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FEBBRE ALTA, ECCO COSA FARE

Che fare in caso di febbre alta? Ecco qualche consiglio, dalle buone abitudini ai farmaci utilizzati, ai rimedi per ridurne i sintomi

La febbre è una reazione dell’organismo all’attacco di agenti patogeni. È importante capirne la causa perché quando la temperatura supera certi limiti il rischio è che l’infezione sia di natura batterica e che dunque vada trattata con gli antibiotici.

Possiamo parlare di febbre alta indicativamente a partire da 39 °C, fermo restando che non tutti abbiamo la stessa temperatura basale e che non bisogna aspettare che la febbre sia particolarmente alta per ricorrere a un antipiretico, specie nei soggetti in cui l’innalzamento della temperatura corporea comporta rischi maggiori: anziani, cardiopatici, bambini piccoli, donne in gravidanza, diabetici, persone con insufficienza respiratoria.

Vediamo allora cosa fare in caso di febbre alta.

 

Cosa fare in caso di febbre alta?

In caso di febbre alta, è opportuno seguire alcune norme di buon senso, tra cui, ovviamente, stare a riposo, in ambienti non troppo caldi, né troppo freddi e con il giusto grado di umidità.

È sconsigliabile coprirsi eccessivamente ed è molto importante reidratare l’organismo, bevendo acqua, tè o tisane.

Non è invece opportuno sforzarsi a mangiare, se non si ha appetito; se invece si riesce a mangiare è consigliabile preferire alimenti leggeri e facilmente digeribili.

 

I farmaci per la febbre

Il farmaco d’elezione, cioè il farmaco principalmente consigliato per trattare la febbre, è il paracetamolo che può essere utilizzato, alle dosi adeguate, anche nei bambini e nelle donne in gravidanza.

Le persone che soffrono di patologie croniche devono comunque rivolgersi al proprio medico perché, pur essendo un medicinale tra i più sicuri, non è esente da effetti collaterali. È, inoltre, molto importante non superare le dosi consigliate.

Esistono altri farmaci che si possono utilizzare in caso di febbre alta, principalmente l’acido acetilsalicilico (aspirina), l’ibuprofene e, in generale, gli antinfiammatori non steroidei (FANS).

L’acido acetilsalicilico non può essere utilizzato nei bambini; in gravidanza è sconsigliato generalmente nel primo e nel terzo trimestre. Tra gli altri FANS, l’unico che viene utilizzato anche nei bambini è l’ibuprofene.

I FANS all’effetto antipiretico associano anche quello antinfiammatorio, ma presentano maggiori effetti collaterali.

Il paracetamolo, oltre a essere l’antipiretico di elezione, è anche antidolorifico.

 

E se la febbre alta non scende?

Può succedere che la febbre sia talmente alta da non essere ben controllata neanche con gli antipiretici; per esempio può succedere che dopo l’assunzione del farmaco la temperatura scenda per poi risalire dopo poche ore e prima che sia possibile assumere un altro antipiretico; in quel caso è possibile ricorrere a mezzi fisici, come le spugnature con l’acqua fredda, tra una somministrazione e l’altra, per cercare di tenere controllata la temperatura.

In caso di febbre alta è importante rivolgersi al medico, ma è lo ancora di più quando la febbre non risponde bene al trattamento con gli antipiretici.

Importante è evitare l’associazione tra antipiretici diversi nel tentativo di far scendere la temperatura.

Se l’infezione è di origine virale la febbre alta si risolverà spontaneamente nel giro di tre o quattro giorni.

Una febbre alta che persiste oltre i tre/ quattro giorni deve far sospettare un’infezione batterica; in quel caso il medico prescriverà un antibiotico.

 

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Per approfondire:

> Febbre, i rimedi naturali omeopatici

> Alimentazione per febbre: quali cibi assumere e quali evitare

 

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