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COMFORT FOOD, AD OGNUNO IL SUO CIBO

Il comfort food è il cibo per il cuore, quello che ognuno sceglie per sé, intimamente, nei propri momenti di sconforto... E tu, di quale comfort food sei?

Una fila di spaghetti fumanti intrisi di pomodoro che si arrotolano sulla forchetta, il risotto con la zucca che preparava il nonno, la pizza, il polpettone, la pasta e fagioli oppure un bel gelato alla crema colmo di fragole.

Il comfort food è il cibo del cuore. Si tratta di quel cibo di cui, in determinate situazioni, l'essere umano ha proprio un disperato bisogno, per consolarsi, per stare bene e ricevere conforto, per sentirsi profondamente e intimamente appagato.

Quasi fosse necessario ricollegarsi atomicamente e visceralmente a quell'antica sensazione di avvinghiarsi al seno materno!

 

Perché abbiamo bisogno di comfort food?

La definizione di comfort food è apparsa per la prima volta negli Stati Uniti nel 1977 come lemma di un dizionario, a indicare quel boccone che infonde in chi lo mangia un sentimento nostalgico, un calore che riempie il cuore, un’emozione particolare, spesso legata a ricordi d'infanzia che sono in grado di cullare e far percepire l'individuo in totale armonia con l'universo.

Tutto questo era ben noto allo scrittore francese Proust, che ha riportato a galla, grazie alla famosa madeleine inzuppata nel tè, i suoi più bei ricordi.

E se per gli americani il comford food può essere un cheeseburger da riscaldare nel microonde e mangiare davanti alla tv, oppure un milk-shake, pollo fritto o patatine, per un italiano può semplicemente essere anche un bel piatto di pasta con le cime di rapa. E perché non un bel fish and chips arrotolato nella carta per gli inglesi?

Si mangia con il cuore per affetto, perché si ha bisogno di colmare, grazie al ricordo che scaturisce dalle papille e dall'olfatto, un certo vuoto, che non sempre è solo di stomaco; e ancora si arriva a cena con la voglia di un cibo speciale perché la giornata è stata pesante e ha arrecato momenti di forte disagio che si ha bisogno di compensare; perché si sta passando un periodo difficile, per contrastare e scacciare cattivi pensieri e anche per colpa della crisi economica e dello stress.

Chiaramente ognuno ha le proprie ragioni di ricerca e il proprio comfort food e ovviamente non se ne deve abusare, altrimenti è proprio che lì verrebbe meno tutta la sua magia.

 

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E tu lo sai di che comfort food sei?

Bocciato il comfort food più banale, la nutella, cerchiamo di addentrarci nei meandri dei nostri ricordi culinari per capire davvero dove va a coccolarsi lo stomaco. Torniamo indietro nel tempo, sperimentiamo e riproviamo all'infinito per ritrovare quel gusto perfetto.

Per fortuna la tradizione culinaria italiana va a pescare tra cibi genuini, spesso semplici, come quelli che preparavano le nostre nonne. Ravioli, lasagne, polpette, patate arrosto, involtini o zuppe calde di verdure. Rispolveriamo quindi le vecchie ricette, indaghiamo!

Non c'è da vergognarsi nemmeno se per alcune persone, visto che la mamma non era tanto brava ai fornelli, il comfort food risulta essere un semplice riso in bianco con il formaggio oppure una pappa con il pomodoro, o ancora la pastina che si mangiava da piccoli. E chissà quanti si sono trovati ad aver voglia di una semplice fetta di pane, olio e sale!

Quello che ogni persona va ricercando nel cibo è molto più del nutrimento stesso: è qualcosa che è strettamente connesso alle caratteristiche biologiche di ognuno, dipende dal metabolismo, dal carattere, dalle pedisposizioni individuali, dall'umore ma non solo.

Entrano in gioco anche fattori come il valore e il significato che nella nostra storia personale ha assunto il cibo, a partire dalla culla fino al presente, così come il desiderio di conoscenza ad esplorazione; e non di meno sono importanti le valenze culturali, comunicative, spesso dettate dalla massa o dalle mode del momento. In sostanza il cibo è forse l'espressione più vera di ciò che siamo.

Libro di riferimento: "Comfort Foodie, coccolarsi mangiando", di Ilaria Mazzarotta.

 

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