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COME EDUCARE I BIMBI A MANGIARE BENE

Quale deve essere l'alimentazione dei bimbi dopo il primo anno? Ecco qualche consiglio sulla dieta dei bambini e su come educarli a mangiare bene

L’alimentazione dei bimbi dopo il primo anno di età

Finito lo svezzamento, l’alimentazione dei bimbi è considerata più libera e somiglia sempre più a quella degli adulti. Dopo il compimento del primo anno di età, infatti, la dieta diventa meno controllata, sia dal pediatra, sia dai genitori, e quindi più suscettibile alle abitudini familiari, ai gusti e all’appetito, oltre che all’influenza di tutti gli ambienti frequentati.

Non bisogna però mai dimenticare di garantire ai bimbi la giusta qualità e la giusta quantità di nutrienti per consentire loro una crescita adeguata quanto ad altezza e peso e permettere la maturazione degli apparati.

Esistono diverse evidenze scientifiche secondo cui i comportamenti alimentari acquisiti durante la seconda e la terza infanzia vengono poi mantenuti successivamente; è dunque fondamentale fornire ai bimbi modelli nutrizionali corretti a partire da questa fase della vita.

Dopo i tre anni, con l’inizio della scuola dell’infanzia e ancora di più con la scuola primaria, l’alimentazione dei bimbi subisce un ulteriore cambiamento e comincia a essere influenzata anche dai messaggi che arrivano dai mass media e dalle abitudini dei coetanei. Il rischio è quello di acquisire abitudini alimentari scorrette e cominciare a mangiare, per esempio, più dolciumi che frutta.

Come evitarlo? Proibire serve a poco, la soluzione vera è educare i bimbi a un’alimentazione corretta. In che modo?

 

Come dovrebbero mangiare i bambini

 

Come educare i bimbi a mangiare bene

Ecco qualche consiglio per i genitori:

  1. l'importanza dell’esempio. Un genitore che mangia bene, evita i fuori pasto, porta in tavola molta frutta e verdure di stagione, non compra cibi pronti e prepara i pasti con cura molto probabilmente trasmetterà lo stesso modello alimentare ai propri figli. I bimbi hanno la tendenza a emulare i genitori, nel buono e nel cattivo esempio.
  2. Il cibo non è un premio.  Se fai il bravo ti compro il gelato… il cibo non andrebbe utilizzato in questo modo; non si mangia per consolazione né per premiarsi, ma per nutrirsi. Se insegniamo ai bimbi questa verità, evitando di premiarli con il cibo saranno più inclini a dare il giusto ruolo all’alimentazione. Non vuol dire che non bisogna offrire loro quello che più gli piace, ma semplicemente che la golosità (quella sana) andrebbe stuzzicata all’interno del contesto alimentare.
  3. Il cibo non è un gioco. I bimbi andrebbero abituati a mangiare seduti a tavola, possibilmente con la televisione spenta. È inoltre importante non distrarli con espedienti vari per costringerli a buttar giù senza rendersi conto di cosa stanno mangiando. Bisognerebbe condurli ad acquisire consapevolezza in materia di alimentazione, sin da piccolissimi.
  4. La forza dell’abitudine. I bimbi andrebbero abituati a consumare tre pasti regolari al giorno, più due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio. I bimbi sono abitudinari e, così facendo, saranno meno inclini a richiedere fuori pasto e, allo stesso tempo, più pronti a mangiare quando è ora . Gli spuntini dovrebbero essere idealmente costituiti da frutta non zuccherata. Se gliela offriamo sin da quando sono molto piccoli, cercando di proporre loro quella che preferiscono, diventerà naturale e spontaneo per loro consumarla regolarmente. Se proprio rifiutano la frutta, si può provare a proporgliela in maniera accattivante: i bimbi amano i colori, si possono quindi, per esempio, preparare composizioni utilizzando frutti di colori diversi, per esempio banane, kiwi e arance (in inverno) o fragole (in primavera); preparare una macedonia con un cucchiaio di panna fresca oppure con qualche scaglia di cioccolato fondente; mescolarla allo yogurt o fare un frullato con latte, frutta e un cucchiaino di cacao. Insomma, stuzzicare la golosità anche con la frutta.

Spesso, specie quando i bimbi rifiutano di mangiare, si tende a preoccuparsi di più della quantità che non della qualità del cibo. Educare i bimbi a mangiare bene e renderli consapevoli in materia di alimentazione può essere la chiave di volta per risolvere sia il problema dei bimbi che mangiano troppo, sia di quelli che mangiano troppo poco. Non è semplice, ma vale la pena tentare. 

 

Come riconoscere e affrontare i disturbi alimentari dei bambini

 

Immagine | Steve Tolcher

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