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FOOD BANK IN ONCOLOGY: IL LEGAME TRA ONCOLOGIA E CIBO

Vi è un profondo legame tra alimentazione e salute. La scienza lo conferma ed evidenzia come attraverso il cibo si possa ridurre il rischio di tumori.

L’ipotesi che esista un legame tra cibo e malattie esiste da sempre e ora la ricerca scientifica sta dandone le conferme, anche in un ambito delicato quale l’oncologia, ovvero le malattie tumorali.

In Italia sta per avviarsi un progetto importante, voluto dalla collaborazione tra un’associazione di medici e una fondazione di ricerca scientifica. Si tratta di una piattaforma online che metterà a disposizione dei pazienti e dei professionisti tutti i risultati scientifici che correlano l’oncologia e il cibo, e che presenterà una serie di indicazioni pratiche. Parliamo del “Food Bank in Oncology”.

 

Food Bank in Oncology: il progetto

Food Bank in Oncology nasce dalla collaborazione tra Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica e Tera, la fondazione italiana che svolge ricerche scientifiche e tecnologiche in campo oncologico.

FBO (Food Bank in Oncology) è un programma per la costituzione di una banca dati a disposizione dei pazienti oncologici e delle loro famiglie, ma anche dei medici e professionisti sanitari che lavorano in oncologia.

Nasce da presupposti scientifici ovvero gli studi di correlazione tra oncologia e cibo, con lo scopo di intervenire sui comportamenti alimentari per prevenire l’insorgere di patologie ma anche di contribuire favorevolmente alla buona riuscita delle terapie, contrastando anche gli effetti collaterali di queste ultime e riducendo il rischio di recidive.

Il programma FBO sarà operativo dall’autunno 2017, sotto forma di portale Internet, e includerà diverse sezioni:

> Approfondimenti scientifici per i professionisti;

> Corsi di approfondimento per professionisti sanitari ed eventi formativi sulle evidenze scientifiche del legame tra oncologia e cibo;

> Magazine online per costante informazione ai professionisti;

> Una sezione dedicata alle ricerche scientifiche in corso

> Sezioni specifiche dedicate ai pazienti e ai loro familiari, con le schede degli alimenti consigliati, le raccomandazioni generali di comportamento alimentare.

 

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Food Bank in Oncology: qual’è il legame tra oncologia e cibo?

“Non solo buonsenso”: l’esistenza di un forte legame tra cibo e malattie è oggetto di numerosi progetti e validazioni scientifiche. È assodato che una sana alimentazione associata a uno stile di vita attivo sia uno strumento valido per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte patologie. 

Il Fondo mondiale per la ricerca sul Cancro, dopo anni di studi e di valutazioni sul grado di evidenza della relazione tra una serie di cibi e i tumori più frequenti, ha redatto una serie di raccomandazioni per la prevenzione, traducendo in indicazioni concrete lo stretto legame tra oncologia e cibo e stile di vita.

Le citiamo brevemente:

1. Mantieniti magro. La correlazione tra obesità e malattie croniche (malattie cardiovascolari, diabete) e tumori è ormai accertata.

2. Mantieniti fisicamente attivo ogni giorno. Qualsiasi attività quotidiana, dall'uso delle scale o andare a piedi invece che prendere l’automobile, può contribuire ad aumentare il dispendio energetico aiutando la perdita di peso: diminuisce di conseguenza il rischio di tumore.

3. Limita il consumo di alimenti ad alta densità energetica ed evita le bevande zuccherate. Una dieta troppo ricca di alimenti e bevande industriali altamente energetici è strettamente correlata a un aumento del rischio di sovrappeso e obesità; queste condizioni aumentano il rischio di cancro, come indicato nel punto 1.

4. Consuma più alimenti di origine vegetale. In generale frutta e verdura, essendo ricche di acqua e fibra, hanno un apporto calorico basso e, consumate con varietà, rappresentano un’importante fonte di vitamine, sali minerali e altre molecole benefiche per la salute.

5. Limita il consumo di carne rossa ed evita il consumo di carni lavorate e conservate. Per quanto riguarda le uova, il latte e i suoi derivati, le carni bianche e il pesce, non esistono a oggi evidenze scientifiche comprovate che il loro consumo influisca sullo sviluppo delle patologie oncologiche.

Quanto invece alla carne rossa (manzo, maiale e agnello e i loro derivati), i dati raccolti mostrano che un consumo al di sotto dei 500g alla settimana non costituisce pericolo per la salute. Gli insaccati e le carni lavorate e processate (salsicce, wurstel, prosciutti, salami, salumi e insaccati in generale) sarebbero da consumare occasionalmente.

Non è chiaro quale sia il collegamento diretto tra il consumo di queste carni lavorate e conservate e il rischio di cancro ma i fattori di rischio potrebbero essere legati ai sistemi di conservazione (affumicatura, conservanti, coloranti, additivi).

6. Bevande alcoliche. No, o almeno con moderazione. L’eccesso di alcol, indipendentemente dal tipo di bevanda, è legato a un aumento del rischio di cancro: se ne raccomanda quindi un consumo pari a zero o decisamente moderato.

In ambito oncologico non è stato possibile individuare un livello di consumo al di sotto del quale il rischio di cancro non aumenti. L’effetto negativo dell’alcol è amplificato se combinato con il fumo di sigaretta.

7. Limita il consumo di alimenti ricchi di sale. Le evidenze indicano che le carni conservate con metodi di affumicatura, salatura e conservanti possono influire sul rischio di tumore, in particolare il tumore allo stomaco. I livelli di sale di cui necessita il nostro organismo sono sensibilmente inferiori a quelli normalmente consumati.

8. Soddisfa i fabbisogni nutrizionali attraverso la dieta. Consumare integratori alimentari per prevenire le patologie oncologiche, può avere effetti negativi per la salute.

Le evidenze scientifiche dichiarano che la migliore forma di nutrimento è rappresentata dagli alimenti e non dai supplementi: le vitamine, i sali minerali e gli altri composti vanno considerati solo come parte integrante degli alimenti che li contengono. Esistono particolari situazioni in cui l’organismo necessita di supplementi ma è fondamentale in ogni caso rivolgersi al proprio medico.

9. Allattare al seno almeno per i primi sei mesi. L’allattamento al seno esclusivo fino a sei mesi può essere protettivo sia per la madre che per il bambino.

Per la donna, protegge dall’insorgenza del tumore del seno e sono presenti evidenze che protegga anche dall’insorgenza del tumore ovarico. Per i neonati ci sono probabili evidenze che l’allattamento per almeno 6 mesi sia in grado di prevenire l’obesità e le patologie correlate.

10. Queste raccomandazioni per la prevenzione oncologica valgono anche per chi ha già avuto casi di tumore, per contrastare lo sviluppo di recidive.

 

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