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Piedi gonfi in gravidanza, che fare?

Gambe e piedi gonfi in gravidanza sono un disturbo piuttosto comune, vediamo come intervenire con i principali rimedi naturali utili a drenare e sgonfiare ritenzione ed edemi.

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Le cause dei piedi gonfi in gravidanza sono molteplici e comprendono fattori di tipo ormonale, vascolare e meccanica. Il disturbo è più comune in estate, con il caldo, ma si verifica con una certa frequenza anche nelle altre stagioni.

 

Cause dei piedi gonfi in gravidanza

La gravidanza naturale vede un cambiamento dell’organismo della donna a livello ormonale, vascolare e biochimico. Infatti già a partire dai primi mesi i tessuti subiscono un processo di imbibizione dovuto all’incremento di ormoni: estrogeni e progesterone soprattutto sono i fattori che modificano la struttura.

 

Anche a livello vascolare si verifica un incremento della parte liquida rispetto a quella proteica del sangue, e un aumento della permeabilità vascolare con vasodilatazione e conseguente formazione di edemi. Questi ultimi peggiorano soprattutto negli ultimi tre mesi di gravidanza, a parto vicino, soprattutto all’altezza di piedi e caviglie a causa dell’aumento di peso uterino che determina una compressione dei vasi venosi con conseguente difficoltà del ritorno venoso.

 

Se a tutto questo si aggiunge magari un caldo estivo intenso, le difficoltà circolatorie si acutizzano con ristagni anche a livello linfatico e spesso ci si ritrova con piedi gonfi già al mattino.

 

Piedi gonfi in gravidanza, i rimedi 

Esistono alcuni semplici rimedi naturali che possono aiutare contro il gonfiore dei piedi e delle gambe nei nove mesi di gestazione.

  • massaggi linfodrenanti: aiutano a sbloccare i liquidi ristagnanti e a drenarli verso i gangli linfatici, alleggeriscono le gambe e aiutano il ritorno venoso. E’ importante rivolgersi ad operatori esperti. E’ consigliato continuare il massaggio anche a casa: tutti i giorni dedicare 5 minuti procedendo dai piedi verso le cosce stendendo un gel o una crema ad azione vasoprotettiva e rinfrescante.
  • pediluvi: alla sera, a fine giornata sciogliere due o tre cucchiai di sale grosso in acqua tiepida, e terminare poi con un risciacquo in acqua fredda. L’effetto “Kneipp” del pediluvio, con acqua calda vasodilatatrice e acqua fredda vasocostrittrice, e l’effetto osmotico del sale che drena l’eccesso di fluidi interstiziali è sicuramente un toccasana per piedi e gambe.
  • regolare attività fisica: aiuta a migliorare la circolazione. Scegliere un tipo di movimento adeguato alla propria condizione specifica: anche brevi passeggiate quotidiane possono aiutare e migliorare la circolazione e il benessere di piedi e gambe.
  • tenere i piedi sollevati posizionando qualche cuscino sotto le gambe che devono essere tenute più in alto del bacino, quando ci si sdraia per un momento di relax. Questa posizione favorisce il ritorno di sangue venoso dagli arti inferiori verso il cuore e, idealmente, sarebbe indicato assumerla per almeno un’ora al giorno.
  • bere una quantità sufficiente di acqua naturale per favorire la diuresi e combattere la ritenzione idrica, e seguire una dieta povera di sale e di grassi animali.

 

Esistono rimedi drenanti erboristici, ma in gravidanza per principio cautelativo è meglio evitare e in ogni caso deve essere consigliato dal medico ginecologo, in base alle effettive condizioni. Ricordiamoci che i piedi gonfi in gravidanza soprattutto l’ultimo mese sono da considerarsi una condizione normale.

 

Prevenire i piedi gonfi in gravidanza

E’ possibile attivare alcune semplici prassi per cercare di prevenire i gonfiori a piedi e gambe, in generale ma soprattutto in gravidanza.

  • Evitare le scarpe strette. Può sembrare banale, ma l’utilizzo di scarpe comode è un ottimo sistema per prevenire e alleviare il gonfiore dei piedi in gravidanza. La scarpa ideale ha un tacco di 3 o 4 centimetri e il plantare largo.
  • Quando la temperatura lo consente può essere utile indossare calze elastiche a compressione graduata.
  • Fare attenzione all’incremento di peso corporeo. In gravidanza è importante limitare l’aumento ponderale per tantissimi motivi, tra questi c’è anche la prevenzione dei piedi gonfi. Un peso corporeo eccessivo, infatti, peggiora la compressione sui vasi. Inoltre, i liquidi corporei tendono a ristagnare soprattutto nel tessuto adiposo e la ritenzione idrica è alla base del gonfiore di piedi e gambe.
  • Evitare di stare troppo tempo in piedi.
  • Evitare gli ambienti eccessivamente caldi o con riscaldamento a pavimento.
  • Se non si è ancora in maternità e si trascorrono diverse ora sedute davanti al computer, prendere l’abitudine di tenere uno sgabello sotto i piedi per tenerli sollevati da terra.

 

Piedi gonfi in gravidanza, quando preoccuparsi

Un lieve gonfiore di gambe e piedi è molto comune in gravidanza e non desta grosse preoccupazioni. Un gonfiore accentuato, però, deve spingere a chiedere il parere del proprio medico, specie quando non si limita ai soli piedi e coinvolge anche le mani e il volto. Un edema importante, infatti, può essere sintomo di gestosi, una patologia molto seria del terzo trimestre di gravidanza, che va tenuta sotto stretto controllo. 

 

In genere, dopo il parto, il problema dei piedi gonfi si risolve spontaneamente nell’arco di qualche giorno. Se il problema persiste per più di una settimana, specie se si avvertono dolore e forti mal di testa, è importante rivolgersi al medico, che valuterà gli accertamenti clinici a cui sottoporsi.

 

Dopo il parto

Partorire è un dispendio di energie e forze non indifferente, a volte può essere vissuto anche come un trauma. L'edema post parto (gonfiore) è molto comune e può presentarsi sia in caso di parto cesareo sia nel parto naturale.

 

Si tratta generalmente di un accumulo di liquidi perché il corpo continua a trattenere liquidi per effetto dell'aumento di progesterone. Mani, piedi e caviglie comprese braccia e gambe possono presentare gonfiori. I livelli ormonali si devono stabilizzare e solo allora e gradualmente la ritenzione idrica comincia a ridursi.

 

Il gonfiore solitamente peggiora nell'arco di una settimana dopo il parto e migliora gradualmente con il tempo rientrando completamente nell'arco di qualche settimana.

 

Attenzione però perché alcuni segnali non devono essere sottovalutati ed è importate chiamare il proprio medico qualora si presentasse:

  • difficoltà respiratoria e dolore al torace (possibile edema polmonare);
  • dolore, arrossamento, calore o indolenzimento alle gambe, soprattutto ai polpacci (possibile trombosi venosa profonda).

 

Dopo il parto è bene mettere in atto alcune strategie per ridurre l’edema, alleggerire le gambe e drenare i liquidi in eccesso:

  • bere molto: viene facilitata l’espulsione dei liquidi in eccesso, che causano il gonfiore;
  • camminare e muoversi: è importante fare una passeggiata ogni giorno per combattere il ristagno dei liquidi.
  • mangiare cibi ricchi di potassio come banane, patate, avocado e spinaci;
  • indossare scarpe comode e calze a compressione;
  • evitare i cibi salati perché il sodio trattiene i liquidi.

 

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