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BAMBINI: LA SCUOLA È BELLA

Dopo la famiglia, la scuola è il contesto più importante per lo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale dei bambini. Vivere bene l’esperienza scolastica è fondamentale per la serenità e per il benessere dei bambini. Vediamo come aiutarli

La scuola è bella. A scuola si imparano tante cose interessanti. La scuola è un posto pieno di amici. A scuola si usano un sacco di oggetti colorati e divertenti. Andare a scuola è un’avventura che regala tante scoperte.

Bambini e scuola vanno più d’accordo se la si mette in termini positivi. A volte, l’ostilità dei bambini verso la scuola nasce dal modo in cui gli viene presentata dagli adulti. Un atteggiamento negativo da parte dei genitori può condizionare pesantemente il rapporto dei bambini con la scuola e anche l’apprendimento. 

 

Bambini e scuola: come fare per invogliarli a studiare

Spesso il momento più critico per i bambini (e per i genitori) non è tanto l’andare a scuola in sé, ma lo svolgimento dei compiti a casa. Se si parte dal presupposto che i compiti non sono una tortura e se ci si interessa profondamente all’esperienza scolastica dei propri figli, studiare diventerà più piacevole e tutta la vita familiare ne trarrà un grosso beneficio in termini di serenità.

Prima di tutto, sarebbe quindi un bene non mostrarsi annoiati ma, al contrario, interessati agli argomenti che si studiano scuola: che hai fatto oggi? Di cosa avete parlato? Chiedendo di vedere libri e quaderni e ponendo l’argomento studiato al centro di una discussione tra adulti e bambini, cercando magari di attualizzarlo e di metterlo in relazione con la vita quotidiana.

Ogni tanto può essere utile raccontare un aneddoto sulla propria passata vita scolastica; i bambini sono spesso interessati a questo tipo di storie. Notando l’interessamento dei propri genitori, i piccoli scolari si sentiranno più sicuri e più invogliati a fare bene. 

 

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Bambini e scuola: cosa fare per il migliorare il rendimento

Bambini e scuola qualche volta sono un binomio complicato, soprattutto quando, per esempio, ci sono problemi scolastici e si prende un brutto voto o una nota. Certo, può capitare a tutti e ognuno reagisce in maniera diversa, anche in base alla frequenza e alla gravità della situazione.

È comunque molto importante non sottoporre i bambini a un paragone tra il loro rendimento scolastico e quello dei compagni: al centro dell’interesse del genitore deve esserci sempre il proprio figlio, non un altro bambino considerato magari più bravo.

Se si notano difficoltà serie, o anche in caso di dubbi, potrebbe essere utile parlarne con gli insegnanti, cercando di capire quali sono esattamente gli aspetti in cui il bambino è più debole e quali sono invece i suoi punti forti; una volta analizzata la situazione sarà più facile aiutarlo in maniera mirata. È vero: a volte manca il tempo, ma spesso basta ritagliarsi una mezz'oretta al giorno per dare un'occhiata ai compiti, prendere cartella, libri e quaderni insieme ai bambini, e fare quattro chiacchiere con loro.

La cosa veramente importante è fare tutto questo con allegria, cercando di trasmettere sentimenti positivi; in questo modo è molto probabile che i bambini vedano la scuola come un bel posto e si sentano meglio predisposti verso lo studio, con un grande vantaggio per la serenità e per il benessere di tutta la famiglia. 

 

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Immagine | Parenting

 

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