto della manipolazione, ma anche per il segnale che si manda all'inconscio di reale volontà di prendersi cura. Anche se non si conosce alla perfezione la mappa anatomica umana, potrebbe essere l'occasione per vedere come si collocano e dove le stazioni linfatiche, i punti di inserzione dei muscoli.

E non pensate che, per dire, agendo sulla mascella, non stiate lavorando anche su tutto il corpo. In alternativa anche sottoporsi a un massaggio linfatico da un operatore qualificato può essere una validissima soluzione. Non sottovalutate manovre leggere e quasi impercettibili: il sistema linfatico si lavora in questo modo.

Vanno benissimo anche trattamenti fitoterapici mediante assunzione di decotti e tisane con erbe specifiche come l'equiseto possono portare a risultati molto validi. 

 

Ritenzione idrica sulle gambe, i trattamenti cosmetici efficaci

 

 

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