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GINKGO BILOBA: USI E CONTROINDICAZIONI

Il Ginkgo Biloba è un rimedio molto conosciuto tra coloro che soffrono di problematiche di natura vascolare. Ma rappresenta anche un importante aiuto per la nostra memoria e la concentrazione, tanto da essere consigliato sia a studenti sia ad anziani.

A cosa serve il Ginkgo Biloba secondo la fitoterapia? Per chi è indicato? Quali controindicazioni presenta? Queste sono le domande che dovremmo sempre tenere presente quando trattiamo di rimedi naturali in generale.

Nel caso specifico del Ginkgo Biloba queste domande sono ancora più importanti perché questa pianta possiede proprietà molto efficaci e può interagire con alcuni farmaci, quindi chiediamo sempre consiglio al nostro medico curante prima di farne uso e spieghiamo in maniera completa al nostro erborista di fiducia quali farmaci stiamo assumendo e per quali patologie.

 

Ginkgo Biloba, indicazioni

Il Ginkgo Biloba è una pianta che è passata indenne attraverso le ere geologiche e le radiazioni nucleari di Hiroshima per arrivare ai giorni nostri.

E’ un highlander, la pianta della rinascita e quindi a quale indicazione dovremmo pensare? E’ un rimedio antinvecchiamento, che conserva giovane il nostro cervello!

E’ ricco di antiossidanti e terpeni, aiuta a preservare memoria e concentrazione. Il Ginkgo Biloba è infatti indicato per supportare gli studenti, ma anche per gli anziani a prevenzione del decadimento cognitivo.

Oltre a questa indicazione legata al suo significato analogico, il rimedio è consigliato per problematiche afferenti la circolazione sia arteriosa sia venosa e alla permeabilità capillare, grazie alla presenza di flavonoidi, che collaborano alla tonificazione vasale, contro varici, cellulite, edemi.

Può contribuire alla prevenzione dell’aterosclerosi e conseguentemente di possibili ischemie. Il Ginkgo Biloba viene consigliato molto spesso per alcune forme di acufene di natura vascolare, per attenuare i ronzii percepiti e per sindromi da vertigine.

Un’altra indicazione interessante del Ginkgo Biloba è per la claudicatio intermittens, un disturbo che coinvolge gli arti inferiori e limita nella deambulazione a causa della formazione di ristagni di grassi come colesterolo, di sali di calcio, di tessuto connettivo, che compromettono così il normale flusso sanguigno, con occlusioni pericolose oltre che dolorose.

 

Leggi anche Ginkgo biloba, come coltivare la pianta >>

 

Ginkgo Biloba, controindicazioni

Il Ginkgo Biloba come rimedio fitoterapico non possiede vere e proprie controindicazioni, ma è sconsigliato per coloro che fanno uso di farmaci anticoagulanti. Infatti ne può potenziare l’azione e diventare causa di possibili effetti indesiderati come emorragie.

Questo è dovuto alla presenza del ginkgolide B, un efficace antagonista del fattore attivante delle piastrine, il cosiddetto PAF, che ne favorisce l’aggregazione.


Invece per quanto riguarda la pianta di Ginkgo Biloba vera e propria se avete la fortuna di possederne una da generazioni nel vostro giardino, attenzione a non ingerirne i frutti o i semi, perché possono essere tossici e causare convulsioni.

 

Ginkgo Biloba, come assumerlo

In erboristeria o in farmacia troviamo il Ginkgo Biloba in estratto standardizzato in triterpeni e flavonoidi, in gocce o in estratto secco.

Per questi preparati vengono utilizzate esclusivamente le foglie per evitare la somministrazione di acidi ginkgolici come quelli contenuti nei semi e nei frutti, che risultano essere tossici.

La dose giornaliera consigliata è di 120 mg frazionati in 2 o 3 volte.

 

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