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POTASSIO ALTO, QUALI ALIMENTI EVITARE

Gli eccessi di minerali possono essere pericolosi per la salute. Sapendo quali alimenti evitare con il potassio alto, è possibile combattere il problema anche a tavola.

Problemi ai reni o alle ghiandole surrenali, forme di anemia, gravi ustioni o emorragie: sono solo alcune delle possibili cause del potassio alto nel sangue.

Questo problema spesso è asintomatico ma può anche portare a nausea o vomito, difficoltà respiratorie e problemi cardiaci.

A volte sono necessari trattamenti di emergenza e, per evitare che il problema torni a presentarsi, potrebbe essere necessario modificare la posologia di alcuni farmaci.

Anche il cibo gioca la sua parte: modificare opportunamente la propria alimentazione, facendo attenzione a quali alimenti evitare, può infatti aiutare sia a trattare sia a prevenire un eccesso di potassio nel sangue.

 

Quali alimenti evitare con il potassio alto

Il potassio è presente sia negli alimenti di origine animale sia in quelli di origine vegetale.

I primi lo nascondono all'interno delle cellule; per questo carne e pesce, ricchi di cellule, sono importanti fonti di potassio.

In 100 grammi di petto di pollo o di tacchino ce ne sono, rispettivamente, 370 e 320 mg; una pari quantità di agnello, coniglio, manzo o vitello ne apporta invece 350, 360, 330 o 360 mg.

Ne sono ancora più ricchi la bresaola (505 mg per 100 g), il salame (473 mg) e il prosciutto cotto (454 mg). 100 g di trota ne apportano 429 mg, 100 g di aringa o di cozze 320 mg e 100 g di salmone 310 mg.

La maggior parte del potassio alimentare viene però assunto con i cibi di origine vegetale.

I legumi ne apportano dosi molto elevate: un etto di fagioli ne contiene 1.445 mg, uno di lenticchie 980 mg e uno di ceci secchi 800 mg.

Fra le verdure, superano i 300 mg di potassio per 100 g la barbabietola, i broccoli, i cavolfiori, i porri, la rucola e gli spinaci; questi ultimi ne contengono ben 530 mg in ogni etto.

Infine, sono particolarmente ricchi di potassio il kiwi, il melone, la frutta essiccata (come fichi e prugne), la frutta secca e le patate. Anche il cioccolato (sia fondente sia al latte) ne apporta buone dosi.

Per ridurre l'apporto di potassio è quindi bene agire sul consumo di frutta e verdura. Non bisogna però dimenticare che si tratta di alimenti salutari da molti punti di vista, poiché apportano anche altri importanti minerali, vitamine e fibre vegetali.

Per questo, piuttosto che basarsi solo sul loro contenuto in potassio, bisognerebbe fare una valutazione più accurata e selezionarli in base al rapporto tra potassio e fibre.

In modo simile, è utile anche valutare il rapporto tra contenuto di potassio e contenuto di proteine, per evitare di influenzare in modo significativo l'assunzione di queste ultime.

 

Gestire il potassio alto in cucina

È possibile anche utilizzare qualche piccolo accorgimento in cucina. Ci sono infatti due modi per ridurre il contenuto di potassio negli alimenti: bollirli e tagliarli prima della cottura.

La bollitura può rimuovere fino al 60-80% del potassio contenuto in molti cibi crudi. Bollire le patate dopo averle tagliate a cubetti o grattugiate risulta ancora più efficace.

Verdure e legumi devono essere tagliati in piccoli pezzi e le patate devono essere sbucciate. In entrambi i casi, gli alimenti vanno messi in abbondante acqua ancora fredda e, una volta raggiungo il bollore, lessati per almeno 15 minuti o finché non risultano teneri.

Anche il contenuto di potassio di carne, pesce e legumi può essere ridotto mediante lessatura; in tutti i casi, il brodo deve essere scartato.

La cottura al vapore, invece, non riduce le dosi di potassio nel cibo.

 

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Attenzione al potassio nascosto

Quando si pensa a quali alimenti evitare con il potassio alto non bisogna poi dimenticare che questo minerale si nasconde anche nei sostituti del sale, consigliati a chi vuole ridurre l'apporto di sodio, e in alcuni additivi.

Sono sali di potassio alcuni conservanti (E202, E224, E252), antiossidanti e regolatori di acidità (E332, E336), stabilizzanti, emulsionanti e addensanti (E402, E450, E451) e alcuni esaltatori di sapidità (E622, E628, E632).

Questi additivi possono per esempio essere presenti negli alimenti precotti, nelle salse, nelle carni conservate, nelle paste ripiene, nei succhi di frutta concentrati e anche nel vino.

In generale, per evitarne l'assunzione è bene leggere con attenzione le etichette dei cibi confezionati.

 

Potassio nei cibi: come comportarsi

Tenuti presenti tutti questi fattori, in linea generale gli alimenti da evitare in caso di potassio alto sono i seguenti:

> i sostituti del sale;

> i cibi contenenti additivi a base di potassio;

> noci, mandorle, arachidi, anacardi e semi;

> tra i frutti, albicocche, banane, kiwi, meloni, angurie, melagrane e la frutta essiccata; in alcuni casi potrebbero essere sconsigliate anche l'uva, le arance, le ciliegie e le pesche;

> tra le verdure, barbabietole, spinaci, verze, broccoli, finocchi, funghi; previa opportuna bollitura è però possibile mangiare sia queste sia diverse altre verdure e ortaggi, come pomodori, zucca, ravanelli, carote, cardi e fagiolini;

> le patatine fritte, le patate al vapore e, se non preventivamente bollite, anche quelle al forno.

 

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Credit foto: Oleksandra Naumenko  

 

 

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