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IL MELO: PROPRIETÀ ENERGETICHE E USI

Il Melo, oltre ad alimentarci con i suoi frutti, ci permette di mantenere la mente giovane, il corpo sano e a riportare bellezza nella nostra vita

Il Melo (Malus sylvestris Mill.) appartiene alla famiglia delle Roceae; è una pianta che può arrivare ai 12 metri di altezza ma comunemente è un albero di dimensioni moderate; ha foglie picciolate lunghe 5-11 cm, verdi scure e prive di pelosità sulla pagina superiore che invece compare sulla inferiore. I suoi fiori sono ermafroditi, raccolti in corimbi e di colore bianco-rosato.

La mela rappresenta quello che viene definito un falso frutto ed accoglie al suo interno quello vero, rappresentato dalla struttura accresciuta dell’ovario e contenente i semi della pianta. Il melo fiorisce nel periodo di Marzo-Aprile e la raccolta delle parti che di esso si utilizzano inizia in primavera protraendosi fino a tutta l’estate.

 

Il melo nella storia

Il Melo in origine era una pianta selvatica dai piccoli frutti gustosi e ricchi di sostanze. Anticamente veniva considerato un albero molto importante proprio per la ricchezza dei suoi frutti e anche per le numerose trasformazioni che ha subito nel tempo, rimando sempre al fianco dell’uomo. Questa pianta infatti è mutata nel tempo nelle dimensioni e sviluppando contemporaneamente un gran numero di varietà.

Il Melo ha un passato ricco di simbolismi, cominciando dalla mela raccolta dall’albero nel Giardino Terrestre e mangiata da Adamo ed Eva. Anche nella mitologia greca Paride avrebbe consegnato un pomo dorato alla dea che riteneva più bella tra Era, Atena e Afrodite.

Il frutto dell’Albero della Conoscenza è una mela, che aiuta a distinguere tra bene e male e quindi permette di scegliere con consapevolezza tra i due. I melo era per i celti uno dei tre alberi magici simboleggiando immortalità, saggezza e guarigione e il suo frutto porta a rivelazioni su realtà al di là di quelle conosciute.

Nella mitologia bretone il melo era presente ad Avalon (il cui significato è appunto meleto), la terra dove vivevano e riposavano gli eroi e dove si rifugiò re Artù, gravemente ferito e guarito sotto i meli. Si racconta che presso questa pianta Merlino insegnava la magia.

Segnatura spagyrica planetaria del melo

Il Melo ha una segnatura primaria in Venere, agendo sui reni e sull’equilibrio idrosalino. Stimola la purificazione del sangue e agisce positivamente sul riassorbimento o la liberazione delle sostanze tampone dell’organismo. La sua azione è anche diretta verso gli organi della fonazione: gola, laringe, faringe e corde vocali.

 

Messaggio energetico del melo

Il Melo ci invita a portare bellezza nella mente, nel corpo e nello spirito. E’ una bellezza diretta anche verso l’ambiente che ci circonda, invitandoci a creare un giardino di bellezza intorno a noi. Questa pianta trasmette l’importanza del nostro contributo affinché questo accada, senza nasconderci dietro alla credenza che da soli non possiamo cambiare niente. Il nostro contributo è fondamentale per far sì che tutto si riempia di bellezza fuori e dentro di noi: dai nostri pensieri fino ad arrivare alla natura che ci circonda e dalla quale proveniamo. Il messaggio del melo è quindi quello di guarire e purificare le ferite nostre e della terra per poter nutrire nuovamente di bellezza i nostri pensieri, il nostro spirito, il nostro corpo e la terra che abitiamo.

 

Parti usate e raccolte

Di questa pianta si utilizzano le gemme da raccogliere all’inizio della primavera; i fiori in piena fioritura. I falsi frutti (mele) a maturazione per utilizzo alimentare.

Usi erboristici

Del melo vengono utilizzate le gemme con le quali si prepara un gemmoderivato con proprietà antisenescenti sul sistema nervoso centrale permettendo di preservare le funzioni cerebrale e regola la produzione degli ormoni sessuali sia femminili (con effetti positivi sulle vampate di calore in menopausa) sia maschili. Rientra nel sistema floreale di Bach come rimedio Crab Apple, preparato attraverso i suoi fiori. Risulta utile per persone troppo attente ai dettagli, perfezioniste quasi fino all’ossessione.

Può trovare giovamento da questo rimedio chi tende ad avere fissazioni per la pulizia, provare senso di disgusto e contaminazione dalle cose sporche e anche verso se stesso.

La “sporcizia” è da intendersi anche a livello mentale, come pensieri impuri, che provocano disgusto. Sono soggetti sensibili al disordine e trovano pace solo in ambienti e circostanze in cui ogni cosa è al suo posto. Questo rimedio è anche utile da usare direttamente sul corpo in caso di ferite o simili per la sua capacità di “rendere pulito” (viene considerato come “l’antibiotico dei fiori di Bach”).

 

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