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UN MINISTERO ITALIANO PER L'ALIMENTAZIONE

Parliamo forse di "fantapolitica", ma certo l'idea di creare un Ente nazionale, un Ministero addirittura, che si curi dell'alimentazione proprio nella patria della dieta mediterranea potrebbe non essere così sbagliata.

Si fa un gran parlare di cibo ovunque, di questi tempi: gli Chef sono le nuove superstar, siamo attorniati dalle trasmissioni , dai giornali e dai libri di ricette; tutti parlano di cucina.

Ma, quel che forse è peggio, tutti si improvvisano nutrizionisti. Sembra che chiunque possa dare consigli sulla corretta alimentazione, anche (e soprattutto) chi non ha le competenze e la preparazione adatta per farlo. Urge fare chiarezza, soprattutto in ambito legale e legislativo.

L’Italia ha un patrimonio di cultura alimentare da far invidia al mondo (ben 291 prodotti Dop, Igp e Stg) ma come tutelarlo?

La risposta potrebbe essere nella creazione di un Ministero dell’alimentazione?

 

Un Ministero italiano per l’alimentazione: perché?

Sappiamo che l’Italia rappresenta, nell’immaginario (probabilmente) mondiale, l’eccellenza quanto a qualità del cibo e tradizione culinaria; sappiamo che nel 2017 ha raggiunto il record di export agroalimentare superando per la prima volta quota 40 miliardi di euro.

L’UNESCO ha riconosciuto la Dieta Mediterranea (e anche la pizza!) come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vi sono già alcuni sistemi di tutela dei prodotti italiani come l'obbligo dell'origine della materia prima in etichetta per il latte, il grano per la pasta, il riso, i derivati del pomodoro.

Ma forse non basta. Sarebbe auspicabile la creazione di un Ministero specifico che si curi con competenza dell’alimentazione "a tutto tondo", nelle sue strette relazioni con l’agricoltura, la salute e l’ambiente, uno specifico Ministero dell'alimentazione che dia centralità al cibo e aiuti a costruire ambiti per valorizzare l’Italia dall’aspetto turistico, favorire i viaggi enogastronomici, contemporaneamente allo sviluppo di strutture e supporti adeguati.

 

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Un Ministero dell'Alimentazione farebbe da unico interlocutore tra lo Stato e i le differenti realtà che gravitano intorno al cibo, ora frammentate e poco coordinate tra loro, pertanto a elevato rischio di dispersione di energie e risorse.

Cosa potrebbe fare un Ministero dell’alimentazione?

> Tutelare il cibo Made in Italy;

> promuovere il cibo Made in Italy;

> aumentare i controlli alimentari;

> rispondere alle esigenze specifiche delle aziende alimentari in tutta la filiera, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai cittadini consumatori.

 

L’alimentazione oggi, a quale Ministero italiano appartiene?

Ad oggi le competenze in campo dell’alimentazione sono ripartite tra più ministeri, a grandi linee in questo modo:

> Ministero della Salute: per quello che riguarda nutrizione, sicurezza alimentare, profilassi, sanità veterinaria, igiene e sicurezza degli alimenti. Dal ministro della salute dipendono funzionalmente il Comando carabinieri per la tutela della salute (già NAS) con un comando centrale, tre comandi di gruppo tutela salute (gruppi TS) e 35 nuclei anti-sofisticazioni (NAS) presenti su tutto il territorio nazionale

> Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, relativamente ai seguenti Dipartimenti: Dipartimento per il coordinamento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale, Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca, Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto. Al Ministero sono collegati anche importanti enti, quali: l'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA);  il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA); l'Istituto di Servizi per Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA); l'Ente Nazionale Risi.

Risulta evidente pertanto che poter unire in un unico Ministero le competenze e le caratteristiche peculiari relative all’alimentazione potrebbe essere una sfida interessante ed efficace.

 

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