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BUDDHA BOWL, COS’È

La Buddha Bowl è la ciotola da mendicante dei monaci buddhisti: si tratta di un particolare approccio al pasto, in linea con antichi e nuovi principi di un'alimentazione sana e consapevole.

Cos'è una Buddha Bowl

Salite alla ribalta nei migliori siti web di sana alimentazione, le Buddha Bowl sono un’interessante novità che unisce antichi principi e nuove forme.

Il concetto base che ha ispirato le Buddha Bowl che, è bene capire fin da principio, non sono una ricetta né un metodo di cucina ma più un diverso e consapevole approccio al pasto, è quello della ciotola da mendicante dei monaci buddhisti.

Com’è noto, i monaci buddhisti nel loro peregrinare portano assieme a loro pochissimi oggetti, talvolta solo una ciotola, con la quale ricevono le offerte dei fedeli dando loro occasione di alleggerire il loro karma con un’azione compassionevole.

La coppa anzitutto è simbolo del vuoto interiore a cui aspirano i monaci buddhisti, il famoso nirvana. Oltre ad essere simbolo della condizione della loro coscienza, è molto pratica per ricevere qualche moneta, cibo, fiori ed altre offerte.

Quando arriva l’ora del pasto, il cibo, in concordanza alla naturale tendenza orientale alla bellezza e all’equilibrio, viene composto in maniera semplice ma elegante, senza che gli ingredienti siano mischiati, come, ancora una volta, dovrebbe accadere per i pensieri e le altre forze dell’essere che passano attraverso di noi.

 

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La composizione della Buddha Bowl

Nell’ultimo anno la Buddha Bowl è senza dubbio il piatto per eccellenza, una moda potremmo dire, ma una moda sana, che racchiude in se anche un precetto della filosofia alimentare del monopiatto.

Invece di avere antipasti, primi e secondi, la Buddha Bowl contiene in sé, in un’unica porzione, l’intero pasto. Ma non fatevi ingannare dall’aspetto, non si tratta di una semplice insalata. In essa, a rappresentazione di un microcosmo e macrocosmo equilibrati, devono essere presenti tutti gli elementi alimentari, rigorosamente vegetali. 

Come menzionato, si tratta di bilanciare e comporre il piatto, o meglio, la ciotola, senza mischiare tra loro gli ingredienti. Avremo mezza Buddha Bowl dedicata alle verdure, e l’altra meta divisa tra carboidrati e proteine.

I grassi non dovrebbero superare un decimo del contenuto. L’ideale prevede la presenza di più colori possibili. Ma la ciotola che dimensioni dovrebbe avere? Stando ai nutrizionisti, lo stomaco di una persona sana equivale alla capienza del cavo delle sue mani, quindi una ciotola di quella misura sarebbe l’ideale se abbiamo l’intenzione e la possibilità di mangiarne almeno 3 al giorno.

 

Le verdure nella Buddha Bowl

Anzitutto verdure, erbe e ortaggi: come ci insegnano le migliori scuole alimentari moderne, il pasto dovrebbe essere composto almeno per due terzi da verdure.

Che si tratti di veri e propri ortaggi, di germogli o di erbe di campo, nella Buddha Bowl non devono mancare verdure a foglia, verde o rossa; radici come ravanelli, patate, carote o batate; frutti (botanicamente parlando) come peperoni, pomodori, melanzane o okra; fiori e infiorescenze, come i cavoli o, solo per citarne solo alcuni, nasturzi, calendule, violette, capperi, eccetera.

Le verdure devono, a loro volta, trovarsi in equilibrio tra verdure crude e verdure cotte.

 

Le fonti di carboidrati nella Buddha Bowl

Importante è la presenza di carboidrati, e qui ci vengono in aiuto tutti i cereali e gli pseudocereali, nonché molti tuberi come la patata, ricca di amici.

L’elenco è pressoché interminabile: tutti i tipi di grano, che sia cotto e germinato, avena, orzo, farro, tutti i veri tipi di riso, segale, miglio, quinoa, sorgo e via dicendo.

 

Le fonti di proteine nella Buddha Bowl

Non possono mancare le proteine, che nel mondo vegetale vengono rappresentate maggiormente dai legumi, anche qui cotti, germinati o, in alcuni casi, freschi. Possiamo usare i più noti, come i fagioli, i ceci, le lenticchie, la soia e i piselli, ma anche quelli generalmente meno usati: fave, cicerchie, ceci neri, roveje e lupini.

Le fonti di grassi nella Buddha Bowl

Passiamo ai grassi, spesso parte del condimento: oli vegetali, avocado o creme e salse di semi come il burro di arachidi, tahini o altro. Aggiungiamoci tutti i semi oleosi, la cosiddetta frutta secca: dalla nocciola alla noce, dalla mandorla alla macadamia, dal pinolo al pistacchio.

Senza dimenticare semi minori come quelli di papavero o di sesamo, ottimi condimenti.


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Foto: okkijan / 123RF Archivio Fotografico

 

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