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MAL DI TESTA E DENTI: COME SONO COLLEGATI?

Abbiamo davvero i muscoli del viso rilassati? Possibile ci sia molta tensione e non ce ne si accorga? Quanto serriamo i denti? Lo facciamo anche di notte? Un articolo che esplora la connessione tra mal di testa e denti

Continuate ad accusare dolori muscolari senza fine, indolenzimenti e fastidi a collo e spalle.

Avete mai pensato che possa trattarsi di un mal di testa collegato ai denti? Vediamo meglio di cosa si tratta. 

 

La connessione tra mal di testa e denti 

Molto spesso si accusa il mal di testa e se ne va a cercare la causa in freddate, intolleranze alimentari, problemi visivi o emozionali o stress generalizzato.

Se state soffrendo da tempo di mal di testa che sfiorano anche momenti assai acuti, conviene aprire anche la possibilità che si tratti di dolore causato da disfunzioni a livello delle arcate dentarie.

Se si sono fatte operazioni per sanare eventuali vuoti tra i denti, con protesi non abbastanza aderenti allo spazio, può insorgere mal di testa; altro caso classico è quando i denti vengono otturati male, in modo impreciso o con materiali non idonei.

Mascelle, muscoli, denti, sistema nervoso sono strettamente collegati: quando si verifica mal occlusione dei denti si possono scatenare acufeni (ronzii e fischi), sensazione di ovattamento nell’orecchio, cefalee, emicranie e dolore alla cervicale. 

Anche una postura scorretta o una masticazione solo da un lato può portare a malocclusione; oppure il famoso bruxismo notturno, che va a generare un'usura continua dei denti e ostacola l'allineamento degli stessi creando molta tensione a livello dei muscoli facciali con conseguente mal di testa determinato dal continuo serrare a livello dell'articolazione temporo-mandibolare.

Occorre sempre osservare se il mal di testa è associato a scricchiolio vicino all’orecchio o la sensazione di avere della sabbia all’interno, perché potrebbe trattarsi di mal di testa legato a una situazione poco funzionale a livello dei denti

La dentosofia è la disciplina che va a studiare la postura a partire dalla funzionalità mandibolare e dall'assetto dei denti e viceversa. 

 

Il dente del giudizio e il mal di testa 

In molti approcci, non si contempla l'ipotesi di togliere un dente del giudizio, a meno che non ci sia devvero necessità urgente e irrinunciabile connessa a stati infiammatori ripetuti.

È bene tenere presente che un dente del giudizio che cresce e si fa spazio con una certa forza può dare diversi problemi dal momento in cui inizia a farsi spazio, sin dal momento iniziale.

La crescita di un dente in contrasto rispetto agli altri va a generare un vero e proprio campo di disturbo; il primo a teorizzare questa possibilità di azione del dente del giudizio come campo di disturbo fu il Dottor Ernesto Adler, che lavorò senza sosta nella sua clinica di Lloret De Mar e trovò connessioni ad esempio tra un focus tonsillare e l'artrite reumatoide o riuscì a connettere molte forme infiammatorie gravi al dente del giudizio. Lavorò con moltissima passione ai campi di disturbo e ai focus e morì novantenne nel novembre del 1996.

In sintesi, secondo la sua teoria, nel corso dell'evoluzione la nostra mandibola si sarebbe andata riducendo con conseguente minor spazio per il dente del giudizio; irritazioni e disturbi a carico del trigemino possono essere scatenati dal sorgere di un dente del giudizio e con esse anche alterazioni a livello della funzionalità di organi interni come cuore, intestino tenue, orecchie e apparato idrico del corpo.

Adler era solito ripetere che il dente del giudizio (ottavo odontone) viene chiamato anche del giudizio in quanto ne può significare la perdita assoluta e generare una serie di disturbi locali (mal di testa appunto e anche parestesie, otite, vertigine, cefalea, perdita di forza nel braccio) e disturbi a distanza (agorafobia, claustrofobia, modifiche nel comportamento, epilessia, persino patologie psichiatriche). 

 

Mal di testa e cervicale: relazione e terapie


Per approfondire:

> Mal di denti: sintomi, cause, tutti i rimedi

 

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