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BAMBINI E MEDITAZIONE: PROVIAMO QUALCHE TECNICA

Qualche proposta di meditazione che genitori e insegnanti possono sperimentare con i bambini. Un punto di partenza che spera di essere lo spunto per approfondire questo affascinante mondo adatto anche ai più piccoli

Qualche tecnica di meditazione da cui prendere spunto

Prima di tutto partiamo dal presupposto che non è indispensabile trovare una scuola che offra la meditazione per bambini cosa che, specie nei paesi piccoli o in alcuni quartiere periferici, è tutt’altro che scontata.

Ben venga se il genitore incontra sul suo percorso un insegnante di meditazione cui affidarsi, ma, in caso contrario, non molli la lodevole strada che ha imboccando iniziando questa ricerca.

La meditazione, infatti, può essere proposta e condotta da un genitore o da un insegnante ben preparato sull’argomento, anche perché con i bambini, tutto può diventare magicamente… facile.

Esercizi di visualizzazione con favole e racconti

Spesso si tende a sottovalutare le potenzialità insite in loro, considerandoli degli adulti in miniatura: al contrario, essi sono ricchi di profonda lucidità immaginativa che li rende assai adatti agli esercizi di visualizzazione: immersi in un mondo di storie, favole, giochi nei quali assumono dei ruoli, sono particolarmente predisposti a questo tipo di pratica.

Ovviamente dovrà essere tarata a misura di bambino dunque con un linguaggio estremamente semplice, chiaro e concreto con concetti vividi che egli possa facilmente padroneggiare. Ad esempio, animali, paesaggi naturali etc.

Sono molti i libri che propongono meditazioni di questo tipo, corredate di favole, racconti, poesie che possono stimolare il piccolo.

Ascolto del respiro e percezione delle sensazioni corporee

Un altro approccio può essere quello proposto dall’insegnante di meditazione Christiane Beaugé e che si basa sull’ascolto del proprio respiro. Questa tecnica è molto utile per rilassarli e introdurre poi la meditazione vera e propria.

Secondo la maestra, un’efficace tecnica è quella di “Proporre di focalizzare l’attenzione sulle loro sensazioni corporee. Si gioca sui contrasti, sulla tensione/distensione dei muscoli, sulla posizione in piedi/seduti. Durante la seduta, in cui si cerca di favorire l’espressione individuale, si raccolgono le testimonianze dei bambini e si cerca di spiegarle con esattezza. Ad esempio: "Hai sentito un tremore, hai avvertito una sensazione di calore, come un formicolio?)". In questo modo si riesce a focalizzare la loro attenzione sulle sensazioni”.

 

Colorare i mandala

Esiste poi tutto un altro interessante capitolo di tecniche che potremmo definire "dinamiche", o comunque, meno convenzionali. Ad esempio, colorare i mandala, ovvero dei disegni di origine tibetana utilizzati proprio per la meditazione.

La dimensione del colorare è famigliare al bambino perché è molto praticata a scuola dunque potrebbe risultare particolarmente azzeccata. Questi disegni si possono facilmente scaricare da internet, ce ne sono di tantissime varietà dunque la noia è bandita.

Il bambino, intento a valutare la forma, gli intrecci, i giochi di colore possibili sta, di fatto, meditando: concentrato sul presente, egli è qui e ora focalizzato su di sé, sul proprio centro e su quello che sta facendo.

Un discorso analogo può essere fatto riguardo la lavorazione della creta, senza l’impellenza di dover produrre un oggetto.

Musica e canto

Ascoltare un brano musicale o cantare un mantra (che può diventare una canzoncina o una filastrocca) sono tutte azioni che vanno nel medesimo senso: portare l’attenzione sul presente, su quello che si sta vivendo, alla ricerca di uno spazio di calma, di silenzio e di pace interiore.

 

La meditazione e gli esercizi di respirazione consentono di stare nel presente. Ecco perché

 

Meditazione: perché proporla ai bambini

I benefici della meditazione sono noti e confermati da decine di studi pubblicati sulle maggiori riviste mediche del mondo. Nellì'articolo che riguardava un esperimento di meditazione a scuola per i bambini abbiamo dato un piccolo contributo alla diffusione di queste conoscenze, spesso ignorate dalla maggioranza degli adulti.

Questo stato di non conoscenza è dato da una serie di concause di cui la prima è da ricercarsi in genere nella mentalità di molti piuttosto restii alle novità, ancor di più a quelle all’apparenza esotiche o "misteriose".

A volte lontani dal cercare informazioni e dall’approfondire, preferiscono accantonare una risorsa potenzialmente importante e perseguire i sentieri battuti dalle generazioni precedenti. E’ anche vero che l’informazione su questi ambiti spesso è scarsa, fumosa e poco scientifica, cosa che rende ancora più difficile farsene un’idea chiara e capire se può fare al caso dei propri figli.

Strettamente intrecciato a questo discorso è quello riguardante lo stato delle nostre scuole e del nostro sistema educativo da decenni depauperato di risorse e abbandonato a se stesso.

Come è chiaro, il discorso è lungo e complesso, ma non è l'argomento del quale ci vogliamo occupare. Al contrario, questo articolo si pone come piccola luce per quei genitori che vorrebbero conoscere qualcosa in più sulla meditazione per i bambini, capire se può essere uno strumento per i propri figli e, eventualmente, metterla in pratica.

 

Puoi approfondire i benefici e le tecniche di meditazione per bambini

 

Proporre senza imporre

Tutte le tecniche esposte e le molte altre che esistono e che si possono inventare non devono perdere di vista la dimensione giocosa che, anzi, è consigliabile le caratterizzi. Nonostante l’incoraggiamento che questo articolo vuole essere, la meditazione non va mai imposta (tanto ai grandi che ai piccoli) e va proposta sempre nel rispetto della sensibilità del piccolo aspirante meditatore.

Non è un ulteriore compito da assolvere ma un momento in cui ci si può riposare nel proprio spazio interiore. Il nostro ruolo di insegnanti, genitori, educatori è quello di proporre qualcosa che riteniamo sia utile per i bambini, ma è loro pieno diritto decidere di rifiutare, in quel momento o per sempre la nostra proposta.

Un diniego potrebbe diventare uno stimolo in più per affinare la nostra fantasia la prossima volta che tenteremo di inserire la meditazione tra un compito e un videogioco.

 

Perché praticare la meditazione?

 

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