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LA DIETA A ZONA ITALIANA

I vip di tutto il mondo giurano che funziona, ma in cosa consiste la dieta a zona? Ideata dall’americano Barry Sears negli anni Novanta, la dieta a zona segue uno schema di calcolo preciso per le calorie e i nutrienti introdotti a ogni pasto. Di recente ne è stata elaborata una più vicina ai nostri gusti, la cosiddetta dieta a zona italiana

Se parliamo di dieta a zona, il termine zona indica quello stato metabolico in cui l’organismo lavora al massimo della sua efficienza: il corpo dunque funzionerà meglio, non si avranno attacchi di fame e ci si sentirà pieni di energia.

Barry Sears sostiene che, per ottenere uno stato mentale e fisico ottimali occorre equilibrare carboidrati, proteine e grassi.

In questo modo, si avrà anche una riduzione dell’eventuale grasso corporeo in eccesso.

La dieta a zona segue alcune regole precise; la prima, prevede, appunto, che ad ogni pasto si assumano le determinate quote di carboidrati, proteine e grassi; le altre regole sono: non far trascorrere più di 5 ore tra i pasti; ridurre i carboidrati ad alto indice glicemico, quelli, cioè, che stimolano maggiormente la produzione di insulina; mangiare molta verdura e frutta con indice glicemico basso; non andare a coricarsi a digiuno (l’ultimo pasto o spuntino deve avvenire non oltre due ore prima di andare a dormire). 

 

La dieta a zona italiana

La dieta a zona italiana si colloca a metà strada tra la dieta mediterranea e la dieta a zona vera e propria. La zona tradizionale, infatti, bandisce, come dicevamo, i carboidrati ad altro indice glicemico - pane, pasta, pizza, per intenderci - e dunque si allontana molto dalla nostra tradizione alimentare.

La dieta a zona italiana, invece, pur seguendo i principi di quella originale di Barry Sears, introduce nelle tabelle nutritive anche carboidrati ad alto indice glicemico. Chi deciderà di seguire la dieta a zona italiana, quindi, non si vedrà costretto a rinunciare, per esempio, a un bel piatto di penne al pomodoro.

Tuttavia, anche la dieta a zona italiana, pur ammettendo questi cibi, consiglia di consumarli con moderazione. In sintesi, la versione italiana di questa dieta è più legata al contesto in cui viviamo e tiene conto delle abitudini alimentari del nostro paese. Per chi abbia voglia di approfondire la conoscenza della dieta a zona italiana può essere utile leggere i libri della biologa nutrizionista Gigliola Braga, una tra i primi a studiare la dieta a zona in Italia.

Come per tutte le diete, è assolutamente sconsigliato il fai te

 

Dieta a zona, esempio e ricette

 

Puoi approfondire:

> Benefici e controindicazioni della dieta italiana

 

Immagine | Karimian

 

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