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LE APNEE NOTTURNE: PREDISPOSIZIONE O ABITUDINI?

È una tra le patologie respiratorie più diffuse. La diagnosi è possibile solo con la polisonnografia, un esame che consente di studiare il sonno. Esistono fattori predisponenti, alcuni dei quali si possono correggere modificando le proprie abitudini e il proprio stile di vita

Le apnee ostruttive notturne (OSAS) sono una condizione clinica caratterizzata da episodi ricorrenti di apnea temporanea (cessazione della ventilazione) o ipopnea (riduzione della ventilazione).

Tali episodi si verificano caratteristicamente durante il sonno.

 

Che sono le apnee ostruttive notturne

Basandoci sulla Classificazione internazionale dei disturbi del sonno possiamo definire le OSAS come una condizione caratterizzata da:

  • Episodi di apnea e/o ipopnea durante il sonno di cui il soggetto spesso non è consapevole. Tali “sospensioni del respiro” possono essere anche superiori al minuto; solitamente la respirazione riprende con il risveglio del paziente (che può anche essere brevissimo e quindi inconsapevole).
  • Sonnolenza diurna che, all’inizio, è tipicamente postprandiale e poi, con il progredire della patologia, si verifica quando cala l’attenzione (per esempio, davanti alla tv o quando si viaggia come passeggeri) fino a interferire con la vita di relazione e con le normali attività quotidiane (sonnolenza quando si è alla guida dell’auto o mentre si dialoga in maniera rilassata).
  • Evidenza, alla polisonnografia, dei parametri che consentono di fare diagnosi di apnee ostruttive notturne.
  • Segni clinici associati alle apnee notturne: mal di testa al mattino, russamento sonoro, secchezza della bocca al risveglio.

 

Apnee ostruttive notturne: i fattori predisponenti

Esistono fattori che predispongono allo sviluppo delle apnee notturne, su alcuni si può intervenire modificando il proprio stile di vita.

  • Obesità: i depositi di adipe, in particolare quelli a livello della gola, del palato e dell’addome, favoriscono l’insorgenza delle apnee notturne. È quindi importante mantenere un peso corporeo nella norma.
  • Assunzione di alcool
  • Assunzione di farmaci che svolgono un’azione depressiva sul sistema nervoso centrale
  • Sesso: le apnee notturne sono più diffuse tra gli uomini
  • Menopausa: dopo la menopausa le OSAS sono più frequenti
  • Età: le apnee notturne sono più frequenti tra i 50 e i 70 anni
  • Posizione supina: in quanto favorisce lo schiacciamento delle vie respiratorie
  • Alcune anomalie anatomiche: anomalie delle vie aeree superiori o del massiccio cranio-facciale
  • Alcune patologie, tra cui ipotiroidismo, diabete, acromegalia, proteinuria e ipertensione arteriosa. In generale, tutte le malattie cardiovascolari.

 

Perché è importante curare le apnee notturne

Il motivo che spinge chi soffre di apnee notturne a rivolgersi al proprio medico curante è solitamente l’ipersonnolenza diurna. Inizialmente, questo sintomo viene sottostimato dal soggetto che ne soffre, che tende quindi a non recarsi al medico e a non affrontare il problema ma, quando il disturbo diventa più serio, il paziente si allarma e chiede un parere clinico. A quel punto, dopo un’accurata anamnesi, il  medico prescriverà una polisonnografia, l’unico esame che, studiando il sonno, consente di fare diagnosi certa di OSAS.

Curare le apnee ostruttive è importante non solo per gli incidenti che possono derivare dai colpi di sonno, ma anche perché in chi soffre di questa patologie si è riscontrata un’aumentata incidenza di ictus cerebrale e infarto miocardio e una più frequente insorgenza di aritmie.

 

Apnee notturne, cause e rimedi

 

 

Immagine | B Rosen


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