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PROPRIETÀ TERAPEUTICHE DELLA LIQUIRIZIA

La radice di liquirizia ha numerose proprietà terapeutiche, soprattutto per i disturbi del sistema gastrointestinale e di quello respiratorio. Scopriamo quando assumerla e quando, invece, è meglio evitarla.

La radice di liquirizia è un rimedio naturale utilizzato già in antichità per trattare disturbi gastrointestinali e respiratori. Vediamo a cosa fa bene la liquirizia, quando è bene assumerla e quando, invece, risulta controindicata.

 

Liquirizia, perché fa bene

Le radici di liquirizia contengono glicirizzina (una molecola cinquanta volte più dolce dello zucchero), flavonoidi, derivati cumarinici, asparagina e amido.

Proprio alla glicirizzina sono attribuite le proprietà terapeutiche della liquirizia. Si tratta di un glicoside saponinico costituito da sali di ammonio e di calcio dell’acido glicirrizico. Per idrolisi, la glicirizzina viene scissa in acido glicirretico e in due molecole di acido glucuronico.

Sia la glicirizzina sia l’acido glicirretico hanno proprietà antinfiammatorie, utili per le infiammazioni del tratto gastrointestinale. Le saponine inoltre hanno azione irritante sulle mucose, assumendo una funzione espettorante.

 

Proprietà terapeutiche della liquirizia

La liquirizia è utilizzata soprattutto per il benessere dell'apparato digerente. Spesso infatti viene somministrata per lenire i sintomi del reflusso gastrico, per ridurre la proliferazione dell’Helicobacter pylori o per alleviare il dolore e il bruciore associati all'ulcera gastrica.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, la liquirizia è un utile rimedio anche in caso di ulcere e infiammazioni che interessano l’intestino, tra cui la colite ulcerosa, il morbo di Chron e la sindrome del colon irritabile.

Oltre che per l’apparato gastrointestinale, la liquirizia è utilizzata anche per problematiche del sistema respiratorio. Come già ricordato, le saponine hanno infatti proprietà espettoranti: a piccole fosi, fluidificano il muco e ne favoriscono l’espulsione, stimolando il riflesso della tosse.

La radice di liquirizia si utilizza sotto forma di succo, estratti e decotti, a dosaggi diversi in base al beneficio che si desidera ottenere.

 

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Effetti collaterali della liquirizia

Non bisogna però sottovalutare gli effetti collaterali della liquirizia.

L’acido glicirretico che si libera successivamente all’idrolisi della glicirizzina inibisce l’attività di un enzima che converte il cortisolo in cortisone. In questo modo aumentano i livelli di cortisolo nei reni e questo comporta un riassorbimento di sodio. La conseguenza è una ritenzione di acqua e di sodio che provoca gonfiore, aumento della pressione e una perdita di potassio.

L’assunzione di liquirizia è controindicata nel caso in cui si abbiano bassi livelli di potassio, disturbi della colecisti, cirrosi epatica e insufficienza renale. Inoltre, è sconsigliata durante la gravidanza.

Infine, la liquirizia presenta numerose interazioni con molti farmaci. Prima di iniziare un trattamento con la radice di liquirizia, quindi, è consigliabile rivolgersi al medico.

 

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Foto: eyewave / 123rf.com

 

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